Il Venezuela bolivariano è nel pieno di una lotta a tutto campo per difendere la sua indipendenza, la sua sovranità e le sue conquiste e nel vivo di una contraddizione storica con gli Stati Uniti e l’intera catena dell’imperialismo occidentale, che si mostra come una contraddizione strategica di vasta portata e si dispiega come una contraddizione fondamentale per l’intero sistema delle relazioni internazionali, l’America Latina in particolare e l’equilibrio del mondo nel suo complesso. La presidente incaricata, Delcy Rodríguez, cui è stato conferito l’incarico, essendo il Presidente costituzionale Nicolás Maduro rapito e sequestrato dagli Stati Uniti, ha dichiarato, lo scorso 7 gennaio, che le relazioni tra il Venezuela e gli Stati Uniti sono ora gravate da una “macchia” senza precedenti a seguito dell’aggressione armata e del sequestro del presidente eletto posta in essere da Washington. “C’è una macchia nelle nostre relazioni” ha dichiarato Delcy Rodríguez, “che non si è mai verificata nella nostra storia, ma va anche sottolineato che le relazioni, ad esempio economiche e commerciali, tra Stati Uniti e Venezuela non sono né straordinarie né regolari”. Com’è noto, l’obiettivo dell’aggressione militare degli Stati Uniti, che ha portato al sequestro e alla prigionia a New York del capo dello stato, Nicolás Maduro, e della first lady, giurista e più volte deputata, Cilia Flores, era quello di provocare un cambio di governo violento in Venezuela, per instaurare un governo fantoccio attraverso il quale porre fine all’esperienza di trasformazione, in senso socialista, della rivoluzione bolivariana, e impossessarsi della fondamentale e vastissima riserva strategica di petrolio del Paese. 

Donald Trump lo ha detto chiaramente: pretende tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio, che siano venduti alle condizioni imposte dagli Stati Uniti, e che cessino i rapporti commerciali tra il Venezuela e le potenze del Sud globale, in primo luogo la Cina, ma anche Cuba. Parla di “autorità di transizione” in Venezuela, ma questo fa parte della propaganda di guerra, non è l’amministrazione statunitense a governare in Venezuela e non c’è alcuna “autorità di transizione” a Caracas, bensì una presidente incaricata dalla Camera Costituzionale del Tribunale Supremo di Giustizia, nell’ambito della legislatura 2026-2031, nel quadro sancito dalla Costituzione e dalle leggi della Repubblica Bolivariana. La compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA ha dichiarato di essere in trattative con gli Stati Uniti per la vendita di greggio “nel quadro delle relazioni commerciali esistenti”. La presidente incaricata ha chiarito che i rapporti commerciali tra i due Paesi non sono un evento straordinario, che il Venezuela non si arrenderà ad alcun tipo di aggressione, inclusa quella economica, peraltro in vigore da anni con le 1042 misure coercitive unilaterali criminali arbitrariamente imposte dagli Stati Uniti, e che il Venezuela intende avere rapporti economici, basati sul rispetto reciproco, con tutti i Paesi del mondo. “Non ci siamo arresi all’aggressione economica e non ci arrenderemo ad alcun tipo di aggressione”. “Le nostre mani sono tese a tutti i Paesi del mondo per le relazioni e la cooperazione economica, commerciale, energetica”. Ha poi specificato che il Venezuela è aperto a relazioni in cui “tutte le parti traggano beneficio, in cui la cooperazione economica sia chiaramente definita nei contratti commerciali”.

L’inaudita violazione dell’ordine internazionale, barbaramente e irresponsabilmente posta in essere dagli Stati Uniti e culminata il 3 gennaio scorso con l’aggressione e il sequestro di un presidente legittimo in carica, segna, come bene è stato detto, “un prima e un dopo”. È il Paese in quanto tale ad essere sotto attacco, e merita attenzione e rispetto il fatto che la risposta allo stato di guerra imposto al Paese sia tutta dentro il perimetro della Costituzione bolivariana e del quadro di diritto. Il “Decreto di dichiarazione dello stato di emergenza esterna” prescrive (art. 5) che “Le forze di polizia nazionali, statali e municipali devono immediatamente procedere alla ricerca e alla cattura su tutto il territorio nazionale di qualsiasi persona coinvolta nella promozione o nell’appoggio all’attacco armato degli Stati Uniti d’America contro il territorio della Repubblica, al fine di tradurla dinanzi alla Procura della Repubblica e al sistema giudiziario penale, al fine di perseguirla penalmente, nel rispetto di tutte le garanzie procedurali inerenti al giusto processo e al diritto alla difesa” e contemporaneamente impone (art. 6) che “In esecuzione del presente decreto, sono adottate tutte le misure per garantire il diritto alla vita; il riconoscimento della personalità giuridica; la protezione della famiglia; l’uguaglianza davanti alla legge; la cittadinanza; la libertà personale e il divieto di sparizioni forzate; l’integrità personale, fisica, psicologica e morale; il divieto di sottomissione a schiavitù o servitù; la libertà di pensiero, di coscienza e di religione; la legalità e l’irretroattività delle leggi, in particolare delle leggi penali; il giusto processo; la tutela costituzionale; la partecipazione, il suffragio e l’accesso alle cariche pubbliche e il diritto all’informazione”. In particolare, in base al principio di proporzionalità, “Ogni misura emanata sulla base del presente decreto, nonché la sua esecuzione o attuazione, devono essere proporzionate alla situazione affrontata in termini di gravità, natura e ambito di applicazione”. 

Contrariamente ai “desiderata” trumpiani, dunque, la Repubblica bolivariana è attiva e la sua dinamica istituzionale, politica e sociale prosegue. Come annunciato in occasione dell’insediamento della nuova Assemblea Nazionale, la legislatura 2026-2031 prevede sei pilastri legislativi (pace, crescita economica, potere popolare, imprenditorialità, difesa della vita e sicurezza dei cittadini/e) e in particolare l’approvazione di otto codici utili a sistematizzare e organizzare in maniera ancora più ordinata e razionale il complesso normativo (l’“albero legislativo”) del Venezuela: un Codice Penale Popolare e un Codice Civile rinnovati; un Codice Sociale, per raggruppare e consolidare il vasto sistema di tutele sociali e programmi di protezione; un Codice Economico e del Commercio Produttivo, adattato alla nuova realtà economica; un Codice Elettorale, per unificare e coordinare tutte le leggi in materia; un Codice della Democrazia Diretta, un Codice Ecologico Ambientale e un Codice di Protezione Integrale a tutela delle persone vulnerabili.

Quanto al quadro giuridico internazionale, l’aggressione pone l’intero sistema delle Nazioni Unite sotto scacco. Durante un incontro con il rappresentante della Repubblica Bolivariana del Venezuela all’ONU, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha dichiarato che l’aggressione statunitense rappresenta “una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e delle norme del diritto internazionale” e “un pericoloso precedente per le relazioni internazionali”, trattandosi di una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale e una violazione della sovranità e dell’autodeterminazione del popolo venezuelano, cioè una clamorosa violazione proprio degli articoli fondamentali della Carta, gli articoli 1 e 2. Il Segretario Generale ha peraltro ribadito la sovranità del Venezuela sulle sue risorse e che il petrolio del Venezuela appartiene al popolo venezuelano. In definitiva, come ha osservato Jorge Arreaza, già segretario generale dell’Alba e già ministro degli esteri del Venezuela bolivariano, “Se c’è una cosa che non va giù agli imperialisti è che il Venezuela sia in pace”.   

 

Riferimenti: 

Presidenta encargada de Venezuela afirmó que la relación entre su país y EE.UU. tiene una «mancha» nunca ocurrida, TeleSur, 8 gennaio 2026: https://www.telesurtv.net/presidenta-venezuela-relacion-eeuu-mancha

Venezuela denuncia agresión militar de EE.UU. durante reunión con António Guterres, TeleSur, 7 gennaio 2026: https://www.telesurtv.net/venezuela-agresion-militar-eeuu-guterres

Decreto Estado de Conmoción Exterior Gaceta Oficial N° 6.954 Extraordinario 3 de enero 2026: https://tugacetaoficial.com/decreto-estado-de-conmocion-exterior-gaceta-oficial-n-6-954-extraordinario-3-de-enero-2026