Come passare da una proibizione legale, quella del TPAN, ad un’eliminazione effettiva, totale e irreversibile delle armi nucleari(1)

Ciò si basa sui progressi emersi nel 2° incontro degli Stati parte del TPAN (Trattato sulla proibizione delle armi nucleari – TPNW in inglese) (2)

1 – Introduzione

La questione sollevata nel titolo è di forte rilievo poiché, nonostante alcuni notevoli successi del TPNW, dopo la sua adozione il 17/07/2017 e la sua entrata in vigore il 22/02/2021, nessuno degli Stati dotati di armi nucleari, né dei loro alleati, ha finora aderito a questo trattato.

Ricordiamo innanzitutto, in breve, i principali successi del TPAN fino ad oggi:

Sono già 93 gli Stati firmatari e 70 quelli che l’hanno ratificato.

Inoltre, centinaia di città in tutto il mondo, tra cui New York, Washington DC, Hiroshima, Nagasaki, Filadelfia, Los Angeles, Toronto, Ottawa, Montreal, Vancouver, Oslo, Helsinki, Berlino, Colonia, Berna, Ginevra, Parigi, Lione, Bordeaux, Grenoble, Montpellier, Tours, Besançon, Sydney, Melbourne, Milano, Torino, Bologna, Padova, ecc., hanno sollecitato i loro governi ad aderire al TPNW.

D’altronde, la forte stigmatizzazione delle armi nucleari da parte del TPAN ha indotto più di un centinaio (attualmente 109) agenzie finanziarie nel mondo (banche, tra cui la Deutsche Bank, fondi pensione tra i più importanti, ecc.) a ridurre o addirittura eliminare completamente (circa la metà di esse) il finanziamento delle armi nucleari.(3) 

2 – Il 2° Meeting degli Stati Parte del TPAN 

Vediamo ora le principali novità emerse nel 2° Meeting degli Stati Parte del TPAN:I risultati del primo Meeting degli Stati parte, tenutosi nel giugno 2022, in particolare il “Piano d’azione di Vienna(4), costituiscono una solida base su cui sono stati compiuti ulteriori progressi durante il periodo inter-sessione.In effetti, gli incontri inter-sessione hanno fatto avanzare l’approccio collaborativo di questo Trattato, grazie all’impegno degli Stati, della società civile e del mondo accademico ad attuare le disposizioni del Trattato. Le discussioni inter-sessione hanno affrontato alcuni degli argomenti più salienti del disarmo nucleare, sia nel contesto del TPNW che altrove. Questi includono la verifica del disarmo nucleare, l’assistenza alle vittime e la riparazione ambientale, l’universalizzazione del TPNW, la sua complementarità con il TNP e con altri trattati sul disarmo, nonché gli aspetti di genere del disarmo nucleare. Un gruppo di 23 parlamentari provenienti da 14 paesi ha contribuito attivamente alla sensibilizzazione e al sostegno al TPAN ai diversi livelli in Europa.

Il rapporto (5) del Gruppo scientifico consultivo (istituito un anno fa) sullo stato e sullo sviluppo delle armi nucleari, sui rischi legati alla loro stessa esistenza, sulle loro potenziali conseguenze umanitarie e sul disarmo nucleare, è apparso come un documento importante per tutte le parti coinvolte. In particolare, un tema che è stato sottoposto ad un’analisi molto critica è quello della “deterrenza nucleare”. La creazione di questo gruppo scientifico rappresenta quindi un’iniziativa maggiore di questi meeting degli Stati parte del TPAN. Un altro evento molto importante è quello di un certo numero di Stati non aderenti al TPNW che hanno partecipato a questo meeting in qualità di osservatori. Si tratta di un passo importante verso un dialogo autentico sul disarmo nucleare, inclusivo e che trascende le divisioni: un vero e proprio “ponte” tra Stati, a volte, a priori alquanto distanti.Alcuni di questi Stati non-parti sono membri della NATO (Germania, Belgio e Norvegia) : guardano con interesse al TPAN e sono anche pronti a collaborare su alcuni punti del Trattato, e in particolare sull’assistenza alle vittime e sulla riparazione dell’ambiente, ma si ritengono nell’impossibilità di aderire al TPAN a causa delle ‘regole’ della NATO di cui fanno parte (soprattutto Germania e Belgio che ospitano le bombe nucleari degli USA sul loro territorio!).

Da qui al prossimo Meeting degli Stati Parte del TPAN, che si svolgerà a New York dal 3 al 7 marzo 2025 sotto la presidenza del Kazakistan, i partecipanti a questo 2° Meeting si impegnano a proseguire e incrementare le proprie attività sullo slancio delle iniziative in corso. Ora ecco alcune considerazioni e suggerimenti più personali…

3 – Quale strategia per il medio e lungo termine?

Come abbiamo visto, paesi come Germania, Belgio e Norvegia ritengono che la loro adesione alla NATO costituisca un ostacolo alla loro possibile adesione al TPAN. D’altro canto, l’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, e indirettamente verso l'”Occidente”, costituisce la ragione principale per la quale questi paesi restano nella NATO.Ne consegue che l’unico modo per sbloccare questa situazione sarebbe quello di cambiare radicalmente la natura del rapporto tra Occidente e Russia. In breve : passare da una “cultura del nemico” (perdente-perdente) a una “cultura della cooperazione” (vincente-vincente). Un’utopia fantasiosa ? Diamo  un po’ un’occhiata dalla parte della Storia:in seguito al crollo dell’Unione Sovietica (un grave trauma e una profonda umiliazione per la Russia e soprattutto, successivamente, per il suo presidente Putin), nel periodo 1992-2003 si era verificato un riavvicinamento significativo tra la Russia e l’Occidente, al punto che era stato avviato un processo per consentire alla Russia di aderire alla NATO, la quale avrebbe poi ovviamente ridefinito i suoi obiettivi. Un ruolo importante in questo contesto è stato quello di Evgenij Primakov – allora ministro degli Esteri di Boris Eltsin – che sosteneva una geopolitica multipolare. Ma… una notte (nel 1999) Primakov stava sorvolando l’Oceano Atlantico in direzione di Washington : non appena ricevuto il messaggio che la NATO aveva iniziato a bombardare Belgrado, ordinò immediatamente al pilota di fare dietrofront e tornare in Russia.Il seguito è noto : tra il 2004 e il 2020, la NATO è cresciuta da 16 a 30 paesi membri, dispiegando vari armamenti in Polonia, Romania e negli Stati baltici, al confine con la Russia.Inoltre, al vertice della NATO del 2008 a Bucarest, gli alleati hanno affermato che la Georgia e l’Ucraina avrebbero potuto aderire alla NATO in futuro“. Ora, tutto ciò è stato evidentemente percepito dalla Russia come un tradimento delle promesse fatte dai leader occidentali (George Bush Sr., Kohl, Mitterrand, Margaret Thatcher e Manfred Wörner, segretario generale della NATO) negli anni ’90, secondo le quali la NATO non si sarebbe estesa “nemmeno di un polliceall’Est della Germania riunificata, come ha affermato il segretario di Stato del presidente George Bush, James Baker. Potremmo quindi parlare di una « esigenza attuale di rinnovare un dialogo interrotto circa vent’anni fa ».Allora cosa fare ? Cercare di realizzare ora, in condizioni molto più difficili, ciò che non è stato fatto negli anni ’90, quando il contesto geopolitico era molto più favorevole, vale a dire: avviare negoziati con la Russia sui “problemi di frontiera” basati sullo statuto delle popolazioni di origine russa nei paesi dell’Est, in particolare in Ucraina, in Moldavia e nei tre paesi baltici, che costituiscono altrettante “bombe a orologeria“, la prima delle quali è già esplosa per l’appunto in Ucraina. Ad esempio, in Estonia e Lettonia circa 1/3 della popolazione è di origine russa e più della metà di loro è privata di qualsiasi nazionalità !!Ora, il fatto di riuscire a stabilire delle relazioni pacifiche e costruttive tra la Russia e il resto dell’Europa avrebbe un effetto positivo anche sul processo di disarmo nucleare, sebbene, ovviamente, non sufficiente per un disarmo efficace e generale. Per ottenere questo, l’insieme dei 9 i Paesi detentori di armi nucleari dovranno (con anche i loro alleati) “giungere gradualmente a sedersi allo stesso tavolo delle trattative”, avendo compreso che il possesso di armi nucleari costituisce un rischio inaccettabile, e cio’ innanzitutto per loro stessi.

Se da un lato spetta a questi Stati prendere questa iniziativa, spetta pero’ anche a noi, società civile, aiutarli a raggiungere tale consapevolezza.Quale degli Stati nucleari potrebbe essere l’iniziatore di un simile processo? Potremmo pensare alla Cina, che, nonostante il suo regime totalitario, ha adottato un atteggiamento relativamente aperto nei confronti del processo che ha portato all’adozione del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari e che è l’unica potenza nucleare ad aver completamente escluso dalla sua dottrina qualsiasi forma di “attacco nucleare per prima”. Come primo passo, la Cina potrebbe proporre la creazione di un Gruppo di lavoro, composto da esperti dei 9 paesi nucleari (un WG9) con la missione specifica di formulare una ‘road map’ realistica per un disarmo multilaterale coordinato, che servirebbe poi di base per i negoziati tra i 9 Stati nucleari e i loro alleati. Allora l’adesione universale al TPAN, il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, non dovrebbe più incontrare ostacoli significativi. Come conclusione, possiamo ricordare quanto sosteneva Mikhail Gorbaciov:Se uno Stato vuole essere in condizioni di sicurezza, deve prima contribuire a garantire la sicurezza di tutti gli altri Stati”: ora la “deterrenza nucleare” fa esattamente il contrario !

 

(1) Si puo’ vedere anche il Working Paper ‘A strategy to move from the legal prohibition to an effective, total and irreversible elimination of nuclear weapons’

https://docs-library.unoda.org/Treaty_on_the_Prohibition_of_Nuclear_Weapons_-SecondMeeting_of_States_Parties_(2023)/TPNW.MSP_.2023.NGO_.14.pdf

 

(2) Si possono vedere gli articoli di Sandro Ciani (‘Mondo senza guerre e senza violenza’) sullo svolgimento di questo Meeting su ‘Pressenza’, come pure la Dichiarazione finale del 2° Meeting degli Stati parte al TPAN :

https://docs-library.unoda.org/Treaty_on_the_Prohibition_of_Nuclear_Weapons_-SecondMeeting_of_States_Parties_(2023)/TPNW.MSP_.2023.CRP_.4.Rev_.1_revised_draft_dec.pdf

 

(3) The ‘Vienna Action Plan’ at the 1st Meeting of States Parties to the TPNW

https://documents.unoda.org/wp-content/uploads/2022/06/TPNW.MSP_.2022.CRP_.7-Draft-Action-Plan-new.pdf

 

(4) Si puo’ vedere il  Rapporto ‘Moving Away from Mass Destruction’ (Juillet 2023)

https://www.dontbankonthebomb.com/wp-content/uploads/2023/07/PAX_Rapport_DBotB_Moving_Away_FINAL_digi_Single_Page.pdf

 

(5) Report of the Scientific Advisory Group on the status and developments regarding nuclear weapons, nuclear weapon risks, the humanitarian consequences of nuclear weapons, nuclear disarmament and related issues
Report of the Scientific Advisory Group on its annual activities