Di recente il Ministero dell’istruzione e del merito ha trasmesso alle istituzioni scolastiche i dati del monitoraggio del bullismo e del cyberbullismo della piattaforma Elisa (https://www.piattaformaelisa.it/) riferiti all’anno scolastico 2023-23, evidenziando come gli episodi di prepotenza tra pari continuino a coinvolgere un numero considerevole di studenti e studentesse: il 26,9% degli studenti e delle studentesse (21,5% in modo occasionale e 5,4% in modo sistematico) ha riportato di essere stato vittima di bullismo nei 2-3 mesi precedenti alla rilevazione (avvenuta tra maggio e giugno 2023), mentre il 17,5% dei partecipanti ha dichiarato di aver preso parte attivamente a episodi di bullismo (14,7% in modo occasionale e 2,8% in modo sistematico).

Per quanto riguarda le forme cyber, invece, l’8% (6,5% in modo occasionale e 1,5% in modo sistematico) degli studenti e delle studentesse ha dichiarato di aver subito episodi di cyberbullismo, mentre il 7,2% (5,8% in modo occasionale e 1,4% in modo sistematico) ha riportato di aver preso parte attivamente a episodi di cyberbullismo. Dal confronto tra i dati 2021, 2022 e 2023 emerge un trend in aumento nella vittimizzazione, soprattutto nelle sue forme sistematiche. Il bullismo, il cyberbullismo e la cybervittimizzazione, invece, sebbene risultino in generale piuttosto stabili nel tempo, evidenziano un lieve aumento delle forme sistematiche e una lieve diminuzione delle forme occasionali.

I dati del monitoraggio continuano ad evidenziare un divario tra ciò che viene vissuto dagli studenti e dalle studentesse e ciò che viene percepito dai docenti. Nelle scuole secondarie di secondo grado, infatti, i docenti stimano che sia coinvolto nei fenomeni circa il 6% degli studenti e delle studentesse, un dato lontano da quello riportato dai ragazzi e dalle ragazze. Sembra, quindi, che solo gli episodi più gravi e sistematici arrivino all’attenzione dei docenti, mentre quelli meno gravi, ma non per questo senza conseguenze, rimangano sommersi. Resta stabile nel tempo la percentuale di docenti secondo cui la propria scuola è un luogo sicuro, dove le regole sono chiare e dove adulti e ragazzi sono attenti e sensibili al bullismo (circa 90%), diminuisce di circa il 5% la percentuale di studenti e studentesse che fa le stesse dichiarazioni. Nell’a.s. 2022/2023, infatti, il 20% degli studenti e delle studentesse ha riportato che la propria scuola non è sicura e che adulti e ragazzi non sono sensibili al bullismo. Inoltre, il 30% dei ragazzi ha dichiarato che nella propria scuola non sono chiare le regole e le conseguenze a cui va incontro chi compie azioni di prevaricazione e bullismo.

Anche la vittimizzazione e il bullismo basati sul pregiudizio sono fenomeni che coinvolgono un numero considerevole di studenti e studentesse: il 10,1% (6,9% in modo occasionale e 3,2% in modo sistematico) dei partecipanti al monitoraggio 2022/2023 ha dichiarato di aver subito prepotenze a causa del proprio background etnico, l’8,1% (5,5% in modo occasionale e 2,6% in modo sistematico) di aver subito bullismo o insulti di tipo omofobico e il 7,4% (4,9% in modo occasionale e 2,5% in modo sistematico) di essere stato vittima di bullismo per una propria disabilità.

Dal confronto tra i dati delle rilevazioni 2021, 2022 e 2023 emerge un trend in aumento di tutti i tipi di vittimizzazione e bullismo basati sul pregiudizio, che evidenzia, da un lato, i cambiamenti del contesto scolastico, sempre più multietnico ed inclusivo, dall’altro le difficoltà di alcuni studenti e studentesse ad accettare la diversità. Seppur ancora molto presente, l’esposizione all’Hate Speech Online è in riduzione. Gli studenti e studentesse che hanno dichiarato di essere stati esposti a contenuti di odio almeno una volta durante i mesi precedenti alle rilevazioni sono passati dal 46,2% (monitoraggio 2020/2021) al 38,7% (monitoraggio 2022/2023). Questo dato potrebbe far intravedere un uso progressivamente più responsabile di internet e dei social da parte dei partecipanti. Nonostante la progressiva riduzione, la percentuale di studenti e studentesse esposti a contenuti di odio online continua a essere preoccupante e necessita attenzione da parte delle Istituzioni, al fine di arginare i possibili effetti di normalizzazione della violenza a cui si potrebbe andare incontro.

Nel complesso la fotografia delle scuole nella fase post- pandemia mette in luce chiare difficoltà degli studenti e delle studentesse ad accettare la diversità e ad assumere comportamenti di rispetto e legalità nelle relazioni con i compagni. Parallelamente, i dati evidenziano che è in corso un processo di attivazione da parte delle Istituzioni Scolastiche per far fronte ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo in modo più sistematico ed efficace. Come scrive il Ministero nella sintesi dei dati relativi al monitoraggio: “Quando in classe si verificano episodi di bullismo i docenti possono intervenire in molteplici modi: mediando la relazione tra bullo e vittima, attivando una discussione di gruppo in classe, fornendo supporto alla vittima e/o applicando metodi disciplinari nei confronti dei prepotenti.

Anche da questa terza rilevazione si evidenzia- sottolineano dal Ministero– la necessità di rafforzare i presìdi e gli interventi di prevenzione e contrasto e la necessità di potenziare la comunicazione sia tra le Istituzioni e le singole scuole sia all’interno delle scuole, al fine di promuovere un maggior coinvolgimento di docenti e studenti, favorendo una maggiore visibilità delle misure di prevenzione e contrasto e promuovendo un clima di fiducia verso il contesto scolastico da parte di studenti e studentesse.

 

Qui per approfondire: AOODGSIP.REGISTRO UFFICIALE.2023.0005195 ; Monitoraggio2023 – ALLEGATO 1- SINTESI risultati nazionali (1)