Continua la serie di proteste contro il CPR di Torino, ieri si è svolta una lunga manifestazione

Una manifestazione certamente dura nei contenuti “Per il CPR nessuna cura, solo morte pestaggi e tortura” è stato lo slogan intonato dai manifestanti, ma assolutamente nonviolenta, allietata dal suono delle percussioni dei Folamurga. I manifestanti hanno sfidato il caldo torrido domenicale.

Questa volta gli interventi al microfono durante la manifestazione sono stati estremamente interessanti. Precisi dal punto di vista dell’individuazione delle criticità, segno che la cittadinanza è sempre più informata in modo corretto e consapevole su questi “lager” come sono stati chiamati dai manifestanti: ovvero luoghi di segregazione.

Dalle mura del CPR, prospicienti a c.so Brunelleschi, il corteo è partito alla volta del Comala, percorrendo via Monginevro e via Boggio, nella quale c’è la sede di Ithaca (partecipata oltre che da PoliTo, anche da Compagnia di S. Paolo) vincitrice dell’appalto con Frontex (la controversa Agenzia Europea di repressione all’immigrazone) che vede impegnato il DIST del PoliTo nella fornitura di dati cartografici e infografiche, argomento di cui abbiamo pubblicato. Molto duro l’intervento su Frontex (e Ithaca): dai balconi dello studentato davanti alle aule del PoliTo diversi studenti hanno applaudito.

Sono state denunciate anche le morti avvenute in mare e sulle frontiere, è stato ricordato anche il caso di Blessing Matthew (morta sul confine italo-francese), che è stato archiviato. Caso che ha visto nuove prove presentate da una contro-indagine realizzata da Border Forensics. Una morte impunita, come denuncia Altraeconomia.

Riportiamo alcuni dei passaggi più significativi degli speech:

All’interno di quelle mura sono accertate continue violazioni dei diritti umani.

I telefoni sono requisiti all’ingresso e non sono ammesse le chiamate esterne, né dai familiari né dagli avvocati.

Abbiamo assistito a persone malate, vittime di incidenti che dovevano legarsi con delle corde per riuscire ad utilizzare la turca senza cadere. Avevano bisogno di cure specialistiche, di fisioterapia, di una dieta specifica per le operazioni subite. Nonostante questo, i medici all’interno continuavano a sostenere che fossero del tutto idonee al trattenimento in CPR! Queste privazioni dei diritti sono gravissime e non possono essere accettate in uno stato di diritto.

Ricordiamoci che chi consente ed opera queste violazioni è lo Stato italiano, lo stesso Stato che legittima con i propri accordi i centri di detenzione libici, ben noti per le storie di torture e repressioni che subiscono coloro che si trovano lì. Le autorità italiane hanno fornito un supporto fondamentale alla Guardia Costiera Libica.

Quasi tutti assumono psicofarmaci, inoltre veniva segnalata la difficoltà a chiamare il personale in caso di malessere. Nel 2008 è morto un giovane nordafricano Hassan Nejl, morto senza che nessuno sia andato in suo soccorso, nonostante le grida provenienti anche dagli altri reclusi. Stessa triste sorte è toccata a Faisal Hossain nell’8 luglio del 2019. Non vi è la possibilità da parte dei reclusi di far entrare un medico specialista di fiducia o di ottenere una visita presso un ambulatorio ASL. In questo contesto l’unica risposta fornita dall’Ordine dei Medici di Torino è stata quella di mandare medici volontari a supportare personale interno: proposta davvero indecente.

Scelta che si è dimostrata in tutta la sua tragica inutilità con la morte di Moussa Balde, sula quale l’Ordine è tutt’ora chiuso in un silenzio omertoso, nonostante una lettera aperta firmata da oltre 100 iscritti. Siamo convinti che i luoghi di detenzione non possano essere davvero luoghi di cura, producendo anzi sofferenze e malattia. Tuttavia, pur nel contesto di una detenzione arbitraria, che dovrà essere abolita, riteniamo che perlomeno debbano essere soddisfatti una serie di diritti affinché il diritto alla salute sia effettivamente tutelato e che tutti gli aspetti sanitari siano gestiti da personale dipendente del SSN. Chiediamo inoltre che rispetto a questi luoghi ci sia la più totale trasparenza riguardo alla struttura e al suo funzionamento, che vengano istituite commissioni sanitarie e controllo delle strutture, i protocolli sanitari e di gestione. Che tali informazioni siano pubbliche ed accessibili.

Chiediamo che l’Ordine dei Medici di Torino esca dal silenzio, faccia tutto ciò che è necessario affinché sia fatta piena luce sulla morte di Moussa Balde. L’Ordine dei Medici, in base al giuramento di Ippocrate, non può accettare l’esistenza dei CPR e dovrebbe formalmente schierarsi per la loro abolizione, per il diritto alla salute di tutte le persone migranti.

Lo abbiamo scritto più volte: Torino non dimentica, non dimentica nulla. Tutti gli interventi hanno evidenziato questo aspetto.

Dalle impressioni che abbiamo raccolto sono emerse delle critiche alle dichiarazioni di Fratoianni, che il 26 maggio ha fatto un accesso al CPR di Torino per valutarne le condizioni. A tal proposito rimandiamo al nostro articolo nel quale abbiamo virgolettato alcune delle dichiarazioni più significative del Segretario di SI e pubblicato il video integrale della conferenza stampa all’uscita.

Per dovere di cronaca non possiamo non sottolineare che il Segretario, intervenuto in campagna elettorale in Piemonte, a Torino ha visitato i due luoghi di detenzione torinesi: il CPR e il Lorusso e Cotugno. Una dimostrazione di fatto di attenzione alle notevoli criticità delle due strutture detentive Torinesi, alla repressione dell’immigrazione e della protesta studentesca: al Lorusso ha interloquito con i tre studenti, allora tutti detenuti, raggiunti dalle misure cautelari per i fatti della manifestazione del 18 febbraio contro il PCTO (alternanza scuola-lavoro) e la morte di Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci, a tal proposito ha fatto un’interrogazone parlamentare alla Ministra della Giustizia Cartabia.

Al Comala è stato poi fatto un concerto in memoria di Moussa Balde.

Prima del concerto sono intervenuti al microfono, tra gli altri, Gianluca Vitale (Legal Team Italia), Berthin Nzonza (Mosaico), Laura Martinelli (ASGI), Lorenza della Pepa (Osservatorio CPR), un esponente di Mai Più CPR.

Hanno partecipato a vario titolo: Franz Fanon, Fornelli in Lotta, Carovane Migranti, la Famiglia di Moussa Balde.

Al concerto hanno suonato: Cornio, Errico Canta Male, Oddzilla, Mauras.

Sono molte le manifestazioni, che fin’ora sono organizzate da singoli gruppi, comitati; ieri però abbiamo avvertito un clima fortemente focalizzato sul tema da parte di molte realtà torinesi.

Sinistra Ecologista, lista nell’ambito di Sinistra Italiana, e Rifondazione mostrano una notevole sensibilità al problema. Alla manifestazione ha presenziato anche l’A.N.P.I. sezione di Grugliasco.

Una breve clip della manifestazione: