Ecco la seconda parte dell’intervista al Dottor Eugenio Serravalle, veterano delle lotte in difesa della salute, della prevenzione primaria, della sana alimentazione e grande sostenitore della libertà di scelta vaccinale. Laureato in Medicina e Chirurgia a Pisa, si è in seguito specializzato in Pediatria Preventiva e Puericultura e Patologia Neonatale a Pavia, diplomato in Omeopatia Classica presso la Scuola Omeopatica di Livorno Opera come libero professionista presso lo studio privato a Pisa, Consulente e responsabile di progetti di educazione alimentare (Comune di Pisa, Asili nido e scuole materne di Uliveto Terme, Nodica, Calci, Il girotondo e Il Nido d’ape di Pisa), docente presso l’Accademia di Omeopatia Classica Hahnemaniana di Firenze, presidente dell’Associazione di Studi e di Informazione sulla Salute (ASSIS) www.assis.it e membro della Commissione Medico-Scientifica Indipendente (CMSi) che si sta occupando di indagare la Covid-19 con un approccio sindemico, rigettando quello riduzionista proposto dalla narrazione ufficiale.

Si è parlato anche del virus sinciziale respiratorio? Cosa è e come si può prevenire? In quale fascia di età è contagioso? Cosa dicono i dati?

Credo che sia un argomento passato ormai, come quello delle epatiti fulminanti che hanno suscitato grande preoccupazione, ma immotivata, dal momento che i casi reali sono stati pochi e l’eco mediatica invece molto forte.

È stato giusto il ricorso alla vaccinazione di massa? L’immunità di gregge è possibile raggiungerlo?

La protezione vaccinale dall’infezione, molto buona/buona trascorsi i primi 14 giorni dall’inoculo, però declina a distanza di mesi dalla 2a dose, fino ad azzerarsi e persino a invertirsi, nel senso che i soggetti completamente vaccinati diventano addirittura meno protetti dall’infezione rispetto ai non vaccinati. Tale paradossale evoluzione risulta accelerata con la variante Omicron, con i bambini e nei confronti degli asintomatici. La 3a dose fa risalire la protezione dall’infezione ai livelli iniziali, ma alcune ricerche mostrano che il declino successivo è persino più rapido, come ancor più rapido sembra quello che segue alla 4a dose o secondo booster. La CMSi ritiene pertanto che venga meno il primo requisito che aveva posto la Corte Costituzionale nella storica sentenza 258 del 1994 per legittimare un trattamento sanitario obbligatorio: “che sia efficacemente diretto a preservare anche lo stato di salute degli altri”. A medio e lungo termine, vaccinazioni ripetute sembrano persino controproducenti a tale scopo.

Quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo, contro ogni dato scientifico, è stato il proclama di vaccinare i bambini per raggiungere l’agognata “immunità di gregge” (impossibile ad ottenersi con questi vaccini e questo virus) o addirittura un non-sense scientifico come “l’immunità di famiglia”1 e per abbindolare milioni di genitori giustamente recalcitranti a ipotecare il futuro dei loro piccoli con un vaccino del quale sono ignoti gli effetti a medio e lungo termine. L’unica cosa certa ad oggi è che i non-vaccinati non favoriscono in modo particolare varianti e circolazione virale.

La mancata vaccinazione favorisce la circolazione del virus?

La mancata vaccinazione non favorisce la circolazione del virus2 e la nascita delle varianti rispetto ai vaccinati3, nel medio periodo. Infatti, in un anno di 52 settimane, se il bambino non si infetta non è mai infettivo, se si infetta lo è per una settimana, e per le altre 51 è diventato immune. Anche il vaccinato4 è più suscettibile a infezioni5 nelle sue settimane che seguono l’inoculo6, che oltretutto va ripetuto almeno tre volte, con somma dei relativi periodi di maggior suscettibilità alle infezioni (e delle reazioni avverse). È impossibile ottenere l’immunità di gregge7 con le vaccinazioni in uso a causa della rapida diminuzione della protezione8 indotta dal vaccino (che già con la variante Delta a 6-79 mesi o 9 mesi poteva diventare persino negativa), anche in modo significativo, come mostrano le figure sotto riprodotte:

  • dell’incapacità di prevenire la trasmissione10 di SARS-CoV-2 a distanza del completamento del ciclo vaccinale
  • della presenza di un gran numero già identificato di serbatoi animali11, selvatici ma anche domestici, per il virus Sars-CoV-2: cani, gatti, altri felini, mustelidi, roditori…

In base a una ricca letteratura è ormai chiaro che la vaccinazione mantiene una buona efficacia verso la Covid-19 grave per molti mesi, mentre per la protezione contro l’infezione, già negativa subito dopo l’inoculazione, si deteriora velocemente. La protezione tra 5-7 mesi resterebbe di segno positivo, anche se di entità trascurabile, come ammettono gli autori dei vari studi (Hunter PR e Brainard J, 2021; Craig C, BMJ 2021; Hitchings MDT et al, 2021; Chemaitelly H et al, 2021). Quindi con 2 dosi dopo 5-7 mesi ci si potrebbe infettare di più. Uno studio portato avanti in Svezia afferma che la protezione da ogni infezione da varianti della Covid-19 non è più statisticamente significativa a 7 mesi, è nulla a 8 mesi, è “tendenzialmente negativa” (ovvero sotto la protezione dei non-vaccinati) a 9 mesi. Tutto questo nonostante tra i non vaccinati abbiano espressamente escluso tutti i soggetti con una precedente infezione.

 

In molte persone è presente l’immunità naturale al Covid. In cosa consiste?

Un gruppo di medici ha eseguito una revisione di letteratura sul tema “immunità naturale da Covid-19”12 con lo scopo di sensibilizzare sul tema dell’immunità naturale, per riconoscerne la validità e poter effettuare così un rapporto benefici-rischi razionale e suffragato dalla letteratura. Dalla letteratura si evince la presenza di una risposta immunitaria nella maggior parte dei soggetti in seguito ad esposizione a SARS-CoV-2, sia tra i soggetti vaccinati che non vaccinati. Si evidenzia la presenza di una risposta sia di tipo umorale che cellulare che, pur non essendo di eguale entità, è protettiva indipendentemente dalla sintomatologia manifestatasi nel corso della pregressa infezione, dal sesso e dall’età. La memoria immunitaria specifica per il SARS-CoV-2 in risposta all’infezione nei guariti persiste nella maggior parte dei pazienti fino a un anno e mezzo o due anni dopo l’infezione. Oggi sappiamo da uno studio israeliano, che confronta guariti, vaccinati e guariti-vaccinati, che a parità di tempo trascorso, la protezione da guarigione è top di gamma13. Aggiungono in conclusione gli autori che una dose di vaccino dopo guarigione migliora la protezione, ma – vista la figura che riassume i risultati – la sensazione è che lo scrivano più che altro “per addolcire la pillola”.

Quanto incidono i vaccini sperimentali anti-Covid sulla prevenzione e sulla trasmissione del virus?

Il termine “vaccino” è improprio per questi prodotti perché non impediscono il contagio. Sono farmaci che, per un periodo di tempo, possono ridurre il rischio di Covid grave rispetto al non eseguire alcuna terapia. L’attuale vaccinazione di massa anti-Covid influisce poco sulla prevenzione della malattia ma nulla sulla trasmissione14. In uno studio condotto nel vaccinatissimo Qatar fra gennaio e agosto 2021, la vaccinazione anti-Covid ha mostrato1516:

– giorno 1- 13 dal vaccino, aumento delle infezioni.

– fra 1 e 3 mesi: riduzione di infezioni superiore al 70%.

– fra 3 e 6 mesi: rapida diminuzione di protezione.

– a più di 6 mesi dal vaccino, non è più rilevabile alcuna protezione dall’infezione.

Anche una ricerca svedese su 1,6 milioni di persone ha mostrato che la protezione dall’infezione cala fino a zero e peggio, a nove mesi dal vaccino17. Così sono tutti i vaccini anti-Covid come Pfizer, Moderna, AstraZeneca, Johnson & Johnson e così via, e questo a lungo termine è controproducente perché fa mutare il virus in ceppi più virulenti. Il problema è che tutti i vaccini anti-Covid attuali attaccano la proteina spike e producono anticorpi specifici che non eliminano la trasmissione e vengono bucati dal virus.

https://www.statsalute.com/covid19-italia-ministero-casi

 

 

2 SARS-CoV-2, SARS-CoV, and MERS-CoV viral load dynamics, duration of viral shedding, and infectiousness: a systematic review and meta-analysis https://www.thelancet.com/journals/lanmic/article/PIIS2666-5247(20)30172-5/fulltext

3 Covid-19: Stronger warnings are needed to curb socialising after vaccination, say doctors and behavioural scientists https://www.bmj.com/content/372/bmj.n783/rr

4 Waning of BNT162b2 Vaccine Protection against SARS-CoV-2 Infection in Qatar https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa2114114

5 Covid-19: Stronger warnings are needed to curb socialising after vaccination, say doctors and behavioural scientists: https://www.bmj.com/content/372/bmj.n783

6 Effectiveness of CoronaVac among healthcare workers in the setting of high SARS-CoV-2 Gamma variant transmission in Manaus, Brazil: A test-negative case-control study https://www.thelancet.com/journals/lanam/article/PIIS2667-193X(21)00017-X/fulltext

7 COVID-19 herd immunity by immunisation: are children in the herd? https://www.thelancet.com/pdfs/journals/laninf/PIIS1473-3099(21)00212-7.pdf

8 http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato472190.pdf

10 CDC Director Changes Her Story, Now Admits COVID Vaccines Don’t Prevent Virus Transmission https://beckernews.com/walensky-180-40752/

11 Current Status of Putative Animal Sources of SARS-CoV-2 Infection in Humans: Wildlife, Domestic Animals and Pets https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33920724/

13 “top di gamma” è un’espressione usato in economia per intendere il “prodotto migliore di una categoria di prodotti”

16 Waning of BNT162b2 Vaccine Protection against SARS-CoV-2 Infection in Qatar

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2114114

17 Risk of infection, hospitalisation, and death up to 9 months after a second dose of COVID-19 vaccine: a retrospective, total population cohort study in Sweden

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0140673622000897