“Quello che il governo degli Stati Uniti fa con Cuba è un genocidio”, lo ha dichiarato lo scorso fine settimana il presidente socialista del Messico Andres Manuel López Obrador, tornando a parlare del Vertice delle Americhe in programma a giugno negli USA.

Durante la sua conferenza stampa mattutina presso il Palazzo Nazionale, il presidente ha ricordato la politica interventista e aggressiva degli Stati Uniti nel continente americano. Iniziando dalla citazione di come nel 1847 gli USA strapparono al Messico gran parte del suo territorio, corrispondente a 8 Stati dell’Unione, si è poi domandato: “Quante volte i marines sono sbarcati in vari luoghi del continente?”

“Hanno creato Paesi, protettorati e basi militari a loro piacimento; tutte cose che sappiamo. Quello che fanno col blocco contro Cuba è un genocidio, come ha detto Gabriel García Márquez. Anche questo lo sappiamo e allora perché continuiamo con questa politica?

Noi riteniamo che sia sbagliato escludere qualsiasi paese da un Vertice delle Americhe e che nessuno abbia il diritto di parlare a nome di tutta l’America o di decidere chi partecipa e chi no.

Siamo paesi indipendenti, liberi, sovrani non agiamo sotto mandato o egemonia di governi stranieri. Ci comportiamo in conformità con i nostri processi storici che, in tutti i casi, sono sanciti dalle Costituzioni dei nostri popoli.

La nostra Costituzione, attraverso l’articolo 89, mi conferisce la responsabilità di attuare una politica estera legata ai principi di autodeterminazione, non intervento e soluzione pacifica delle controversie.

Noi vogliamo l’unità e la fratellanza in America, non la minaccia o l’uso della forza nelle relazioni internazionali. Sì alla parità giuridica degli Stati, sì alla cooperazione internazionale per lo sviluppo, alla protezione dei diritti umani e alla lotta per la pace.

Questo è ciò che ci guida e che ci proviene dalla politica del presidente Benito Juarez il quale proclamò che tra gli individui e tra i popoli dovessero regnare il rispetto dei diritti degli altri e la pace.

Ci troviamo in un momento di cambiamento della politica in America; non escludo che il presidente Joe Biden lo capisca e faccia gli inviti al Summit di Los Angeles a tutti i Paesi del continente, senza escludere nessuno.

È il momento di lasciarsi alle spalle il passato e di guardare avanti. Non c’è alcun motivo per non riconciliarci, siamo nello stesso continente, abbiamo molti problemi comuni che non si possono risolvere se rimarremo divisi.

Né Cuba, né l’Argentina, né la Colombia o qualsiasi altro Paese dell’America Latina stanno per invadere gli Stati Uniti, né ha senso che gli Stati Uniti invadano Cuba o il Venezuela.

Non possiamo continuare con le politiche di due secoli fa, con lo slogan di Monroe “l’America agli americani” (ossia agli Stati Uniti), come se il continente fossero gli Stati Uniti. Cosa dobbiamo lasciare alle generazioni future? Un rapporto diverso nel continente.

Come disse José Martí (eroe nazionale di Cuba) siamo esseri umani, ci vogliamo bene e conosciamo l’importanza della Nostra America. Questo è il sentimento latino-americano.”

Video della conferenza stampa completa:

Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana