Pare che la richiesta di Finlandia e Svezia di entrare nella NATO sia imminente. La Russia risponde al nuovo squilibrio strategico armandosi.

Secondo i rapporti pubblicati a fine aprile in entrambi i paesi, la Finlandia e la Svezia dovrebbero chiedere congiuntamente di entrare nella NATO a metà maggio, rinunciando alla loro neutralità ancora formalmente esistente. L’avvicinamento finno-svedese alla NATO, compresa la partecipazione alle sue guerre, è iniziato già negli anni ’90. Entrambi i paesi sono stati a lungo così strettamente legati all’Alleanza che gli esperti hanno recentemente giudicato la loro adesione alla NATO quasi come una semplice “questione di formalizzazione”. Questa “formalizzazione” è in atto e creerà nuovi squilibri strategici nell’Europa nord-orientale. L’isola svedese di Gotland, che presto farà parte della NATO, permette per esempio di controllare le rotte marittime centrali verso San Pietroburgo e Kaliningrad; il confine russo-finlandese, lungo circa 1.340 chilometri, diventerà il confine esterno della NATO. Mosca ha annunciato che reagirà con misure di riarmo nel Grande Nord e che collocherà eventualmente armi nucleari a Kaliningrad.

Il riavvicinamento dagli anni ’90

L’avvicinamento di Finlandia e Svezia alla NATO, compresa la partecipazione alle missioni militari in Bosnia-Erzegovina, Kosovo e Afghanistan è iniziato già negli anni ’90 ed è continuato dopo il 2000. Nel 2012 la Finlandia e nel 2013 la Svezia hanno integrato le loro truppe nella NATO Response Force (NRF); al vertice NATO di Newport del 4 settembre 2014, hanno firmato ciascuno un Host Nation Support Agreement con il patto militare, che permette alle sue forze di utilizzare il territorio finlandese e svedese per le manovre, ma anche per i movimenti di truppe nel contesto delle operazioni militari. I ministri e persino i capi di stato e di governo di entrambi i paesi partecipano ora regolarmente alle riunioni della NATO, compresi i vertici. Al vertice NATO a Bruxelles il 14 giugno 2021 è stata riaffermata l’intenzione di cooperare ancora più strettamente in futuro. Alla fine del 2020, il Parlamento svedese ha deciso di mantenere aperta in linea di principio l’opzione di entrare nell’alleanza, una decisione che è stata interpretata dalla NATO come un segnale di tendenza, con ripercussioni anche per la Finlandia.

“Solo una questione di formalizzazione”

All’inizio di marzo, un’analisi delle attuali relazioni della Finlandia e della Svezia con la NATO da parte della Stiftung Wissenschaft und Politik (SWP) di Berlino ha dichiarato che “de facto” i due paesi hanno “già adattato la loro politica di difesa alla NATO a tal punto che il loro status non corrisponde più alla neutralità in senso stretto”[1]. Se decidessero di aderire al patto militare, questo sarebbe “quasi solo una questione di formalizzazione”. Tuttavia, un ostacolo – anche se non insormontabile – era costituito dal fatto che non potevano contare su una maggioranza nella popolazione per l’adesione all’alleanza. Questo è cambiato in un lampo con l’invasione russa dell’Ucraina. In Finlandia, un sondaggio condotto già il 28 febbraio ha mostrato che il 53% della popolazione è ora a favore dell’adesione alla NATO; solo il 28% è contrario. In Svezia, fino a gennaio, i favorevoli all’adesione erano solo 35%, mentre il 33% era esplicitamente contrario.[2] Sondaggi recenti collocano ora il voto favorevole all’adesione in Svezia a un enorme 58%, un aumento costituito principalmente da persone che in precedenza erano indecise, mentre i contrari alla NATO sono scesi al 28%.[3]

Gotland

Se la Svezia dovesse entrare nella NATO, un’isola di straordinaria importanza strategica diventerà parte del territorio dell’Alleanza: l’isola di Gotland nel Mar Baltico. Da Gotland si possono controllare le rotte marittime nel Mar Baltico, compresa l’entrata nel Golfo di Finlandia, che si trova a poco più di 400 chilometri a nord-est e alla fine del quale si trova San Pietroburgo, ma anche le rotte marittime verso l’enclave russa di Kaliningrad, che si trova 300 chilometri a sud-est e ospita tra l’altro il quartier generale della flotta russa del Baltico. Da Gotland si può anche controllare la rotta aerea tra San Pietroburgo e Kaliningrad, da cui dipendono gli aerei russi da quando non possono più attraversare lo spazio aereo degli Stati membri dell’UE a causa delle sanzioni. Nel 2015, la Svezia ha ricominciato a stazionare truppe su Gotland, che aveva ritirato solo nel 2005. Nel 2019, il governo ha annunciato di voler modernizzare completamente le difese aeree di Gotland. Quando il conflitto tra l’Occidente e la Russia si è intensificato nel gennaio di quest’anno, le forze armate svedesi hanno notevolmente ampliato le loro attività su Gotland, un chiaro segnale alla Russia.

1.340 chilometri di confine terrestre

Con l’adesione della Finlandia, a sua volta, la NATO avrà un nuovo confine di circa 1.340 chilometri con la Russia. Da un lato, Mosca deve tenerne conto nella sua pianificazione della difesa; dall’altro, come ha recentemente affermato il Carnegie Endowment statunitense, l’alleanza militare occidentale deve anche prendere precauzioni per evitare un attacco su questo confine[4]. Ciò sarà in primo luogo compito della Finlandia e della Svezia stesse, e in secondo luogo dei Paesi europei della NATO, dal momento che gli Stati Uniti si stanno concentrando sulla lotta di potere con la Cina. Come nota l’istituto tedesco SWP, la Finlandia ha la capacità di aumentare le sue forze armate fino a 280.000 soldati in caso di guerra, nonostante la sua popolazione di soli 5,5 milioni. Inoltre è pesantemente armata e l’anno scorso ha deciso di acquistare 64 jet stealth statunitensi F-35. La Svezia è rimasta indietro negli ultimi decenni, ma ha ugualmente iniziato a riarmarsi in modo massiccio e, tra le altre cose, aumenterà la forza del suo esercito da 60.000 a 90.000 militari nel 2025.[5] La sua spesa per gli armamenti sarà aumentata del 40% dal 2021 al 2025, per raggiungere un livello dell’85% superiore al 2014.

Spirale di riarmo nel Grande Nord

Le tensioni aumenteranno non solo al confine tra Finlandia e Russia. La settimana scorsa, il Ministro della Difesa russo Sergei Shoygu ha annunciato che se la Finlandia e la Svezia entrassero nella NATO, la Russia sarebbe costretta ad aggiornare la sua flotta del Nord con “più di 500 sistemi di armi avanzati”. La Flotta del Nord russa, con il suo porto principale a Severomorsk, vicino a Murmansk, è considerata ben equipaggiata; un esperto dell’Istituto di Kiel per la politica di sicurezza la definisce “il cuore tradizionale della Marina russa”.[6] Così la spirale di riarmo nel Grande Nord continua ad accelerare. [7] Ancora prima, l’ex Primo Ministro Dmitry Medvedev, ora vice capo del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, aveva dichiarato che se la Finlandia avesse aderito alla NATO, la lunghezza dei confini diretti tra la Russia e la NATO sarebbe raddoppiata. Per preservare l’equilibrio strategico, Mosca avrebbe preso delle contromisure che potrebbero consistere nello stazionare armi nucleari a Kaliningrad.[8] Questo riguarda tutta la regione del Mar Baltico, compresa la Germania.

NOTE:

[1], [2] Minna Ålander, Michael Paul: Moscow Threatens the Balance in the Far North. SWP-Aktuell No. 19. Berlino, marzo 2022.

[3] Richard Milne: A differenza della Finlandia, la Svezia si avvicina con riluttanza alla Nato. ft.com 25.04.2022.

[4] Christopher S. Chivvis: The Dilemma at the Heart of Finland’s and Sweden’s NATO Membership Bids. carnegieendowment.org 14.04.2022.

[5] Minna Ålander, Michael Paul: Mosca minaccia l’equilibrio nel Grande Nord. SWP-Aktuell No. 19. Berlino, marzo 2022.

[6] James Jackson: La Russia aggiorna la flotta settentrionale mentre la Finlandia discute l’adesione alla Nato. thetimes.co.uk 20.04.2022.

[7] Vedere: Im Hohen Norden gegen Russland.

[8] Keiran Southern, David Rose: Nuclear-free Baltic deal is off if Finland joins Nato, says Russia. thetimes.co.uk 14.04.2022.

Traduzione dal tedesco di Thomas Schmid.

Revisione di Anna Polo