Rilasciare il visto per protezione umanitaria a 2 cittadini afghani entro 10 giorni: è l’ordine del Tribunale al Ministero degli affari esteri

Dopo l’ordinanza, sempre del Tribunale di Roma, che a gennaio 2021 ha bloccato le riammissioni informali in Slovenia operate dal Ministero dell’interno, si è di nuovo pronunciato questa volta contro la Farnesina.

Dopo avere accertato l’esistenza del rischio imminente e attuale per la permanenza in Afghanistan, il Tribunale di Roma, il 21 dicembre 2021, ha emesso un’ordinanza, riconoscendo ai due cittadini afghani, giornalisti, il diritto al rilascio di visti umanitari ai sensi dell’art. 25 del Codice visti dell’Unione europea.

Nonostante la chiarezza dell’ordine giudiziale, il Ministero per gli affari esteri e la cooperazione internazionale (MAECI) hanno opposto quella che ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) ha definito una “Una strenua quanto inaccettabile resistenza, proponendo dapprima ai ricorrenti di entrare a far parte dei corridoi umanitari (che ancora devono essere attivati e dunque attendendo mesi se non anni!) e poi di dimostrare con idonea documentazione il percorso di accoglienza e integrazione in Italia con adeguata copertura finanziaria“, derubricando poi la replica della Farnesina come “pretese inaccettabili“.

Inequivocabili le affermazioni dell’Avv.ta Nazzarena Zorzella (ASGI) che ha seguito il ricorso: “Il tentativo, palese, dello Stato italiano è di disconoscere e vanificare il significato e la portata giuridica dell’importante pronuncia del Tribunale di Roma, secondo cui, di fronte al rischio di grave compromissione dei diritti umani, è dovere del Giudice riconoscere il diritto all’ingresso in Italia per avere protezione. Diritto che, dunque, non può essere condizionato in alcun modo, con l’unica eccezione dei controlli di sicurezza ordinariamente svolti dallo Stato. Comportamento, quello del Ministero, che denota una evidente resistenza al rispetto dei diritti fondamentali della persona, in contrasto con gli obblighi costituzionali che per primo dovrebbe rispettare. La battaglia certamente continuerà ma non farà onore allo Stato italiano”.

Il 14 gennaio 2022 il Tribunale ha ritenuto il comportamento del Ministero “elusivo dell’ordine giudiziale, che è già preciso e incondizionatocome dichiara ASGI, ordinando il rilascio dei visti umanitari entro 10 giorni.

Inoltre ASGI richiama: “l’attenzione per tutte le altre persone afghane che hanno bisogno di altrettanta protezione o che hanno legami con familiari qui presenti e che, bloccate in Afghanistan da agosto 2021, non riescono a trovare percorsi regolari di uscita dal Paese”.

ASGI inoltre conclude affermando che: “ha chiesto in più occasioni al Ministero di dare precise indicazioni delle procedure legali da seguire per ottenere regolari visti umanitari di ingresso in maniera autonoma, ma fino a oggi nulla è stato fatto e l’arrivo di persone bisognose di protezione, a vario titolo, è affidato alla discrezionalità del Ministero. Ciò che è inaccettabile, perché le procedure devono essere chiare, trasparenti, pubbliche e non discriminatorie“.

Sulla base di queste evidenze destano perplessità le reiterate dichiarazioni del Ministro Di Maio sull’importanza del rispetto dei diritti umani.