Mutuo Soccorso Milano APS, ci ha scritto chiedendo di diffondere la storia di due palestinesi respinti illegalmente alla frontiera fra Polonia e Bielorussia. Si tratta di un esempio drammatico della continua violazione dei diritti umani fondamentali in nome della difesa dei confini della fortezza Europa, ma mostra anche quello che si può ottenere con la solidarietà e la pressione internazionale.

Come Mutuo Soccorso Milano APS siamo stati coinvolti in un caso di respingimento al confine fra Polonia e Bielorussia. E’ successo perché una delle persone in questione è Slaymen, il fratello di un ragazzo palestinese da noi seguito.

Slaymen ha 21 anni ed è nato in un campo profughi in Libano. È arrivato in Bielorussia in aereo, insieme ad altri palestinesi, con l’intenzione di ricongiungersi a Milano con suo fratello Nader. Con lui c’era anche Mohamed, un palestinese di 40 anni nato in Libano.

Hanno attraversato il confine tra la Bielorussia e la Polonia il 18 novembre 2021. Dal momento che stavano dormendo per strada, erano malnutriti e vicini all’ipotermia, il giorno successivo sono stati portati al Powiatowy Hospital di Siemiatycze. Nel timore che la polizia li prelevasse dall’ospedale per respingerli illegalmente in Bielorussia, siamo intervenuti chiedendo aiuto ad associazioni polacche e a legali che potessero assisterli nella richiesta di protezione internazionale.

Lunedì 22 novembre l’avvocata della fondazione Ocalenie, nella quale operano attivisti e legali, è riuscita a raggiungere l’ospedale dove Slaymen e Mohamed erano ricoverati per far loro firmare un documento che le concedesse la rappresentanza legale necessaria ad assisterli nella presentazione della richiesta di protezione internazionale alle autorità polacche.

Dopo un’ora dalla firma della procura, però, i timori per la sorte di Slaymen e Mohamed si sono avverati: la polizia di frontiera è arrivata in ospedale e li ha prelevati con la forza, nonostante fossero in procinto di inoltrare la richiesta di asilo. Abbiamo immediatamente allertato Ocalenie e altre associazioni, che hanno seguito la macchina della polizia fino alla sede della guardia di frontiera a Mielnik, dove Slaymen e Mohamed sono stati portati.

Abbiamo avvisato anche i media e la deputata polacca Katarzyna Kretkowska, che hanno raggiunto l’edificio a Mielnik. Nonostante la pressione esercitata da avvocati, da attivisti, dalla deputata e dai media, la polizia si è rifiutata di fornire qualsiasi aggiornamento e informazione relativa ai due palestinesi. Pensavamo che fossero ancora trattenuti dalla guardia di frontiera, ma non potevamo esserne sicuri. Sono passate più di dodici ore senza ricevere alcuna notizia.

Nel pomeriggio del 23 novembre il console palestinese in Polonia è riuscito ad accedere all’edificio della guardia di frontiera: Slaymen e Mohamed erano ancora li, in attesa di sapere se sarebbero stati deportati in Bielorussia o no. Grazie alle pressioni del console palestinese, le autorità hanno acconsentito a non respingerli illegalmente e ad avviare l’iter per la richiesta di asilo politico in Polonia.

Slaymen e Mohammed sono molto provati psicologicamente e fisicamente e avrebbero bisogno di assistenza psicologica. Inoltre, anche se riusciranno a chiedere e ottenere asilo in Polonia, dovranno trascorrere circa 18 mesi nelle strutture di prima accoglienza polacche.

La catena di solidarietà da noi costruita e sostenuta è riuscita comunque a evitare un respingimento illegale.

Restiamo umani.