La comunità Lgbti in Honduras è ancora una volta in lutto dopo l’omicidio di Tatiana Martínez García, donna trans di 32 anni e attivista nella promozione e protezione dei diritti umani, impegnata nell’accompagnamento a persone Lgbti che devono denunciare crimini di cui sono state vittime.

Secondo le prime informazioni raccolte dalla stampa locale, il corpo della giovane donna è stato ritrovato con ferite di arma bianca nella città di Santa Rosa de Copán, nella parte occidentale dell’Honduras.

L’Ufficio in Honduras dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr) ha condannato l’omicidio e ha fatto sapere, attraverso un comunicato, che Tatiana Martínez García era già stata vittima nel passato di minacce e attacchi vari.

Secondo l’Osservatorio delle morti violente della Rete Lesbica Cattrachas si tratta della quarta donna trans assassinata quest’anno in Honduras, di un totale di 17 persone Lgbti morte in modo violento nel 2021. In poco più di 12 anni, in questo paese centroamericano sono state uccise 390 persone che appartengono alla comunità Lgbti. Il tasso di impunità è del 91% e solo il 9% dei casi si è concluso con una condanna.

Il recente rapporto di Sin Violencia indica che tra il 2014 e il 2020 almeno 1.949 persone Lgbti sono state uccise in America Latina. L’Honduras è tra i paesi più letali della regione per questa comunità.

Chi difende i diritti umani della popolazione Lgbti affronta rischi particolari a causa delle violenze perpetrate contro questa comunità. L’omicidio di Tatiana deve essere chiarito attraverso un’indagine tempestiva, imparziale ed esauriente che consideri tutte le linee di indagine, compresa la possibilità che si tratti di un crimine di odio o una ritorsione per la sua attività in difesa dei diritti umani”, ha affermato Isabel Albaladejo, rappresentante dell’Ohchr in Honduras.

Vicky Hernández, un precedente importante

A questo proposito è importante ricordare che l’Honduras è stato condannato il 26 marzo scorso dalla Corte interamericana dei diritti umani per la morte violenta di Vicky Hernández, donna trans di 26 anni e attivista dell’Unità Collettivo Colore Rosa, uccisa dalle forze di sicurezza dello Stato durante le prime ore del 28 giugno 2009, mentre nel paese era in corso un sanguinoso colpo di stato.

In quell’occasione, Indyra Mendoza, direttrice della Rete Lesbica Cattrachas, aveva spiegato che si trattava di un importantissimo precedente giudiziario per le persone Lgbti in Honduras e in America Latina e per la lotta contro la violenza e la discriminazione.

Nella sentenza, i giudici hanno stabilito cinque misure di verità, giustizia e riparazione per le vittime e le persone Lgbti, tra cui investigare, perseguire e punire i responsabili dell’omicidio dell’attivista e creare una borsa di studio (annuale) per scuola secondaria che porti il suo nome, a favore di donne trans.

Ha inoltre sollecitato l’adozione di una procedura per il riconoscimento in Honduras dell’identità di genere nei documenti e negli atti pubblici e ha ordinato la creazione di un protocollo per le indagini e l’amministrazione della giustizia durante i procedimenti penali per casi di persone Lgbti vittime di violenza.

La Corte ha infine chiesto di implementare con urgenza un sistema per la compilazione di dati e cifre relative ai casi di violenza contro persone Lgbti.

 

[1] http://www.rel-uita.org/honduras/fallo-historico-vicky/

Fonte: Rel UITA (spagnolo)

 

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