Gli USA si riservano di impiegare qualsiasi mezzo, anche militare, per liberare i soldati statunitensi che venissero tratti in arresto dalla CPI, che ha aperto un’inchiesta sui possibili crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi dagli Stati Uniti nella guerra in Afghanistan.

Il Congresso Usa approvò nel 2002 una legge anti Corte Penale Internazionale (CPI) “che spinge fino ad autorizzare il presidente a impiegare qualsiasi mezzo (anche militare) per liberare i soldati statunitensi che venissero tratti in arresto dalla CPI”. (Fonte: Stato del Mondo 2004, Hoepli, p.37).

Si legge su Wikipedia: “La Corte penale internazionale (International Criminal CourtICC) è un tribunale per crimini internazionali che ha sede all’Aia, nei Paesi Bassi. La sua competenza è limitata ai crimini più seri che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme, cioè il genocidio, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra (cosiddetti crimina iuris gentium), e di recente anche il crimine di aggressione (art. 5, par. 1, Statuto di Roma). La Corte ha una competenza complementare a quella dei singoli Stati, dunque può intervenire se e solo se gli Stati non possono (o non vogliono) agire per punire crimini internazionali”.

L’11 giugno 2020 Donald Trump ha firmato un decreto presidenziale che permette di imporre sanzioni economiche ai funzionari della Corte penale internazionale per un’inchiesta sui possibili crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi dagli Stati Uniti nella guerra in Afghanistan.

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