Colombia: 20 anni dal massacro di Chengue

17.01.2021 - Alessandro Bonafede

Colombia: 20 anni dal massacro di Chengue
(Foto di https://semanarural.com/)

Colombia 17 gennaio 2001, l’alba rosso sangue: prime ore del mattino (alle 4:30), 80 paramilitari che facevano riferimento al blocco Montes de María dell’organizzazione paramilitarea AUC (Autodefensa Unidas de Colombia) assaltarono il piccolo villaggio (vereda) di El Chengue, attraversando indisturbati i checkpoint militari; l’assalto fu motivato con la presunta collaborazione degli abitanti al con il 37imo fronte delle FARC.

Ciò avvenne non solo senza che i paramilitari venissero fermati ma, addirittura venendo i paramilitari delle AUC riforniti di armi dall’esercito, come risultato anni più tardi dalle indagini degli organismi internazionali.

I paramilitari prima tagliarono l’elettricità al villaggio poi trascinarono fuori dalle loro case i contadini minacciandoli con l’accusa di appoggiare la guerriglia marxista del 37 ° Fronte delle FARC-Ep Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia Esercito del Popolo al comando di “Martín Caballero” che faceva presenza da tempo in quella zona.

Nella piazza principale della vereda (villaggio) 24 uomini vennero buttati a terra a faccia in giù , poi uno per uno vennero trascinati in un vicolo e uccisi a colpi di machete e bastoni.

Tutto questo davanti alla popolazione civile compresi le donne e i bambini delle loro famiglie. Poi incendiano 25 case e dipingono sui muri un murales con scritto “fuori la guerriglia comunista!”.

E’ stato alle prime ore dell’alba più o meno alle 4:30 della mattina quando hanno staccato la luce. Poi abbiamo iniziato a sentire i cani abbaiare e immediatamente compaiono e iniziano a sfondare le porte delle case e a trascinare fuori gli uomini”.

Vennero uccise 28 persone e 100 famiglie vennero poi costrette a sfollare: desplazamiento masivo nel gergo giuridico del diritto internazionale umanitaria, che è un diritto di guerra. Ma secondo molti politici colombiani di destra Colombia non è un paese in guerra. Contadini e indigeni della verdeda del Chengue si sostenevano principalmente con la coltivazione e vendita di avocado e mais, di ottima qualità anche. Le case avevano luce ed acqua ed era anche in corso la creazione delle fognature, cosa non consueta nel campesinado colombiano. Con il termine campesinado in spagnolo colombiano si intende non solo il termine campagne ma anche la struttura scociale o contadina o indigena.

A Chengue vivevano 90 famiglie in 100 case, Oggi si contano solo 23 case in cui vivono appema 83 abitanti. I campesinos del villaggio sopravvivono in condizioni precarie. I servizi pubblici sono praticamente quasi inesistenti”.

Fin dagli anni ’80, i gruppi armati legali ma sopratutto illegali si contendono la zona: dalla guerriglia ai paramilitari all’esercito. L’importanza della zona dove c’è il piccolo villaggio del Chengue deriva dalla vicinanza alla costa caraibica e quindi è un asse strategico per il narcotraffico e la popolazione civile è abbandonata nel mezzo del conflitto.

La comunità del dipartimento del Chengue (nord de Colombia), ricorda questo giorno 17 gennaio il massacro paramilitare perpetuato dalle AUC in cui vennero massacrati 27 contadini.

 

Categorie: Pace e Disarmo, Sud America
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