Attraverso la campagna #Esconmigo, il Programma Somos Defensores (Siamo difensori) denuncia la mancanza di protezione e garanzie fornite dal Governo nazionale ai leader sociali, ai difensori dei diritti umani e alle diverse comunità che continuano a subire attacchi in Colombia.

Di Stephania Aldana Cabas

Con brevi video, il programma Somos Defensores, insieme all’agenzia pubblicitaria Sancho e al Collettivo degli avvocati di José Alvear Restrepo, “cerca di mostrare alla società chi sono i leader sociali e i difensori dei diritti umani, cosa fanno e perché la loro vita e la vita della comunità in cui vivono sono in pericolo”, ha detto Sirley Muñoz, portavoce dell’organizzazione.

Secondo il suo più recente rapporto intitolato Il VIrus della Violenza, gli omicidi di leader e difensori sono aumentati del 61% rispetto alle misurazioni semestrali degli ultimi due anni. Muñoz, aggiunge che “le denunce di minacce contro i difensori dei diritti umani e i leader sociali sono aumentate vertiginosamente dall’inizio dell’emergenza sanitaria, in questo momento c’è una sottostima, poiché non è stato possibile raccogliere i dati dalle zone più remote del territorio”.

Quattro sopravvissuti

Il primo video dedicato al Comitato Civico per i Diritti Umani del Meta (CCDEM)(1) è stato pubblicato il 10 dicembre 2020, Giornata Internazionale dei Diritti Umani. Islena Rodriguez, insieme agli altri membri del Comitato Civico, parla dell’omicidio di 60 dei 64 leader di questa organizzazione, uccisi dal 1987, da gruppi armati illegali e agenti delle forze pubbliche.

Tuttavia, in considerazione delle numerose denunce che questo Comitato ha presentato all’ufficio del Procuratore generale e nonostante siano stati dichiarati sopravvissuti allo sterminio di massa dalla Corte interamericana dei diritti umani nel 2015, “lo schema di protezione per i leader e i difensori è stato ritirato, sostenendo che avevano già tutte le garanzie nella zona”, ha detto Islena.

Il governo ha risposto alle 121 richieste di protezione avanzate tra luglio e settembre con la militarizzazione, un provvedimento che per l’organizzazione Somos Defensores “non è la strada giusta da percorrere, perché lascia i leader o i difensori nel mezzo della disputa dei gruppi armati”.

Vedi: Entre enero y septiembre de 2020, 135 líderes sociales fueron asesinados: Somos Defensores

Per questo motivo, i difensori del CCDEM sottolineano la necessità di un cambiamento sociale, poiché “essere un difensore o un leader in Colombia significa esporre la propria vita per lottare per gli altri, vivere in mezzo alla paura e all’ansia, poiché in ogni momento il nome di ognuno di noi può essere inciso su una lapide, insieme agli altri compagni”.

Il silenzio del fiume Cauca

Il secondo video pubblicato lo scorso 18 dicembre, è un omaggio all’organizzazione Rios Vivos. L’organizzazione del dipartimento di Antioquia, mostra la situazione attuale del fiume Cauca e delle comunità circostanti nella zona del comune di Ituango, dopo l’arrivo del “grande mostro dello sviluppo”, come viene chiamato dai difensori dei diritti umani della zona.

Così, la costruzione della diga di Hidroituango, alta 225 metri e con un volume di 20 milioni di metri cubi d’acqua, la più grande del paese, ha prodotto la deviazione del fiume Cauca e la diminuzione o la siccità del suo corso nei bacini che circondano i villaggi, la cui attività economica dipende dalla pesca.

Vedi: Mirada al interior de la obra Hidroituango

Il Movimento Rios Vivos Antioquia (MRVA) (2) è composto da 15 associazioni e famiglie delle sottoregioni occidentale, settentrionale e inferiore di Cauca, Antioquia, ed è stato interessato dal 2011, quando l’EPM (Imprese Pubbliche di Medellín) ha iniziato la costruzione della diga che contribuirebbe al 17% del fabbisogno energetico del paese, tra il comune di Ituango e la città di Puerto Valdivia.

Il movimento denuncia il fatto che si tratta di comunità colpite dal conflitto armato e rese ulteriormente vittime della violazione del loro diritto ad accedere al minimo vitale dell’acqua, il diritto alla vita, ad avere una fonte di accesso economico e al danno ambientale. Allo stesso modo, sottolinea oltre 110 massacri causati dal conflitto armato e più di 63 minacce agli appartenenti locali di questo movimento. Oggi “temono per la loro vita, gli è stato negato il diritto di protestare e di continuare a promuovere la difesa del fiume Cauca”, hanno detto i partecipanti nel video.

Infine, questa campagna #EsConmingo, cerca di far provare alla società empatia con quanto sta accadendo e chiede al Governo nazionale di garantire il diritto alla vita dei leader sociali e dei difensori dei diritti umani, che si battono per un Paese migliore.

Note

(1) Il Comitato Civico per i Diritti Umani del Meta è un’Organizzazione Non Governativa per i Diritti Umani, fondata nei primi anni Novanta. La sua missione è direttamente collegata alla difesa, alla promozione, alla diffusione e all’attuazione dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale in tutta la regione orientale del Paese, anche se l’accento è posto sulla giurisdizione del dipartimento del Meta. Questa organizzazione accompagna i processi, le organizzazioni, le comunità e le vittime; svolge processi di denuncia pubblica nazionale e internazionale sulle violazioni dei diritti.

(2) Il Movimento è l’articolazione di 15 organizzazioni sociali di base delle sottoregioni occidentale, settentrionale e inferiore del Cauca ad Antioquia. Le famiglie di pescatori, barcaioli, mulattieri, agricoltori, cuochi, casalinghe e commercianti, tra le altre attività rurali, sono organizzate in associazioni che sono state chiamate, nella maggior parte dei casi, Associazione delle vittime e delle persone colpite dai megaprogetti (ASVAM) a causa del loro doppio status di vittime del conflitto armato e dei megaprogetti minerari ed energetici.

 

Traduzione dallo spagnolo di Silvia Nocera