L’uguaglianza di genere deve stare al centro della ripresa economica postcovid

22.09.2020 - Ginevra, Svizzera - Inter Press Service

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

L’uguaglianza di genere deve stare al centro della ripresa economica postcovid

Questo è un articolo di commento di Valeria Esquivel, funzionaria delle Politiche dell’ Impiego e Genere del Servizio del Lavoro, Mercati di Lavoro e Giovani della Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Scritto da Valeria Esquivel

Sono una economista femminista. Il mio lavoro consiste nell’esaminare in che modo le disuguaglianze tra gli uomini e le donne fanno parte integrale del funzionamento dei mercati del lavoro e aiutare i nostri governanti a mettere in pratica quelle che chiamiamo politiche dell’impiego con “prospettiva di genere”, ovvero politiche macroeconomiche, settoriali e del mercato del lavoro che contribuiscono esplicitamente alla uguaglianza di genere. Prima della crisi provocata dal Covid-19, un gran numero di donne era esclusa dal mercato del lavoro. La pandemia ha peggiorato molto le cose.

Questa crisi colpisce le lavoratrici in maniera sproporzionata che stanno perdendo il loro impiego a una velocità maggiore rispetto agli uomini. Più donne che uomini lavorano in settori che sono stati pregiudicati a causa delle conseguenze economiche della pandemia, come i settori del turismo, la hotellerie e le fabbriche.

Un grande numero di lavoratori domestici, in maggioranza donne, corrono il rischio di perdere l’impiego. La grande maggioranza dei lavoratori nella sanità sono donne, il che aumenta il rischio di contrarre il virus.

Inoltre, la fragilità della loro situazione lavorativa, unita al ridotto accesso al lavoro e alla protezione sociale, ha fatto si che le donne siano particolarmente vulnerabili alla pandemia, anche in settori che fino ad ora erano stati meno perturbati.

Una delle idee centrali dell’economia femminista è che il lavoro di accudimento non remunerato che si svolge nelle case e nelle famiglie per dare un appoggio nella vita quotidiana è una parte vitale del sistema economico.

Questo tipo di lavoro è esercitato soprattutto dalle donne e la maggior parte delle volte non viene riconosciuto come tale.

Qui di seguito, cinque soluzioni per garantire che la crisi del coronavirus non pregiudichi le prospettive di impiego delle donne a lungo termine.

  • Evitare che le donne perdano il loro impiego grazie alla implementazione di politiche che le aiutino a conservare il loro impiego, visto che le donne hanno più difficoltà degli uomini, per ritornare al lavoro remunerato una volta superata la crisi. Queste politiche, compensando la perdita di salari provocata dalla riduzione temporale delle ore di lavoro o la sospensione dell’impiego, possono contribuire a dare stabilità alle lavoratrici nei loro posti di lavoro e proteggere le loro competenze.
  • Aiutare le donne a trovare un nuovo lavoro se lo hanno perso: I Servizi Pubblici di Impiego che mettono in contatto quelli che cercano lavoro con i datori, possono aiutare le donne a trovare lavoro nei servizi di produzione essenziale. A livello locale, possono agevolare la collocazione in settori che stanno assumendo durante la pandemia.
  • Evitare di ridurre i sussidi: I tagli dei fondi per i servizi pubblici hanno ripercussioni sproporzionate sulle donne e i bambini. Per questo è cosi’ importante evitare la riduzione dei fondi per la salute e l’educazione, i salari e le pensioni. Le crisi passate hanno dimostrato che quando l’appoggio all’impiego e la protezione sociale sono al centro delle misure d’incentivazione, contribuiscono a stabilizzare le entrate dei nuclei familiari e ad accelerare la ripresa.
  • Investire nel campo lavorativo dell’accudimento: I servizi di accudimento hanno il potenziale di creare impieghi dignitosi, soprattutto per le donne. Questa crisi ha evidenziato quanto difficile e sottovalutato è molto spesso il lavoro delle lavoratrici domestiche, il quale contributo è stato, e continua ad essere, essenziale per superare la pandemia. Migliorare le loro condizioni di lavoro, può avere un impatto significativo su molte lavoratrici, dato il grande numero di quelle che lavorano nel settore dell’accudimento.
  • Promuovere politiche di lavoro dirette alle donne: E’ necessario che i governi contrastino gli effetti della crisi del covid-19 sulle donne. Da una prospettiva più ampia, i piani di stimoli macroeconomici devono continuare ad appoggiare e a creare impieghi per le donne. Le politiche devono concentrarsi nei settori più colpiti che danno impiego a un gran numero di donne, insieme a misure che aiutino a colmare i deficit di competenze e a eliminare le barriere che ostacolano l’entrata al mercato del lavoro.

 

Traduzione dallo spagnolo di Jessica Bellino. Revisione: Francesca Grassia

 

Questo articolo è disponibile sul sito web di uno dei partner

Categorie: Genere e femminismi, Internazionale, Opinioni
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