California: brucia il centro dell’Occidente bianco

14.09.2020 - New York, USA - David Andersson

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Francese, Tedesco, Portoghese, Greco

California: brucia il centro dell’Occidente bianco
(Immagine di Democracy Now)

Per prima cosa auguriamo ai nostri amici, fratelli e sorelle in California di stare bene poiché stanno affrontando un disastro senza precedenti. Gli incendi in quella zona sono assolutamente violenti.

Una mappa aggiornata mostra l’intera costa occidentale degli Stati Uniti con la peggiore qualità dell’aria di tutto il nostro pianeta.

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La California è lo stato più grande del Paese ed è la quinta economia più grande del mondo, secondo i dati rilasciati nel maggio 2018 dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. Il suo Prodotto Interno Lordo del 2017 è stato di 2747 miliardi di miliardi di dollari, superando i 2625 miliardi di miliardi di dollari del Regno Unito.

Questi incendi non sono una calamità naturale, ma sono provocati dall’uomo. La California avrebbe potuto essere un faro di trasformazione culturale e sociale, utilizzando l’energia e la dinamica dei movimenti sociali degli anni ’60 per orientare la società in una nuova direzione: sostenere un’ecologia equilibrata, sviluppare un sistema di trasporto pubblico innovativo e intelligente dal punto di vista energetico, aprire nuove strade architettoniche per l’edilizia pubblica, trasformare e democratizzare la struttura economica, usare la tecnologia per aumentare l’accesso alla democrazia diretta ed espandere la partecipazione politica. La California avrebbe potuto produrre un modello sociale completamente nuovo, avendo tutti gli ingredienti necessari nelle sue mani – la gente, la costa, il sole, la terra e il sostegno del resto del paese.

La California è invece diventata il centro del Sistema. Silo una volta ha descritto elegantemente il Sistema come “il regno del superfluo”: la California ne è il modello perfetto. La California ha perso una grande opportunità prendendo una direzione sbagliata e diventando il centro dell’individualismo estremo, del capitalismo, del materialismo e dell’immediatismo. Qui si festeggia come se non ci fosse un domani.

Ma ora è arrivato il futuro e il sogno americano è diventato un incubo. Il cambiamento climatico è estremamente tangibile e la California ha fatto poco al riguardo. Non è una questione di destra o sinistra politica, repubblicana o democratica, ma una questione di cultura, dove avere 2 o 3 auto per famiglia è la norma, dove il trasporto pubblico è svalutato, dove accumulare soldi è la priorità (attualmente ci sono 170 miliardari solo in California).

E ora che si fa? Oggi esistono le stesse opportunità di 60 anni fa. La questione è: quale modello scegliere, quali valori privilegiare, quali progetti futuri lanciare? Vogliamo davvero rendere più umano questo mondo, smettendo di fingere di farlo? Inizieremo a lavorare insieme – privati, pubblici, locali, nazionali, internazionali – per una reale collaborazione e solidarietà, con la consapevolezza che la mia libertà non deve violare quella di qualcun altro? Siamo tutti d’accordo nel vietare l’uso della violenza per risolvere i nostri conflitti, che la scienza deve essere accettata come la nostra conoscenza ultima, che il denaro e l’economia devono essere al servizio dell’umanità e dello sviluppo sociale (e non il contrario), che non c’è niente di più importante dei nostri simili e del loro benessere? Se impariamo a trattare bene le persone, tratteremo bene anche la natura e il regno animale.

Possiamo solo sperare che questi fuochi brucino le nostre illusioni e le riverenze nei confronti della nostra società attuale e aprano le nostre menti e i nostri cuori. Dobbiamo diventare parte attiva della movimento umanista che lavora da oltre 50 anni con le stesse idee: porre lo sviluppo personale allo stesso livello dello sviluppo sociale (non c’è l’uno senza l’altro); trattare gli altri come si vuole essere trattati; preferire la riconciliazione alla vendetta; opporsi alla violenza in tutte le sue forme e partecipare al movimento nonviolento che ha salvato l’umanità molte volte (dall’India, agli Stati Uniti, all’Irlanda, al Sudafrica ecc.). Le decisioni che prendiamo ora avranno ripercussioni per le generazioni a venire.

Traduzione dall’inglese di Flavia Negozio. Revisione: Silvia Nocera

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Nonviolenza, Nord America, Opinioni, Umanesimo e Spiritualità
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