Saint Kitts e Nevis ratifica il trattato ONU per la messa al bando delle armi nucleari in occasione dell’anniversario di Nagasaki

09.08.2020 - Ginevra, Svizzera - International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Francese, Greco

Saint Kitts e Nevis ratifica il trattato ONU per la messa al bando delle armi nucleari in occasione dell’anniversario di Nagasaki
Bandiera di Saint Kitts e Nevis

Ad oggi, 9 agosto 2020, sono passati 75 anni dal lancio di una bomba atomica da parte degli Stati Uniti sulla città giapponese di Nagasaki, attacco che costò la vita a più di 74.000 giapponesi e che ha lasciato degli strascichi anche sulle generazioni successive. Per onorare le vittime e i superstiti di quell’orribile offensiva, lo stato caraibico di Saint Christopher e Nevis ha ratificato il Trattato sulla Proibizione delle armi nucleari in occasione di questo significativo anniversario.

Sono in tutti 44 le nazioni che sono finora diventate parti di questo rivoluzionario accordo sul disarmo, negoziato e adottato dalle Nazioni Unite nel 2017. Il Trattato vieta categoricamente le armi nucleari e delinea un quadro legislativo nell’ambito del quale le stesse possano essere eliminate. È sufficiente che altri sei paesi lo ratifichino per permetterne l’entrata in vigore.

La ratifica di Saint Christopher e Nevis arriva in seguito a quelle dell’Irlanda, della Nigeria e del Niue del 6 agosto, giorno in cui si è commemorato l’attacco contro Hiroshima. Tutte insieme queste ratifiche segnalano l’impegno preso da queste nazioni per garantire che nessun’altra città debba mai soffrire lo stesso destino di Hiroshima e Nagasaki.

Mark Brantley, il ministro degli esteri dello stato caraibico, oggi ha detto: “Il lancio delle bombe atomiche su Nagasaki ha rappresentato l’acme della crudeltà umana, dell’assenza di umanità. In qualità di stato che si prodiga per la pace nel mondo, il nostro stato non riesce a individuare nessuna ragione plausibile per cui si debba ricorrere alle armi nucleari nel mondo odierno. Speriamo che tutte le nazioni lavorino per la pace e il rispetto reciproco per tutta l’umanità.”

Nei mesi che hanno preceduto questi importanti anniversari, i sopravvissuti, conosciuti come gli “hikabusha”, hanno lanciato un appello a tutti i capi di governo e di stato a livello mondiale affinché ratificassero il Trattato per l’abolizione delle armi nucleari, sostenendo che si tratti di un passo fondamentale che tutti i paesi possono e devono fare per contribuire all’eliminazione delle armi nucleari.

Quello di Saint Christopher e Nevis è diventato l’ottavo membro della comunità caraibica a ratificare il Trattato per la Proibizione delle armi nucleari dopo Guyana, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Trinidad e Tobago, Dominica, Antigua e Barbuda e Belize. La sua decisione è quella di aiutare a rafforzare le norme globali contro le peggiori armi di distruzione di massa.

Il ruolo giocato dalle nazioni caraibiche nel permettere che questo trattato diventasse realtà non è stato irrilevante, visto che hanno avvertito il mondo che delle armi nucleari creerebbero uno “stato di insicurezza” e potrebbero essere causa di un dolore indicibile per l’umanità. L’anno scorso 10 paesi caraibici si sono riunite a Guyana per discutere dell’urgente necessità di un’azione ben coadiuvata a livello regionale per far sì che il trattato entri velocemente in vigore.

 

Traduzione dall’inglese di Emanuele Tranchetti. Revisione: Silvia Nocera

Categorie: America Centrale, Comunicati Stampa, Internazionale, Pace e Disarmo
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