La musica del mare

26.08.2020 - Gabriella De Rosa

La musica del mare
Riflessioni, installazione di Cristian Rizzuti (Foto di https://www.facebook.com/meetingdelmare/)

Si è conclusa la XXIV edizione del Meeting del Mare nella spettacolare cornice di Marina di Camerota, in Cilento, in provincia di Salerno.  Il festival gratuito, che si è svolto il 22-23-24 agosto 2020, quest’anno era incentrato sul tema della diversità.

Il meeting del mare è un’unione di musica con i suoi concerti al tramonto nel porto di Camerota, di arte con le magnifiche mostre ed esposizioni, di incontri e racconti di persone che come in porto vanno e vengono. Tutto racchiuso nella cultura di questo luogo che ha le proprie radici nel mare e nella sua secolare storia.

Da questo festival nasce anche la Fondazione Meeting del Mare C. R. E. A (cultura, religioni e arte). Un’iniziativa molto importante per il territorio e per la Regione Campania, in una zona come quella del Cilento nominata dall’Unesco patrimonio dell’umanità e che è stata teatro di miti greci e romani. Un’istituzione senza scopo di lucro per garantire la continuità del festival e per promuovere il territorio fortemente voluta dal fondatore Don Gianni Citro, appassionato di arte e musica e per trasmettere e diffondere attraverso di esse i valori umani, sociali e culturali unendo l’arte al Vangelo. La fondazione si propone di valorizzare la cultura cilentana, caratterizzata da contaminazioni e integrazioni culturali delle popolazioni e la cultura della natura e del mare. Per questo i valori che muovono gli animi di questa fondazione sono legati alla cooperazione alla solidarietà e alla multiculturalità, cercando di integrare anche i soggetti più deboli della nostra società.

Non a caso l’edizione di quest’anno verteva sulla parola diversità, fil rouge delle mostre fotografiche “Lungo i Muri” di Pio Peruzzini e “Le strade dell’apartheid” di Luca Greco. Evocativa la mostra di Andrea Villa “Senza Confine”. Il termine mostra non è quello scelto dal festival, che predilige la parola cantiere. La scelta di questa parola è insita nel fatto che sono dei work in progress “generando una simbiosi intima tra evoluzione del festival e narrazione di esso attraverso le varie installazioni”.

A fare da sottofondo musicale hanno partecipato al festival tanti artisti della scena musicale indipendente, da Colapesce a Psicologi, da Fulminacci a Le cose importanti. Tutti uniti appunto dalla diversità.

Questo spettacolo di arte e musica si svolge in uno dei luoghi più belli del nostro paese, Marina di Camerota è chiamata anche la Perla del Cilento per la bellezza dei suoi paesaggi, delle grotte e delle cale affacciate su un meraviglioso mare. Un territorio da amare e da preservare e questo festival con la Fondazione C.R.E.A intende proprio far questo. Queste sono le cose belle che ci danno sollievo e speranza.

Categorie: Cultura e Media, Europa
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