Prosegue l’assurdo calvario di Patrick Zaki, un’altra volta trattenuto in prigione senza motivo, secondo quanto informano le associazioni per i diritti umani che seguono il suo caso, dopo un’ennesima udienza al Cairo.

“Avevamo veramente sperato in un esito diverso, ma la notizia che arriva dal Cairo è ulteriormente choccante”. Dichiara all’ANSA il portavoce di Amnesty International Riccardo Noury. “Decisione inumana, arbitraria che consegna Patrick alla prigione di Tora per un tempo lungo nel quale le autorità egiziane immaginano che noi dimenticheremo la sua sorte. Sbagliano, questo è certo”.

“Si tratta di un’ingiustizia incommentabile. – dichiarano in un comunicato di Possibile Beatrice Brignone e Giuseppe Civati – Oggi più di ieri, va rinnovato l’invito alle Istituzioni affinché si mobilitino per la sua liberazione. In particolare, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non siano subalterni, ancora una volta, al regime di al-Sisi”.

La presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Emma Petitti, ha invece dichiarato a Askanews: “Da mesi si sta ripetendo il solito film: uno snervante prolungamento della detenzione del giovane, che procede a ritmo di poche settimane alla volta, e che sembra mirare all’obiettivo di gettare nel dimenticatoio la sua storia. E’ necessario fare ogni sforzo possibile per scongiurare questa eventualità, che sarebbe gravissima, non solo nei confronti di Zaki, ma di tutti i ragazzi e le ragazze ingiustamente privati della loro libertà per le loro idee e opinioni. Se così dovesse essere, sarebbe un fallimento collettivo delle istituzioni che non possono chiudere gli occhi. Dobbiamo continuare a insistere nel chiedere la sua scarcerazione e a mantenere alta l’attenzione sul caso”.