La legge sull’Ecocidio: sarà la Francia a fare da apripista?

21.07.2020 - Fiorella Carollo

La legge sull’Ecocidio: sarà la Francia a fare da apripista?

Noi crediamo che il modo più efficace per prevenire ulteriori devastazioni alla natura sia quello di rendere l’ecocidio un reato internazionale. Il reato di ecocidio avrà il grande potere di cambiare il comportamento delle multinazionali rendendo i loro CEO responsabili delle loro azioni ogni qualvolta si macchieranno del reato di danno ambientale. Approvare una legge contro l’ecocidio fornisce un vero deterrente. Anche solo parlare del fatto che distrugge la natura è un reato, comporta un cambiamento di prospettiva.  Si tratta di cambiare la percezione del problema: tutti considerano inaccettabile uccidere le persone ma spesso dimentichiamo che le persone dipendono fondamentalmente da un più grande ecosistema, la terra, una volta che incominciamo a pensare e a parlare che la distruzione di massa della natura equivalente alla distruzione di massa delle persone, allora avviamo un nuovo discorso.  Le multinazionali dovranno prendere in considerazione un modo legittimo di fare profitto 1 ”. [Polly Higgins]

Francia ottobre 2019-giugno 2020: Convention Citoyenne pour le Climat (CCC)

L’assemblea dei cittadini scelti per sorteggio costituita da 150 persone, dopo aver ascoltato degli esperti nell’arco di nove mesi, ha redatto 149 proposte che contribuiranno a ridurre le emissioni dei gas nocivi del 40% entro il 2030 e ha chiesto che due di queste proposte vengano votate dai cittadini francesi con un referendum affinché decidano se vogliono adottarle per il loro futuro. La prima proposta chiede che la costituzione francese venga rivista in modo tale da diventare una costituzione che prenda in considerazione la tutela dell’ambiente, la seconda proposta chiede che venga riconosciuta l’ecocidio come reato penale in Francia. Le proposte sono state consegnate al Presidente francese il 21 giugno.

Emmanuel Macron 29 giugno 2020

Le dichiarazioni rilasciate dal presidente francese Emmanuel Macron alla conclusione dei lavori della “Consulta climatica dei cittadini” di voler prendere in considerazione la proposta di rendere l’ecocidio un reato, non tanto in Francia perché la procedura è alquanto complessa, ma a livello internazionale davanti al ICC, la Corte penale internazionale, ha letteralmente gettato la squadra internazionale di avvocat*, ricercat*, espert* 2 che dal 2012 lavora per l’aggiunta di un quinto emendamento allo Statuto di Roma, nel più totale delirio di felicità. Jojo Mehta la coordinatrice e portavoce della campagna, subentrata a Polly Higgins, è letteralmente invasa dall’eccitazione e rilascia a ritmo serrato interviste e webinar per celebrare questo avvenimento che corona tanti anni di fatiche.

Ma come si è arrivati a questo risultato in Francia? Come mai Emanuel Macron ha fatto una dichiarazione specifica per venire incontro alla richiesta di una legge che riconosca l’ecocidio tra le tante richieste della “Consulta climatica dei cittadini”?

La storia della campagna Make Ecocide Law

Dobbiamo fare un passo indietro nel tempo e tornare ad una figura chiave, quella dell’avvocata scozzese Polly Higgins che in dieci anni è stata strumentale nell’ispirare e influenzare tante persone che nel mondo hanno abbracciato la causa del Make ecocide law . In Francia questa persona è stata Valerie Cabanès. Valerie, avvocata, attivista di lungo corso, conobbe Polly nel 2012 e subito unirono le loro forze. Valerie ha lavorato fianco a fianco con molte NGO e avvocati per diffondere la campagna Make ecocide law e togliere alle multinazionali la loro impunità di inquinare e distruggere ecosistemi; lo scorso anno queste associazioni si sono unite per fare causa allo Stato francese accusandolo di non compiere il suo dovere per quanto riguarda l’emergenza ambientale. Inoltre in Francia la sensibilità dei cittadini sull’argomento ha portato alcuni politici a sostenere la causa dell’ecocidio: a giugno del 2019 è stata presentata una proposta di legge al Senato bocciata sulla base che il crimine dell’ecocidio si svolge in tante parti del mondo e la Francia non può trasformarsi nel poliziotto del mondo, nuovamente presentata a dicembre bocciata da Macron sulla base che le azioni che intraprendono le multinazionali sono azioni legali per quanto danneggino l’ecosistema. Sono questi antecedenti assieme alle proteste dei “gilet gialli” che hanno portato Macron a convocare l’assemblea climatica dei cittadini lo scorso ottobre.

La consapevolezza della necessità di fare una legge che riconosca i crimini contro la natura e ponga un freno alle pratiche distruttive di molte aziende, si è sviluppata in Francia come in nessun altro paese, nemmeno la Gran Bretagna. Questo spiega perché Macron sia stato l’unico presidente ad usare la parola ecocidio per descrivere i grandi incendi che hanno devastato l’Amazzonia lo scorso anno.

Ma c’è molto di più sul piatto. Macron ha detto pubblicamente- ed è stato tradotto in lingue diverse- che sosterrà la proposta di far legge l’ecocidio davanti alla Corte penale internazionale. Che la legge venga promossa dal presidente della Francia ha un peso molto diverso, finora l’unico presidente disposto ad appoggiare l’adozione della legge era lo stato del Vanuatu. Sembra inoltre che si stia attivando una specie di competizione tra alcuni stati europei per essere i primi a presentare la mozione davanti al ICC.

La sensazione di molti senior attivisti come appunto Valerie e Jojo è che si è giunti a un punto veramente cruciale della campagna Make ecocide law, che i mesi davanti a noi siano fondamentali per arrivare ad una svolta significativa, è davvero il momento di raccogliere le forze e di sferrare l’attacco decisivo, chiamare a raccolta non solo gli attivisti che si sono mobilitati a livello internazionale ma anche i cittadini seguendo l’esempio di quanto è successo in Francia.

Effetto onda

Sembra che l’effetto onda si sia proprio attivato: il 17 luglio arriva la notizia che i verdi belgi, la seconda coalizione politica del paese hanno avanzato tre proposte: che il crimine dell’ecocidio venga riconosciuto all’interno della legislazione belga, che venga sostenuta l’azione intrapresa dallo stato delle isole Vanuatu e Maldive all’interno dello Statuto di Roma affinchè si attivi la commissione per discutere l’aggiunta del quinto emendamento che persegua l’ecocidio e che il Belgio stesso presenti la sua proposta all’ICC.

Mentre è del giorno prima, 16 luglio, la notizia che Greta assieme a altre attiviste hanno scritto un appello, sottoscritto da Malala e altre mille persone tra cui molte star hollywoodiane, rivolto ai leader europei affinché agiscano tempestivamente e adottino misure per affrontare la crisi climatica inoltre l’appello li esorta a prendere posizione nei confronti del reato di ecocidio e ne appoggino la discussione all’interno dello Statuto di Roma.

Sono sicura che l’effetto onda si propagherà sempre più velocemente. Questo è solo l’inizio.


1# Polly Hiigins “Dare to be great” pag.170

2# Ecological Defence Integrity fondata nel 2016 da Polly Higgins e Jojo Mehta

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Europa, Internazionale, Opinioni
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