“Il delitto Mattarella”, storia di una tragedia umana e politica

20.06.2020 - Articolo 21 - Bruna Alasia

“Il delitto Mattarella”, storia di una tragedia umana e politica
(Foto di Articolo 21)

Il prossimo 2 luglio, inaugurando la nuova stagione cinematografica dopo il lockdown, esce nelle sale italiane “Il delitto Mattarella” di Aurelio Grimaldi che dirige un cast di validi attori siciliani tra i quali Leo Gullotta, Donatella Finocchiaro, David Coco, Tuccio Musumeci, Tony Sperandeo.  Il film racconta come il 6 gennaio 1980 Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Siciliana e fratello dell’allora docente universitario Sergio Mattarella, oggi Presidente della Repubblica Italiana, mentre si recava a messa con la famiglia, fu ucciso da un individuo che, attraverso il finestrino dell’auto, gli sparò a sangue freddo. Per le sue modalità il delitto apparve subito anomalo. Il Sostituto Procuratore quel giorno era Pietro Grasso, futuro Procuratore Antimafia e Presidente del Senato. Le indagini furono proseguite dal Giudice Istruttore Giovanni Falcone, che rinvenne pericolose relazioni tra Mafia, Politica, Nar e neofascisti, banda della Magliana, Gladio e Servizi Segreti.

Piersanti Mattarella era figlio del potente Bernardo, ministro democristiano per una ventina d’anni in tutti i governi della Repubblica. Sui rapporti mafia-politica Danilo Dolci condusse nel 1966 un’approfondita inchiesta, che portò al processo contro Bernardo Mattarella, allora Ministro del Commercio con l’Estero, indicato, nello studio pubblicato da Einaudi in “Chi gioca solo”, come avente rapporti simbiotici con la mafia. Dopo 7 anni d’iter processuale Danilo Dolci venne condannato per diffamazione. La pena fu condonata. Bernardo Mattarella nel successivo governo Moro non fu più designato ministro. “Il delitto Mattarella” di Aurelio Grimaldi vuole ricostruire il clima politico che ha preceduto l’omicidio di Piersanti Mattarella esulando dal racconto della sua famiglia di origine, non fa cenno al rapporto con il padre ma mette in primo piano Piersanti e la famiglia che si era creato.

Narra di un uomo protetto a Roma dal Segretario della DC e dal Presidente della Repubblica Pertini, totalmente avversato dai capicorrente siciliani del suo partito perché disturbava gli equilibri della DC entrando negli affari tra politica e mafia. La mafia, per l’omicidio Mattarella, si alleò con l’estrema destra romana neofascista in cambio dell’evasione dal carcere Ucciardone del leader Concutelli.

Aurelio Grimaldi fa date, nomi e cognomi, asserendo che tutto si basa su documenti noti. Il film non ha avuto sostegno di Stato e fu accolto dalla commissione preposta – ha detto pubblicamente il regista – come il più brutto dei 36 lavori presentati in quel momento. Un’opera utile perché tenta far luce su una tragedia umana e politica del nostro paese, una delle zone d’ombra sulle quali vige una rimozione collettiva. 

Regia:  Aurelio Grimaldi

Attori: 

David Coco– Piersanti Mattarella 

Donatella Finocchiaro – Irma Mattarella 

Tuccio Musumeci – Salvo Lima

Toni Sperandeo – Vito Ciancimino 

Ivan Giambirtone – Giovanni Falcone

Claudio Castrogiovanni – Pio La Torre 

Guia Jelo – Moglie Nicoletti 

Nicasio Catanese – Bernardo Mattarella,

Leo Gullotta – Rosario Nicoletti 

Lollo Franco – Michele Sindona 

Sergio Friscia – Rosario Spatola, 

Sergio Mattarella (Francesco La Mantia)

Antonio Alveario – Segretario generale 

Andrea Tidona– Ispettore Mignosi 

Vittorio Magazzù – Aurelio

Francesco Di Leva – Massimo M

 

 

Categorie: Cultura e Media, Europa, Opinioni, Politica
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