Roma deve respirare: in ‘piazza’ per un reddito di base

31.05.2020 - Roma - Helodie Fazzalari

Roma deve respirare: in ‘piazza’ per un reddito di base
(Foto di Helodie Fazzalari)

“io sono nessuno”, “i can’t breath”, “reddito subito”. Sono queste alcune delle scritte palesate su striscioni e bandiere dai manifestanti per il reddito di base, in un pomeriggio di inizio estate alle porte del Ministero dell’Economia e delle Finanze di Roma. Cappucci che coprono i capi dalla pioggia battente, mascherine che agevolano le distanze, smorzano le voci, ‘impediscono di respirare’, come si legge proprio su una di esse. Eppure, oggi il popolo di Roma sembra voler gridare più forte che mai, forse perché ad impedirgli il respiro, più che le mascherine, sono state le misure governative ed i numerosi sussidi promessi ed ancora mai ricevuti. Forse, ad impedire il respiro sono gli affitti da dover necessariamente pagare, i mutui da non poter bloccare, le bollette che continuano ad arrivare, una disponibilità economica ormai ridotta all’osso, ed il terrore di restare paralizzati di fronte ad una crisi economica alle porte pronta a travolgerci, decisamente più grande ed ingestibile dell’attuale. Assistiamo ad un distanziamento sociale che paradossalmente ha accorciato le distanze, ad una piazza che comunica con l’unico punto scoperto del viso, uno sguardo che è diventato più potente di sempre. Oggi la gente ha sofferto, ha iniziato ad osservare, oggi la gente critica, razionalizza, pensa, sceglie, difende i propri diritti ed è ponta a tutelarsi a gran voce, nonostante le intemperie ed i 2 mesi e mezzo di un lockdown che ha messo in ginocchio l’economia di un intero paese.

E’ in questa cornice che conosciamo una delle voci della manifestazione: Tiziano Trobia, lavoratore precario membro delle CLAP – Camere del Lavoro Autonomo e Precario.

La manifestazione è stata organizzata dalla campagna “non c’è più tempo”, in collaborazione con il gruppo “reddito di quarantena Lazio”.<<Le CLAP sono solo una delle Associazioni e delle realtà che hanno preso parte alla manifestazione>>, spiega Tiziano.

<<Abbiamo deciso di iniziare con questa prima giornata di protesta sotto il Ministero dell’Economia e delle Finanze perché ci sembrava il punto più idoneo dal quale partire per contestare le misure che sono state stanziate dal decreto di Marzo e dal decreto Rilancio. Inoltre,  è ora di cominciare a rivendicare una misura di un welfare universale, ovvero di un reddito di base incondizionato che secondo noi sarebbe la soluzione più sensata per rispondere ad un momento di crisi come questo che stiamo vivendo, che va a sommarsi alle innumerevoli sofferenze che già esistevano in precedenza nel mondo del lavoro>>.

<<Io sono un giovane lavoratore precario membro delle CLAP, camere che tentano di riorganizzare un mondo del lavoro che si racconta come inorganizzabile>>.

Sono 2 i punti sui quali si è concentrata la manifestazione del 29 maggio: come prima cosa contrastare delle misure del tutto insufficienti prese dal Governo con i due decreti sopracitati. <<Nonostante insufficienti, questi aiuti non sono ancora nemmeno arrivati: c’è ancora tanta gente che aspetta la cassa integrazione, i bonus non hanno coperto tutti i soggetti ai quali erano destinati, questo famoso reddito di emergenza non ha risolto nessun problema per il quale è stato creato>>, spiega Tiziano. In secondo luogo la manifestazione è stata voluta per dire che è giunto il momento di lavorare sulla proposta di un reddito di base incondizionato. <<La legge del Reddito di Cittadinanza andrebbe estesa dal punto di vista dei criteri economici di accesso, ed andrebbero eliminate tutte le condizionali che in questo momento esistono ed escludono gran parte della popolazione>>.

Presenti alla manifestazione molteplici realtà che in queste settimane di lockdown hanno provato ad animare diverse campagne come quella sugli affitti o quella contro il distaccamento delle utenze guidata dal CRAP (Coordinamento Romano Acqua Pubblica). C’erano gli operatori sociali delle scuole, i lavoratori dello spettacolo, erano presenti delle realtà che si sono organizzate sul territorio per portare avanti alcuni mutualismi o la consegna dei farmaci nei quartieri romani, c’erano gli operatori sportivi che a seguito della chiusura di palestre e piscine si trovano ad oggi in una situazione di crisi enorme, e molte altre ancora. <<L’elemento interessante dell’incontro è stato il fatto che ogni realtà ha raccontato la propria condizione ed ha individuato ‘il reddito’ come elemento ricompositivo di ogni richiesta. Chiediamo una misura che va oltre ‘il settore’ specifico, ma che dia a tutti la possibilità di far fronte a questa emergenza>>, commenta Tiziano.

<<Come prima cosa vorremmo organizzare un’assemblea online e chiedere la partecipazione degli esponenti della Regione. In secondo luogo stiamo pensando di presentarci di fronte al palazzo della Regione Lazio, in quanto saranno le regioni a gestire una serie di fondi europei. In particolare, nella Regione Lazio esiste da molti anni una legge sul reddito, che purtroppo non è più finanziata da una decina d’anni. Pensiamo che anche le istituzioni territoriali debbano assumersi la responsabilità ed il compito di immaginare delle misure che possano arrivare ad ognuno di noi. Considerato che si continuerà a parlare di questo decreto, ci sarà una discussione in Parlamento e probabilmente avremo nuovi emendamenti, l’idea è quella di un passaggio anche sotto Montecitorio o comunque nei luoghi nei quali avverranno le discussioni nelle quali si deciderà come redistribuire i fondi>>.

<<Come CLAP, operando con tante figure frammentate del lavoro, ci siamo accorti che è necessario trovare uno strumento che possa permettere all’individuo di difendersi e di rilanciare, ecco perché è da molto tempo che spingiamo per organizzare un’assemblea o una manifestazione per il reddito di base. Ci siamo resi conto che quest’emergenza Covid ha permesso: da una parte al mondo del lavoro di superare dei vizi di corporativismo, e dall’altra ha chiarito che la rivendicazione del reddito non è una causa di ‘nicchia’, bensì potrebbe essere uno strumento concreto per sostenerci non soltanto nei momenti di difficoltà, ma sul quale appoggiare un mondo del lavoro già di per se intermittente>>.

Nonostante la poca clemenza delle condizioni atmosferiche, la manifestazione ha avuto una buona partecipazione. Il dato importante è che ha coinvolto diverse reti già di per se molto ampie. Dunque la presenza delle delegazioni sottintende uno spettro abbastanza largo di diversi soggetti, di molte campagne e di collettivi organizzati, dato che ci fa ben sperare per il futuro.

Quest’emergenza Covid, ha avuto tra i suoi risvolti positivi, quello di rendere meno ostico alla popolazione italiana il tema del reddito di base?

<<La separazione esistente tra reddito e lavoro, per quanto possa essere ostica come tematica, si sta palesando in maniera automatica. Esiste una grande fetta di gente precaria che lavora tanto, ha 2/3 occupazioni, per non arrivare a percepire nemmeno uno stipendio dignitoso. Forse questo lockdown obbligatorio è servito da specchio per mostrarci qual è la reale condizione del nostro paese, e magari servirà anche ad aprire un certo tipo di dibattito in Italia. Il fatto che questo tema sia stato discusso dai 5 Stelle non ha aiutato molto, in quanto, è stata immaginata come una misura di Governo per la povertà, condizionata, che obbliga ad una serie di step per accedervi e su base familiare. Discussa in questo modo, tale misura non racconta di un dibattito di respiro europeo e mondiale, ed in Italia ha sempre fatto fatica a venire fuori ed essere compresa>>.

Alcune foto della manifestazione

 

Categorie: Diritti Umani, Europa, Fotoreportages
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