Non esiste un Islam solo, ma ne esistono tanti quanti servono a fare gli interessi dei gruppi terroristici. Oramai si tende ad indentificare l’Islam con la religione del terrore. Lo abbiamo visto anche in questi giorni: dopo la notizia della conversione di Silvia Romano tanti hanno urlato subito che era passata dalla parte del nemico, dando vita a quello che è stato il dibattito più vergognoso e insensato degli ultimi tempi. Non ci si deve dimenticare – anche se per dimenticare le cose è necessario prima saperle, e credo che molti italiani non abbiano mai compreso questo punto – che una cosa è la religione, un’altra è la sua strumentalizzazione per fini politici. Questo non vale solo per l’Islam, ma per tutte le religioni del mondo, anche quella cattolica. Nel momento in cui si identifica il nemico con il musulmano, si perde di vista la differenza tra vittima e carnefice, e in questo modo nascono i sentimenti razzisti.

L’Islam è una religione sacra, ma quell’Islam di cui sentiamo parlare tutti i giorni nei telegiornali non ha nulla di sacro. Quello è un “Islam fai da te” costruito ad hoc dai vari gruppi terroristici: talebani, ISIS, Boko Haram, Al-Shabaab, ecc. hanno inventato una religione totalitaria per obbligare i cittadini a servire i loro interessi. Le persone vengono manipolate sin dall’infanzia, anche e soprattutto attraverso il “sistema scolastico”, in modo che il lavaggio del cervello sia completo. Paura, violenza, morte sono gli strumenti attraverso cui il regime del terrore riesce a imporsi sulla popolazione: la religione è la fonte di legittimazione attraverso cui si giustifica tutto ciò. Nessuno si farebbe esplodere per gli interessi di qualcun altro, ma per Allah sì, perché così si conquista la salvezza: la guerra o è santa o non è.

Quando si parla di Silvia Romano ci si deve chiedere: quale Islam ha imparato dai jihadisti e rapinatori in Somalia? Quell’Islam che dice gli uomini abbiano un potere assoluto sulle donne è completamente inventato. Private di ogni diritto, quest’ultime, dietro ai loro burqa e ai soffocanti veli integrali che le ricoprono da capo a piedi, non possono neanche vedere, respirare, parlare, o ridere liberamente; se malauguratamente i loro passi giungono all’udito di un uomo, rischiano di essere fustigate pubblicamente per il ludibrio delle folle. Private di un volto, di una voce e della libertà di movimento, le donne non vengono considerate esseri umani. Non hanno alcuna dignità, ma tutto questo non c’è scritto sul Corano.

L’Islam dell’attentato di Mogadiscio che ha provocato 600 morti innocenti. Quella religione che violenta le donne e le bambine, che prende di mira le scuole, i centri culturali, le università e i luoghi di culto. Che obbliga i giovani ad arruolarsi con i jihadisti e a uccidere tutti i non-musulmani per andare in paradiso. L’Islam che ha causato a Garissa in Kenya 148 morti di giovani studenti kenioti solo perché cristiani. Che da anni provoca esodi di un’intera generazione che preferisce morire nel deserto, nelle carceri libiche o nel Mediterraneo pur di sfuggire a quell’orrore. Che ha decimato la popolazione e soprattutto le teste pensanti: intellettuali, politici, dirigenti, diplomatici, giornalisti. Tutto questo non è Islam ma è bestemmia verso Allah e tutte le vittime innocenti.

Le donne che vivono sotto il controllo di fanatici e terroristi sono costrette a insostenibili condizioni di vita, molte si lasciano morire, altre si suicidano, anche in modi molto cruenti, ad esempio dandosi fuoco. Nel caso dell’Afghanistan le donne che fino al 1994 esercitavano la professione di medico, ingegnere, infermiera o qualunque altro mestiere, sono state nascoste dietro il burqa e segregate in casa sotto lo stretto e asfissiante controllo degli uomini. I simboli nella religione musulmana, soprattutto quelli sul corpo delle donne, hanno un grande valore. E la tenda verde con cui Silvia si è mostrata all’aeroporto non rappresenta l’Islam, ma i fanatici e i fondamentalisti. Mi sarei aspettato una reazione forte da parte sua contro i jihadisti, perché questi gruppi terroristici hanno commesso le peggiori violenze contro le donne, e non solo: la vita, in certi Paesi, si è fermata molto tempo fa.

In collaborazione con Elvis Zoppolato