I volti della violenza

24.05.2020 - Maria Giovanna Farina

I volti della violenza
(Foto di Elaborazione Pressenza)

L’amor che move il sol e l’altre stelle scrive Dante nel Paradiso, lì l’amore diventa il motore del movimento, amore che il poeta identifica con Dio, ma la forza dell’amore si esplica in tutte le manifestazione della nostra vita e il concetto che esso muova il mondo è ben radicato nella cultura. Al di là del significato religioso, anche il pensiero dantesco può assumerne il significato simbolico della necessità dell’amore: senza l’amore non si potrebbe vivere perché la vita è movimento, amore e movimento sono in intima unione. In che senso? Ci sono più risposte, vediamo quindi di individuare le più importanti. L’amore crea unioni: famiglie, comunità religiose e scientifiche, buona politica, un ambiente pulito, persone istruite… come è possibile allora che al mondo ci sia violenza, distruzione, ignoranza, terrorismo?

Dobbiamo a Platone il primo fondamentale studio sull’amore e sulle sue diverse manifestazioni nella società, ma non possiamo dimenticare Freud per aver teorizzato la presenza viva delle due grandi pulsioni universali: Eros e Thanatos, Amore e Morte. Solo unite le due forze possono assicurare l’equilibrio nel mondo delle relazioni. Vi chiederete: ma allora è necessaria la violenza? Thanatos che è Morte e quindi disgregazione si oppone ad Eros/Amore per salvarci da un legame troppo potente che Amore se lasciato solo cerca di rendere troppo stretto. Non scordiamo però di guardare oltre per osservare il significato simbolico della teoria delle pulsioni, stiamo parlando di due forze che si alternano ma che al contempo caratterizzano l’esistenza: si nasce, si muore e si lotta per sopravvivere. La nascita e la morte sono due momenti di ogni esistenza, la sopravvivenza dipende anche da noi, da come sappiamo condurre la nostra vita e prendercene cura senza necessariamente far soccombere qualcun altro. Tutt’altra cosa è la violenza agita dall’essere umano che innesca conflitti bellici, che costruisce armamenti devastanti, che inquina l’ambiente senza alcun senso di colpa: se la natura usa la violenza per tenere il tutto in equilibrio e favorire la vita, l’uomo lo fa per incessante necessità di onnipotenza. Non tutti gli uomini naturalmente, ma, si sa, ne basta un minoranza per sconvolgere l’equilibrio del globo. Equilibrio che Madre Natura cerca di mantenere, nonostante.

Come spiegare l’apparente ambivalenza? Insegnando il rispetto prima di tutto per l’amore che è una “scintilla di divino” entrata in un corpo, Eros/Amore è un semidio alato che lancia frecce non per ferire ma per far innamorare e ogni innamoramento nasce da un incontro di violenza nonviolenta, di una furia che si insinua nel vuoto di un’anima, di un corpo, di un’idea, di una disciplina… per riempirlo di passione. È una violenza che dà la vita, una passione che richiede rispetto per noi stessi e per gli altri, è nonviolenta perché non finalizzata a distruggere. E se state pensando che in natura la ferocia di certi animali si accanisce su altri più deboli, quindi la natura è violenta, non state sbagliando ma solo dimenticando che in questo caso si tratta della legge di sopravvivenza.

Categorie: Cultura e Media, Opinioni
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