L’emergenza COVID-19 e il suo impatto sulla situazione del popolo saharawi

22.04.2020 - Bologna - Wesa Times

L’emergenza COVID-19 e il suo impatto sulla situazione del popolo saharawi
Un momento delle vacanze dei bambini saharawi in Italia (Foto di Rete Saharawi)

Dalla Rete Saharawi in Italia un appello per azioni concrete di sostegno.

La Rete Saharawi è membro della Task Force, organo direttivo del Coordinamento Europeo di Solidarietà con il Popolo Saharawi (EUCOCO), in rappresentanza della solidarietà italiana. A tale direttivo partecipa anche il rappresentane del Comitato Algerino di solidarietà. In considerazione dei recenti avvenimenti sulla scena internazionale, tale coordinamento ha deciso di pubblicare un appello sulla situazione del popolo saharawi nei campi profughi, nelle aree liberate e sotto l’occupazione marocchina, in allarmante emergenza per la pandemia di COVID-19.

1. Si dà allerta alla Comunità Internazionale della situazione di doppia vulnerabilità della popolazione saharawi, già in emergenza come rifugiati, di fronte a questa pandemia internazionale. All’esilio e al rifugio, che sono già un isolamento, si aggiunge il blocco di trasporti che li priva di gran parte degli aiuti umanitari, tra cui i più urgenti: alimentare, sanitario e di approvvigionamento idrico.
Si invitano tutte le associazioni della Rete ad attivarsi per una campagna per allertare e accelerare l’arrivo degli aiuti nei campi.

2. Vista la decisione ponderata del governo saharawi di sospendere per il 2020 il programma estivo “Piccoli Ambasciatori di pace” di vacanze dei bambini saharawi in Europa, tuttavia è necessario sostenere attività alternative e che coinvolgano tutti i bambini e ragazzi saharawi.
Si invitano tutte le realtà solidali in Europa e, quindi in Italia, a sostenere il programma alternativo proposto dal Ministro della Gioventù saharawi.

3. Sullo scenario internazionale resta allarmante la situazione relativa alle violazioni dei diritti umani, con specifico riferimento alla nomina del rappresentante marocchino presso le Nazioni Unite, sig. Omar Hilale, come facilitatore della riforma degli organi dei trattati sui diritti umani. Una contraddizione in termini, visto lo status del Marocco come potenza di occupazione militare nel Sahara Occidentale, nonché per l’attitudine dell’autorità marocchina, più volte denunciata da organismi internazionali quali Amnesty International, sulle violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione saharawi. D’altro canto, si accolgono con favore le dichiarazioni della
sig.ra Bachelet, Alto Commissario per i Diritti Umani, a favore dei prigionieri, in particolare dei politici.
Si lancia pertanto un appello perché venga monitorata la situazione dei prigionieri politici saharawi, le cui condizioni di detenzione sono ulteriormente aggravate dalla pandemia COVID-19.

4. Con rammarico si constata la debole reattività del Consiglio di sicurezza, recentemente riunito, per l’incapacità di nominare un nuovo inviato personale del Segretario Generale ONU, dopo tentativi resi vani e l’incapacità di imporsi sulla parte marocchina.
Si chiede con forza la nomina immediata del rappresentante speciale del SG dell’ONU e la ripresa dei colloqui tra le parti, affinché si arrivi in tempi rapidi ad una soluzione giusta e duratura del conflitto.
Infine, la Rete Saharawi si impegna, insieme al Coordinamento Europeo, ad attivarsi con incisività verso gli organi dell’ONU, dell’Unione Africana e dell’Unione Europea, anche tramite importanti strumenti quali i due intergruppi “Pace per il popolo saharawi” al Parlamento europeo e alla Camera del Governo italiano.

Il Presidente
della Rete Saharawi
Ivan Lisanti
———-
Per ulteriori informazioni:
Vittorio Martone, responsabile Area stampa e comunicazione Rete Saharawi
stampa.comunicazione@retesaharawi.it

Categorie: Africa, Comunicati Stampa, Diritti Umani, Politica
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