Le donne in prima linea per chiedere la fine delle guerre

03.04.2020 - WILPF (Women's International League for Peace and Freedom)

Le donne in prima linea per chiedere la fine delle guerre
(Foto di Wilpf)

Sosteniamo con vigore l’appello del Segretario Generale ONU per l’immediato cessate il fuoco di tutti i conflitti.

Noi donne, siamo le prime vittime delle grandi minacce che incombono sull’umanità:  guerre, disastri ambientali e disequilibri ecologici,  minaccia nucleare, ingiustizia sociale e povertà  incrementata dal debito pubblico.  Seppur oscurate  dall’atavico potere maschile,  siamo state attive  per contrastare le negatività dominanti , sfidando la violenza della cultura patriarcale e attivandoci per abbattere “ le barriere di genere” che ci limitano fortemente nell’esprimere tutte le nostre potenzialità, funzionali a un miglioramento complessivo della società.

Noi donne del Nord e del Sud del mondo, forti di un networking  internazionale consolidatosi a Pechino nel 1995 (piano di azione),  è da lunga data che rivendichiamo  il miglioramento del nostro “status”   contestualmente alla rivendicazione della garanzia del binomio pace-sviluppo.

L’attuale  “emergenza globale” della pandemia Covid19    smaschera  l‘inutilità della “sicurezza militarizzata”, basata sulle costosissime e pericolosissime armi nucleari e di altra natura.  Noi donne  ci appelliamo all’evidenza dei fatti e con forza e determinazione ribadiamo l’urgente necessità  dell’unica sicurezza  che merita tale nome: la   “sicurezza umana” cioè quella che   garantisce  “tutti i diritti umani per tutti” a partire da quello della salute, attraverso strutture sanitarie efficienti e coordinate a livello globale.

Chiedere il cessate il fuoco immediato per tutte le guerre significa comprendere che per uscire dalla calamità globale in corso  servono immediate risorse finanziarie ed umane da  investire   per risolvere le urgenti problematiche sanitarie, sociali, economiche.

Il “dopo Covid19 ” dovrà basarsi  su una economia di pace, senza guerre, senza combustibili fossili, senza armi di distruzione di massa, senza debito pubblico.

Il “dopo” deve essere all’insegna di un reale  modello di sviluppo eco-sostenibile ispirato, ”nutrito” da una profonda alleanza tra esseri umani e natura.

L’8 marzo a Madrid nella giornata conclusiva della Seconda Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza _   – che ha percorso 97 paesi in 5 continenti – noi donne abbiamo rilanciato il nostro impegno “con” la vita affinché l’umanità   recuperi  il senso della specie e la consapevolezza che tutti noi siamo un’unica persona.

Avviamo  il processo di transizione al nuovo mondo che vogliamo,  esigendo:

la fine delle guerre, incluse quelle economiche

per realizzare la “giustizia umana” e la “giustizia climatica”

la fine  della cultura  del nemico

per sviluppare e potenziare  la cultura della  solidarietà e della  cooperazione internazionale

per la tutela dei “beni comuni” dell’umanità.

 

 

WILPF-Italia (Women’s International League for Peace and Freedom)

 A.W.M.R. (Association Women’s Mediterranean Region)

W.I.D.F. (Women’s International Democratic Federation)

 D.I.N. (Donne In Nero)

 

Categorie: Comunicati Stampa, Genere e femminismi, Pace e Disarmo
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