Carlos Umaña, che ha accompagnato Setsuko Thurlow nei vari paesi europei, e Pedro Arrojo, ex deputato di Unidos Podemos, commentano – in quest’intervista – i risultati dell’incontro di vari membri di ICAN in Spagna, con lo scopo di sensibilizzare l’urgente bisogno di firmare il Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN).

Video e edizione: Alvaro Orús

A livello istituzionale i risultati sono chiari, secondo Carlos Umaña e Pedro Arrojo. Vari comuni (l’ultimo, Barcellona), hanno deciso di appoggiare il Trattato; nel Congresso dei Deputati, rappresentanti di varie formazioni politiche si sono impegnati a difenderlo sia all’interno del proprio gruppo parlamentare che esternamente e anche alcuni membri del Ministero degli affari esteri si sono dimostrati interessati .

Ciò che manca, e di cui si parla abbondantemente negli ultimi giorni, è un movimento cittadino che solleciti il Governo spagnolo affinché firmi e ratifichi il TPAN e che compensi la pressione esercitata dalla NATO sull’esecutivo del nostro paese, visto che non c’è nessun impedimento legale perché ciò accada. Al contrario, la nostra legislazione proibisce la fabbricazione e l’uso delle armi nucleari.

Per Umaña e Arrojo c’è stato un primo e un dopo rispetto a quest’incontro. Nessuno è rimasto indifferente – lo riconoscono – dinanzi alla testimonianza di Setsuko, una vittima diretta della bomba che distrusse Hiroshima il 6 agosto del 1945. I risultati sono chiari e questo si è notato anche nell’opacità con cui i mezzi di comunicazione hanno affrontato l’argomento, secondo Pedro.

Adesso non resta che continuare a spingere per ottenere la firma e la stigmatizzazione delle armi nucleari e dei suoi possessori. «Tutti noi siamo responsabili», insistono.

 

Traduzione dallo spagnolo di Francesca Crisci