In Afghanistan il tradizione Noruz che segna in coincidenza dell’Equinozio di Primavera l’inizio del nuovo anno (tradizione comune a molti popoli della regione) è stato funestato da morti e feriti per una serie di attentati più o meno gravi avvenuti in varie città e villaggi negli ultimi giorni. L’ultimo è stato ieri un assalto a un check-point che ha ucciso 24 soldati a Zabul.

Perché accade tutto questo?

E’ stato detto che l’accordo siglato a Doha dai talebani e dagli Stati Uniti era un primo passo verso la pace. Ma anche molti commentatori hanno notato che alla firma dell’accordo e ai negoziati non aveva partecipato l’attuale governo afghano in carica.

Questa ondata di attentati e quest’attacco diretto contro l’esercito afghano ci fa pensare che forse l’accordo non era per fare la pace ma per regolare altri affari che riguardavano specialmente talebani e governo USA. Infatti uno dei punti è che i talebani non riconoscono questo governo e che è palese che l’Afghanistan non è, oggi, un paese libero ma piuttosto un paese in mano a potenze extranazionali e, al suo interno, a bande armate che in nome di Allah, dei costumi tribali o di appoggi esterni si dividono il paese senza pensare ai veri interessi della gente.

Un’altra cosa che è bene notare è che nel trattato di Doha vi sono clausole segrete ed è facile ipotizzare che siano a vantaggio dei talebani. Il 10 marzo era previsto un incontro fra governo e talebani: non ha avuto luogo e non si sa se e quando avverrà. Però è evidente che in questo caos generalizzato e in questo clima di terrore sarebbe opportuno che il governo e i talebani si riunissero e trovassero almeno accordi minimi come un vero cessate il fuoco. Il popolo afghano se lo meriterebbe dopo tanta tragedia.