Carceri. 5 proposte di Antigone per affrontare l’emergenza

11.03.2020 - Associazione Antigone

Carceri. 5 proposte di Antigone per affrontare l’emergenza
(Foto di Antigone via Flickr.com)

12 morti tra le carceri di Modena e Rieti. E’ questo il tragico bollettino delle proteste verificatesi in molti penitenziari italiani.

Una violenza verso cose e persone che abbiamo chiesto in più occasioni, attraverso appelli diretti ai detenuti, di cessare e che ha anche danneggiato la maggior parte dei reclusi che hanno protestato pacificamente. Proprio la fine delle violenze è elemento fondamentale per portare avanti alcuni dei provvedimenti che già nei giorni scorsi auspicavamo per rispondere alle limitazioni che l’emergenza coronavirus ha portato anche nelle carceri“. Queste le dichiarazioni di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.

L’emergenza legata al diffondersi del Covid-19 – prosegue Gonnella – richiede nelle carceri provvedimenti diretti ad affrontare quanto sta accadendo, salvaguardando i più vulnerabili e i rapporti con le famiglie. Per questo, come Antigone, abbiamo avanzato 5 proposte all’Amministrazione Penitenziaria e alla Magistratura di Sorveglianza che potrebbero essere implementate nell’arco di pochi giorni, rispondendo all’urgenza e alla serietà che la situazione richiede” conclude il presidente di Antigone.

Di seguito le 5 proposte:

1. La direzione di ciascun istituto penitenziario provvederà all’acquisto di uno smartphone ogni cento detenuti presenti – con attivazione di scheda di dati mobili a carico dell’amministrazione – così da consentire, sotto il controllo visivo di un agente di polizia penitenziaria, una telefonata o video-telefonata quotidiana della durata di massimo 20 minuti a ciascun detenuto ai numeri di telefono cellulare oppure ai numeri fissi già autorizzati.

2. L’affidamento in prova in casi particolari di cui all’art. 47-bis della legge 354/75 è esteso anche a persone che abbiano problemi sanitari tali da rischiare aggravamenti a causa del virus Covid-19.

3. La detenzione domiciliare di cui all’articolo 47-ter, primo comma, della legge 354/75 è estesa, senza limiti di pena, anche a persone che abbiano problemi sanitari tali da rischiare aggravamenti a causa del virus Covid-19.

4. Tutti i detenuti che usufruiscono della misura della semilibertà possono trascorrere la notte in detenzione domiciliare.

5. La magistratura, nei limiti in cui lo riterrà possibile, trasformerà provvedimenti di esecuzione delle sentenze emesse nei confronti di persone che si trovano a piede libero, in provvedimenti di detenzione domiciliare.

Categorie: Comunicati Stampa, Diritti Umani, Salute
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