Il mondo in fiamme. Oggi per il petrolio, domani per l’acqua?

19.11.2019 - Riccardo Petrella

Il mondo in fiamme. Oggi per il petrolio, domani per l’acqua?
(Foto di Pixabay)

Avantieri anche in Iran sono scoppiate le rivolte popolari. Causa immediata e visibile: l’aumento del prezzo della benzina, come nel caso della rivolta dei gilets gialli in Francia scoppiata  – e con che forza! –  un anno fa. A Santiago del Cile, la miccia è stata accesa dall’aumento del biglietto della metro. I popoli sono oramai in rivolta in molti altri  paesi: Algeria, Ecuador, Bolivia, Hong Kong, Catalogna, Irak, Kurdistan siriano, Ungheria… Molte cause comuni e diverse.

Quel che più impressiona è la violenza dei gruppi sociali e dei paesi potenti dal punto di vista militare ed economico, esercitata in modo pesante per difendere i loro interessi e la loro sicurezza riguardo alle risorse naturali strategicamente essenziali come il petrolio.

Il petrolio ha svolto finora un ruolo centrale e determinante e più diventerà raro (anche perché sostituito da altre fonti energetiche) più la militarizzazione e la violenza dei potenti sarà di casa sulla Terra se  perdurano le logiche di vita attuali.

Denuncio da più di vent’anni le mistificazioni e i pericoli dei processi di “petrolizzazione dell’acqua” (l’acqua “oro blu” come il petrolio “oro nero”)Ora anche l’acqua buona per usi umani (e soprattutto per il profitto) sta diventando sempre di più rara. I gruppi dominanti, responsabili della sua rarefazione, sostengono addirittura l’inevitabilità della sua penuria nei prossimi decenni.

L’acqua è ancora più essenziale per la vita del petrolio. Cosa succederà? Dobbiamo accettare senza reagire  che il mondo brucerà fra non molto per l’acqua?  I dominanti sembrano inclini ad accettare l’inarrestabilità delle guerre per l’acqua. Ne sono convinti anche perché a) non vogliono cambiare le cose e b) pensano di salvarsi e diventare ancora più forti. Follia.

Non è possibile che più di 7 miliardi di esseri umani e le altre decine di miliardi  di esseri viventi della Terra non abbiano niente da dire e da opporre.

Dobbiamo ribellarci subito, non solo per resistere alla violenza dei dominanti, ma anche per costruire un nuovo divenire della vita della Terra. Altro che transizioni da talk shows e trasformazioni da salotto dei nuovi “smart people” e “influencers”!  La vita della Terra non è un ologramma che si può far sparire di colpo.

 

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Internazionale, Opinioni
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