La Gestapo viene a prendere Julian Assange

05.04.2019 - Redazione Italia

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La Gestapo viene a prendere Julian Assange

Se Assange viene arrestato, sarà giunto il momento per noi di alzarci come leoni dal nostro torpore che è durato troppo a lungo e con costi troppo alti. Non possiamo più permettere loro di usarci, sfruttarci e opprimerci in questo modo. Noi siamo i molti. Loro sono i pochi. Siate pronti a sollevarvi.

Di Paul Craig Roberts, originariamente pubblicato qui

 

Sembra che i governi completamente corrotti di USA e UK abbiano pagato il presidente fantoccio dell’Ecuador per disonorare il suo paese revocando l’asilo politico di Assange, in modo che Washington possa vendicarsi di Wikileaks per avere rivelato gli enormi crimini di guerra degli USA. Ora Washington e Londra faranno vergognare tutti gli americani e tutti i britannici per la loro cittadinanza, dimostrando che né il governo statunitense né quello britannico meritano una nanoparticella di rispetto. Sono governi disonorevoli.

Caitlin ci dice che cosa è in gioco.
Sii pronto ad agire: Wikileaks dice che stanno venendo a prendere Assange.
di Caitlin Johnstone

L’account Twitter di WikiLeaks ha annunciato che ha informazioni di alto livello secondo cui l’ambasciata ecuadoriana potrebbe revocare entro poche ore l’asilo politico a Julian Assange in modo che possa essere arrestato dal governo britannico. Se ciò dovesse accadere dobbiamo essere pronti a scuotere la terra. Abbiamo bisogno di tutti gli uomini sul ponte per questo scopo.

“ULTIME NOTIZIE”: Una fonte di alto livello nello stato ecuadoriano ha dichiarato a @WikiLeaks che Julian Assange sarà espulso entro ‘ore o giorni’ usando come pretesto lo scandalo #INApapers offshore, e che c’è già un accordo con il Regno Unito per il suo arresto”. Così ha twittato la fonte leak publishing, con un link a una storia sulla divulgazione di documenti INA.

Il pretesto che viene utilizzato è praticamente irrilevante. Assange è stato un obiettivo del potere centrale degli USA da quando, un decennio fa, WikiLeaks ha iniziato a pubblicare documenti autentici che denunciavano le malefatte dei suoi leader, e per tutto il mondo vengono ordite manovre per catturarlo. Questo è tutto, ma non dovrebbe sorprendere nessuno che il pretesto sia falso. La giornalista Elizabeth Vos ha scritto un articolo per Consortium News l’altro giorno riassumendo la falsa narrativa del governo ecuadoriano secondo cui le condizioni di asilo sarebbero state violate dal resoconto di WikiLeaks (non Assange) che ha twittato su uno scandalo che ha scosso il presidente dell’Ecuador Lenin Moreno.

Per essere chiari, è noto che il governo degli USA sta lavorando per catturare e imprigionare Assange, non per le bufale sulle ingerenze della Russia (nelle elezioni USA -NdT) che hanno avuto bigotti sostenitori fra l’establishment USA negli ultimi due anni, ma per le rivelazioni del 2010 che dimostrano i crimini di guerra degli USA. Gli USA hanno un trattato di estradizione con il Regno Unito, e il governo britannico ha rifiutato di commentare se ha ricevuto o meno una richiesta di estradizione per l’arresto di Assange, mentre sappiamo per certo che è proprio nell’agenda del governo USA. Questo è lo stesso governo che ha torturato Chelsea Manning dopo averle rifiutato un processo equo.

Se Assange verrà arrestato e processato ai sensi del Patriot Act, sarà un colpo devastante per la libertà di stampa e costituirebbe un salto verso la distopia orwelliana ancora più grande del Patriot Act. Il governo degli USA che mette in prigione i giornalisti semplicemente perché pubblicano fatti su di esso, non solo negli USA ma in qualsiasi parte del mondo, sarà un pugnale avvelenato nel cuore della capacità della popolazione mondiale di portare un po’ di trasparenza e di responsabilità a quella titanica struttura di potere.

“WikiLeaks riferisce che Julian Assange è sul punto di essere espulso dall’ambasciata ecuadoriana a Londra”, ha twittato il leggendario giornalista John Pilger in risposta alle notizie di oggi. “Per favore affolla la strada fuori dell’ambasciata e proteggilo, e mostra solidarietà con un uomo coraggioso, la cui lotta dovrebbe toccarci tutti”.

Sì, per favore.

Stiamo per scoprire se questa è la parte del film in cui l’impero si toglie la maschera della libertà e della democrazia e rivela la sua vera tirannia. Assange è un bersaglio facile, una figura controversa che è stata oggetto di campagne di diffamazione di grande successo spacciate a tutte le maggiori fazioni politiche del mondo occidentale. È il punto logico da cui lanciare la repressione delle libertà di stampa e farne un esempio pubblico di ciò che accadrà a chi fa brillare la luce della verità sul Grande Fratello.

Se permettiamo loro di imprigionare Julian Assange per aver praticato il giornalismo, perché di questo si tratta, è finita. Potremmo anche smettere di preoccuparci di ciò che accade al mondo e di sederci sulle nostre mani mentre gli oligarchi ci spingono verso il disastro ecologico, l’annientamento nucleare o la distopia orwelliana.
Se noi, i molti, non abbiamo la spina dorsale per combattere contro i pochi e dire “No, possiamo scoprire fatti su di voi bastardi e usarli per far passare la nostra visione del mondo, e voi non riuscirete a criminalizzarci”, allora di certo non abbiamo la spina dorsale che ci vuole per strappare il controllo di questo mondo dalle mani dei plutocrati sociopatici e per prendere il nostro destino nelle nostre mani.

L’arresto di Julian Assange segnerebbe il bivio. Sarebbe il punto in cui decidiamo collettivamente come specie se vogliamo sopravvivere nel futuro e se ce lo meritiamo.

Su le teste! gli amici e sostenitori di Julian Assange, candidato al Nobel per la pace 2019, NON staranno zitti e non lo lasceranno prendere tra le grinfie di torturatori.
Mentre scrivo questo ci stiamo organizzando in massa.

Tenete d’occhio l’hashtag #ProtectJulian e diffondetelo !!

– Suzie Dawson (@ Suzi3D) 4 aprile 2019

Perciò sta pronto a scuotere la terra se decidono che questo è un buon momento per affondare i loro artigli su di lui. Se toccano un capello argenteo della testa di quell’uomo, dobbiamo scatenare l’implacabile oltraggio mondiale che mai hanno visto prima. Perché non stiamo solo combattendo per Assange, stiamo combattendo per la nostra stessa sopravvivenza.

Jeremy Corbyn ha parlato in difesa di WikiLeaks e Assange in passato. Il suo carattere morale unito alla sua continua ascesa verso la leadership del governo britannico potrebbe in parte spiegare la fretta di arrestare Assange il più rapidamente possibile. In quello che secondo me è stato uno dei più eccitanti avvenimenti della recente politica occidentale, Corbyn ha letto un estratto da “The Masque of Anarchy” di Percy Bysshe Shelley, davanti a migliaia di persone al festival Glastonbury 2017.

Corbyn ha ruggito così:

“Alzatevi, come i leoni dopo il sonno
In numero invincibile!
Scuotete le vostre catene a terra come rugiada
Che nel sonno vi era caduta sopra:
Voi siete molti – loro sono pochi! “

Se Assange viene arrestato, sarà giunto il momento per noi di alzarci come leoni dal nostro torpore che è durato troppo a lungo e con costi troppo alti. Non possiamo più permettere loro di usarci, sfruttarci e opprimerci in questo modo. Noi siamo i molti. Loro sono i pochi. Siate pronti a sollevarvi.

 

Traduzione dall’inglese di Leopoldo Salmaso

 

Categorie: Cultura e Media, Diritti Umani, Europa, Internazionale, Nord America, Oceania, Scienza e Tecnologia
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