In Spagna dalle elezioni un NO alla destra

29.04.2019 - Barcellona - Raquel Paricio

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Catalano

In Spagna dalle elezioni un NO alla destra

Il Partito Socialista Spagnolo (PSOE) ha vinto con un inaspettato margine le elezioni con Pedro Sánchez alla presidenza.

La partecipazione ha superato di gran lunga  quella delle ultime elezioni. L’ascesa del nazionalismo catalano è senza precedenti. Il temuto tripartito formato dalla scissione della destra spagnola non è riuscito a raggiungere il potere. La sua debacle segna un momento storico nelle elezioni spagnole. La minaccia dell’ultra-destra di Vox, nonostante sia entrata per la prima volta in Parlamento con circa 24 seggi, è una soddisfazione  ridotta, dato che il risultato sperato era nettamente superiore.

In ordine di seggi, i primi cinque partiti sono sono: PSOE, Partido Popular; Ciudadanos; Unidas Podemos e VOX. In seguito, va sottolineata la forza dei partiti nazionalisti, in Catalogna la fortissima ascesa con circa 15 parlamentari di Esquerra Republicana (il suo principale rappresentante Oriol Junqueras è in carcere) e nei Paesi Baschi con il PNV e HB Bildu.

 

Pedro Sánchez, il numero uno del PSOE, attuale vincitore delle elezioni, è salito al potere nel maggio 2018 con una mozione di censura, sostenuta da Unidas Podemos e dai partiti indipendentisti. Ha terminato il suo mandato con elezioni anticipate, non potendo approvare il bilancio per mancanza di sostegno da parte del nazionalismo catalano. Dal 2004, il PSOE con l’ex presidente Rodriguez Zapatero non aveva avuto un tale successo alle urne e con la contemporanea sconfitta  della destra, come mai prima in Spagna. PSOE e PP sono stati i due partiti di primo piano sin dal ritorno della democrazia in Spagna, ma, come già annunciato durante la campagna, il bipartitismo è morto e ora le alleanze sono quelle che segneranno il futuro della politica spagnola.

Il risultato attuale suscita negli elettori il timore per le alleanze. Un’alleanza del Partito Socialista con un partito di destra come Ciudadanos (anche se loro si definiscono di centro), non è la stessa cosa di un’alleanza del Partito Socialista con Unidas Podemos.

Secondo i dati attuali (praticamente definitivi), il PSOE potrebbe formare una coalizione con Unidas Podemos e con uno dei partiti nazionalisti per avere la maggioranza assoluta, mentre l’alleanza del PSOE con Ciudadanos non avrebbe bisogno di altri.

Ora l’incertezza per l’elettore di sinistra è critica, perché la cosiddetta “sinistra” cesserà di esserlo se facesse alleanze neoliberiste.

Il bilancio che non venne approvato al momento della convocazione di nuove elezioni era il più progressista degli ultimi anni: migliorava i finanziamenti fino ad allora ridotti all’assistenza sanitaria, all’istruzione, abbassava le tasse universitarie e, in ultima analisi, forniva un maggiore sostegno alle classi più vulnerabili.

Saranno dimenticati questi interventi appoggiati da Podemos? Si smetterà di  beneficiare una società maltrattata da tanti governi corrotti e dai loro abusi economici e sociali?

 

Traduzione equipe traduttori Pressenza

Categorie: Europa, Opinioni, Politica
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