Dimissioni in massa per protesta contro l’Osservatore Romano

27.03.2019 - Luca Cellini

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Dimissioni in massa per protesta contro l’Osservatore Romano
La redazione di Donne, Chiesa e mondo. (Foto di Archivio Pressenza)

Lucetta Scaraffia e altre 10 redattrici della rivista vaticana “Donne, Chiesa e mondo”, inserto mensile dell’Osservatore Romano, si sono dimesse in massa in segno di protesta contro l’attuale direzione del quotidiano ufficiale della Santa Sede.
“Disistima, sfiducia, delegittimazione progressiva. Così non si poteva andare più avanti”.
Ma come scritto più volte da Lucetta Scaraffia il principale motivo delle dimissioni in massa è da ricondursi alla nuova linea editoriale dell’Osservatore Romano che, sta mettendo sotto silenzio le  tante denunce degli abusi sulle religiose commesse da sacerdoti maschi e deliberatamente tenute nascoste dalla Chiesa.

“Le condizioni di libertà editoriale con la nuova direzione dell’Osservatore Romano” denuncia Lucetta, “sono molto peggiorate.”
In particolare la giornalista Lucetta Scaraffia sulle scelte editoriali della nuova direzione dell’Osservatore Romano parla esplicitamente di: “ritorno a una selezione dall’alto di donne in base all’obbedienza e l’imposizione di un diretto controllo maschile”
La Scaraffia insieme alle altre dieci giornaliste che si sono dimesse, erano le redattrici dell’inserto “Donne Chiesa mondo” allegato all’Osservatore.
“Da quando si è insediata la nuova direzione abbiamo vissuto molte difficoltà. Sono almeno due mesi che vediamo la pubblicazione di articoli totalmente opposti rispetto alla linea del nostro mensile, è stato un processo di delegittimazione crescente tentando persino di fare opera di mettere donne contro altre donne.”

Nell’ultimo editoriale scritto dalla Scaraffia, in cui si annuncia la fine della pubblicazione di “Donne Chiesa Mondo” Lucetta denuncia il ritorno a una “selezione delle donne che parte dall’alto, alla scelta di collaboratrici che assicurano obbedienza”, e la rinuncia a ogni possibilità di aprire un vero dialogo, libero e coraggioso, fra donne che amano la Chiesa nella libertà e uomini che ne fanno parte”.

Condizioni che di fatto hanno imposto alla redazione di “Donne, Chiesa e Mondo” di interrompere dopo 7 anni l’esperienza del loro giornale.

Sembra purtroppo tornare indietro invece di andare in avanti, la questione femminile nella Chiesa, una decisione sofferta e meditata, quella di Lucetta Scaraffia e di tutta la redazione femminile che collaborava ad approfondire settori che spaziavano su vari temi e che aveva al centro della sua linea editoriale proprio la questione femminile.  Le dimissioni di tutta la redazione rappresentano un fortissimo atto di protesta che riapre antiche riflessioni basilari e fondamentali sulla parità di genere nella Chiesa e una questione tabù, quella degli abusi sessuali, su cui anche la Chiesa di Papa Francesco in questo momento pare purtroppo stia gettanno la spugna.

Guardando a questa vicenda mi perdonino i lettori se mi sovviene alla mente un noto detto popolare, “il lupo perde il pelo ma non il vizio”.

Categorie: Cultura e Media, Europa, Genere e femminismi
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