L’UNAMA denuncia la situazione in Afghanistan alla vigilia dei nuovi negoziati

24.02.2019 - Walimohammad Atai

L’UNAMA denuncia la situazione in Afghanistan alla vigilia dei nuovi negoziati
(Foto di UNAMA)

Secondo il rapporto annuale dell’UNAMA (l’ente delle Nazioni Unite per il conflitto in Afghanistan) l’anno scorso è stato il più letale di un decennio per i civili afghani.

Circa 4.000 civili afghani hanno perso la vita nel 2018, compreso un numero record di bambini, sottolinea il rapporto.

Gli equipaggiamenti militari, in particolare i talebani e lo Stato Islamico, sono stati accusati di aver causato quasi due terzi delle vittime civili (63%) nel 2018.

Le forze afghane sono state ritenute responsabili del 14% , e gli americani per il 6% dei danni collaterali, i gruppi armati sostenuti dal governo avrebbero ucciso e ferito il 4% dei civili.

Il rapporto dell’UNAMA ha detto che, mentre il conflitto si è intensificato considerevolmente, gli attentati suicidi e i relativi attacchi dei ribelli hanno rappresentato il 42% delle vittime civili. Più del 50 per cento delle vittime di suicidi e attacchi complessi sono stati causati da Daesh.

Tra i morti c’erano 927 bambini, il più alto numero registrato di ragazzi e ragazze uccisi nel conflitto in un solo anno, ha detto l’UNAMA, che ha documentato 3.804 morti civili e 7.189 feriti.

Le cifre rappresentano un aumento del cinque per cento delle vittime civili complessive e dell’11 per cento di morti civili rispetto al 2017.

“I risultati mostrano che il livello di danni e sofferenze inflitte ai civili è profondamente inquietante e del tutto inaccettabile”, ha detto il Direttore dell’UNAMA Tadamichi Yamamoto.

“Tutte le parti devono prendere misure immediate e concrete per fermare un ulteriore aumento del numero di civili danneggiati e di vite distrutte”, ha aggiunto il rappresentante speciale del Segretario Generale dell’ONU.

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet ha osservato: “Il conflitto in Afghanistan continua a uccidere troppi civili e ha causato sofferenze durature, sia fisiche che psicologiche, a innumerevoli altri”.

L’UNAMA ha registrato più di 1.000 vittime civili causate da operazioni aeree. L’anno scorso ha visto più di 500 civili uccisi per la prima volta da operazioni aeree. L’UNAMA ha documentato 1.015 vittime civili (536 morti e 479 feriti) per operazioni aeree.

Le forze militari internazionali sono state ritenute responsabili di 632 vittime civili (393 morti e 239 feriti), l’Aeronautica afgana per 304 vittime civili (118 morti e 186 feriti) e le restanti vittime a forze filogovernative non identificate. Le operazioni di ricerca hanno causato 353 vittime civili (284 morti e 69 feriti), la maggior parte delle quali sono state causate dalla Direzione Nazionale delle Forze Speciali di Sicurezza e dalla Forza di Protezione Khost, entrambe supportate da forze militari internazionali.

Le perdite di donne sono diminuite del sei% arrivando al numero di  1.152 (350 morti e 802 feriti), principalmente a causa della diminuzione dell’otto % del numero di donne che hanno perso la vita a causa degli scontri a terra. Nel 2018 le donne rappresentavano il 10% delle vittime civili legate al conflitto.

Il rapporto annuale arriva quando gli inviati statunitensi e talebani rimangono in trattative per porre fine al conflittoche dura da 18 anni. Le due parti si incontreranno domani (lunedì) in Qatar.

Categorie: Asia, Internazionale, Pace e Disarmo
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