Dall’inizio del 2018 abbiamo assistito ad una ‘escalation’ impressionante nel settore nucleare militare, soprattutto per opera dell’amministrazione Trump :

Si tratta principalmente :

– della pubblicazione, nel gennaio 2018, della «Nuclear Posture Review 2018 » che preconizza, tra l’altro, uno sviluppo negli USA di « mini-nukes » su larga scala, ciò che tenderebbe inesorabilmente ad abbassare la soglia per un conflitto nucleare,

– del ritiro degli USA dall’accordo di Vienna dei (5+1) Stati con l’Iran sul suo programma nucleare, l’8 maggio 2018, con il rischio che l’Iran faccia altrettanto e riprenda un programma nucleare militare.

– dell’annuncio di Donald Trump, il 17 ottobre 2018, della sua intenzione di ritirare gli USA dal Trattato INF (Intermediate-range Nuclear Forces) del 1987 (Gortbachev-Reagan) di eliminazione dei missili di portata intermedia (tra 500 Km e 5500 Km). Annuncio seguito dall’innesco del processo di uscita degli USA da questo Trattato Storico, il 2 febbraio scorso, con in prospettiva l’istallazione in Europa di questo tipo di missili, come all’epoca della Guerra fredda. Ora la Russia ha subito reagito nello stesso modo.

– dell’edizione, il 14 novembre 2018, del Rapporto della ‘National Defense Strategy Commission’ degli USA (commissione bipartisan (!) Repubblicani-Democratici) che designa esplicitamente la Russia e la Cina come ‘nemici’ dcgli USA e raccomanda che gli USA si dotino di mezzi sufficienti per vincere (!) una eventuale guerra contro questi due nemici. (*)

Vi sono, in questo ritorno a un regime di ‘guerra fredda’, soprattutto due aspetti particolarmente sorprendenti oltre che di estrema gravità :

– il fatto che gli USA sembrano non essersi accorti che, con la dissoluzione dell’Unione Sovietica è venuta meno la principale motivazione della Guerra fredda, e cioè lo scontro frontale di due ideologie tese ad eliminarsi reciprocamente, motivo per cui continuano imperterriti a considerare la Russia e la Cina come nemici.

– la progressiva demolizione (o non riconoscimento) di ogni ente sovranazionale (organismi e trattati), che tende a riportarci indietro, verso un regime di tipo ‘westfaliano’ nel quale, al di sopra degli “Stati sovrani” non esisteva nulla, cioè nessun organismo garante della sicurezza e della Pace. In altre parole, la progressiva rinuncia ad ogni forma di ‘gouvernance’ multilaterale.

Ora, quale strategia sarebbe abbastanza pertinente e efficace per evitare di giungere sino allo scoppio di un conflitto maggiore, regionale e/o mondiale e verosimilmente nucleare ?

Problema questo di grande portata, visto che si tratta nientedimeno che di rovesciare il processo di questa nuova ‘escalation’ degli armamenti nucleari !

Ecco allora una proposta :

Ritengo che si tratti attualmente di operare una transizione nelle nostre strategie militanti, passando da un regime di accusa (le armi nucleari sono immorali e illegali) ad un regime di cooperazione con tutti gli Stati, compresi quelli dotati di armi nucleari, cooperazione orientata verso un disarmo multilaterale e controllato. L’argomentazione si basa qui sul fatto che le armi nucleari sono armi mostruose, con un rischio sempre più elevato di innesco volontario o accidentale di una guerra nucleare. In effetti, qualsiasi forza nucleare di dissuasione non può impedire, nella durata, una guerra nucleare, soprattutto se questa ha origine al di fuori del paese che la detiene.

Si tratta cioè di provocare una presa di coscienza del fatto che un disarmo generale è prima di tutto nell’interesse degli Stati “dotati”, principali bersagli in caso di guerra nucleare !

Quanto al Trattato di Interdizione delle Armi Nucleari, fortunatamente esso non richiede necessariamente per la sua entrata in vigore, prevista entro il 2020 e del tutto essenziale, l’adesione degli Stati « dotati », ciò che va nel senso di facilitare questa transizione nella nostra strategia.

In concreto, si tratterebbe, in un primo tempo, di trasformare l’attuale crisi dell’INF in una ‘opportunità’ con il negoziare un New-INF, che tenga conto del nuovo contesto geopolitico (rispetto a quello del 1987) ed aperto anche agli altri Stati nucleari, in particolare alla Cina.

Dovrebbero poi seguire altre tappe di eliminazione, fino a coinvolgere tutti i tipi di armi nucleari e di vettori (missili, anti-missili, basi di lancio terrestri, marine, aeree e nello spazio) e tutti gli Stati nucleari con i loro alleati.

A questo punto, il Trattato di Interdizione delle Armi Nucleari sarà già là per garantire l’irreversibilità di una tale eliminazione.

In sintesi e come conclusione : si tratta di far prendere coscienza, tanto ai responsabili politici che alle popolazioni, del fatto che i veri nemici di ogni Stato non sono gli altri Stati, i veri nemici sono comuni a tutti gli Stati ed essi si chiamano: la miseria nel mondo, la mancanza di istruzione, la degradazione dell’ambiente, le catastrofi naturali, le epidemie, la corruzione, i fanatismi, … E’ dunque contro questi nemici che si tratta di concentrare tutto il potenziale di cui l’Umanità dispone, di intelligenza, di iniziative solidali, di creatività, … e non in una corsa folle a ogni sorta di armamenti!

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(*) “ … the Department (of Defense) needs a rigorous force development plan that connects its investment strategy with its key priorities of winning (!) in conflict and competing effectively with China and Russia” (pagine 68-69)

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