Gilet Gialli: metter fine al circolo vizioso della violenza

19.01.2019 - Rédaction France

Quest'articolo è disponibile anche in: Francese

Gilet Gialli: metter fine al circolo vizioso della violenza

Per uscire dal ciclo della violenza di ogni sabato, quando i gilet gialli protestano, conviene alle autorità comportarsi diversamente.

La maggior parte dei media si concentrano sulla violenza commessa dai giubbotti gialli arrabbiati – o da coloro che a volte si infiltrano in questo movimento per manipolarlo o screditarlo – a causa della sua natura spettacolare (attacchi agli agenti di polizia, distruzione di proprietà pubbliche o private, danni ai simboli repubblicani, ecc.). Tuttavia è inaccettabile anche la violenza della polizia, spesso inspiegabile e sproporzionata (uso di gas, proiettili di gomma, granate offensive, ecc.). Tanto più perché la polizia, nel suo ruolo di difesa della democrazia e delle istituzioni, deve avere un comportamento esemplare.

Non va dimenticato quelle violenze sono anche il risultato di una violenza strutturale che ha portato a situazioni di ingiustizia e di disprezzo, subita per troppo tempo da gran parte della popolazione.

Perciò sarebbe anche un errore politico rispondere a queste varie forme di violenza con una maggiore repressione poliziesca e giudiziaria, e/o promulgando leggi che violano le libertà fondamentali: non metterebbero fine alla legittima rabbia dei manifestanti e indebolirebbero la nostra già fragile democrazia.

Pertanto, pur condannando fermamente queste violenze, terreno fertile per l’odio e l’estremismo, MAN propone diverse vie di riflessione e di azione, tra cui:
– istitutuire nelle scuole, durante tutto l’anno scolastico, un’educazione alla cultura della non violenza;
– invitare i manifestanti “pacifisti” ad avvalersi di organizzazioni (sindacati, ecc.) e associazioni (ANV-COP21, MAN, ecc.) in grado di fornire un servizio d’ordine efficace o una formazione all’azione non violenta;
– abbandonare l’uso sproporzionato della violenza da parte delle forze dell’ordine e applicare metodi non violenti di polizia che sono stati collaudati all’estero (Svizzera, Germania, Inghilterra in particolare);
– affidare le indagini sulla violenza della polizia a giudici imparziali, non solo all’IGPN (Ispettorato Generale della Polizia Nazionale -NdT), che è sia giudice che parte in causa.

Il governo ha piena legittimità per attuare alcune di queste proposte. Ostinarsi in una politica repressiva non farebbe che approfondire i solchi delle violenze di domani!

MAN – Movement for a Nonviolent Alternative http://nonviolence.fr

Traduzione dal francese di Leopoldo Salmaso

 

Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Nonviolenza
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