Roma, occupato anche il Liceo Virgilio

30.10.2018 - Roma - Redazione Italia

Roma, occupato anche il Liceo Virgilio
(Foto di https://www.facebook.com/collettivoautorganizzato.virgilio/posts/2206553616271065?__tn__=K-R)

“Ieri noi studenti del Liceo Virgilio abbiamo deciso di occupare il nostro istituto aderendo alla piattaforma politica cittadina che ha visto nell’occupazione del Liceo Mamiani di martedì il suo primo atto” dichiara nella sua pagina Facebook il Collettivo autorganizzato Virgilio.

“Se da una parte qualcuno dirà che è la solita pantomima che propiniamo ogni anno, il cui scopo è quello di perdere giorni di scuola, al contrario, rispondiamo che non si tratta di questo, ma di una lotta politica, compito che da sempre avrebbe dovuto avere questa forma di protesta.

Analizzate e comprese le circostanze attuali in cui si trova il nostro paese, insieme agli studenti di altre scuole romane, è nata la volontà di contestare e protestare contro le politiche dell’attuale governo. Abbiamo deciso di opporci con forza a chi ha costruito la propria carriera politica su xenofobia, razzismo, sessismo, omofobia, di contestare un esecutivo che non rispetta né noi, né i diritti umani, né la Costituzione sulla quale il nostro paese è fondato.

Allo stesso tempo, ci discostiamo in ogni modo dalla sinistra dei passati governi, quella stessa sinistra che ha favorito la precarizzazione del lavoro, che ha svilito la scuola pubblica con tagli alla didattica e all’edilizia e che ha promulgato la riforma della Buona Scuola. Una “sinistra” rappresentata da criminali come l’ex Ministro degli Interni Minniti, che ha causato la morte di migliaia di esseri umani in mare.

Ad oggi, però, questa protesta è diretta contro il governo Salvini-Di Maio, inaccettabile sotto ogni punto di vista. Il gravoso incremento di aggressioni ai danni degli stranieri in Italia non può essere tollerato.

Gli sgomberi delle occupazioni abitative, partiti con un’operazione a Tor Cervara il 7 settembre, hanno lasciato sulla strada centinaia di persone in condizioni tragiche, come nell’episodio di Villa Gordiani del 27 settembre. La proposta di abolizione della legge Mancino avanzata dal Ministro per le politiche per la famiglia, Fontana, è uno dei segni più evidenti della tendenza fascista del governo, confermata anche dalle dichiarazioni del Ministro degli Interni. Più di una volta la Lega è scesa in piazza al fianco di CasaPound che, come è noto, occupa diversi stabili da decenni, e che, al contrario delle occupazioni gestite da forze antifasciste e dai movimenti per la casa, non ha certo da temere sgomberi da questo governo, come ha dimostrato quanto accaduto in Via Napoleone III la settimana scorsa.

È preoccupante la proposta di equipaggiare la polizia di taser e ancor di più la volontà di abolire il reato di tortura, volontà partita da chi sembra aver voluto dimenticare le vittime degli abusi in divisa e dei morti di Stato. Altrettanto drammatico è lo stanziamento di 2.5 milioni di euro per il decreto “Scuole Sicure”, fondi che avrebbero potuto essere destinati all’edilizia scolastica e che non elimineranno il dilagante problema di spaccio all’interno delle scuole.

Il problema della droga si risolve con studenti consapevoli ed informati, colmando il vuoto sociale, non con la repressione.

Il Virgilio protesta contro il nazionalismo di questo governo e contro il suo emblematico slogan: “Prima gli Italiani”, che si accompagna a una propaganda che strumentalizza tragedie e che crea una lotta fra gli ultimi. Non pretendiamo di rovesciare l’ordine costituito solo con la nostra mobilitazione, ma sentiamo la responsabilità di rendere evidente, in maniera incisiva, il nostro dissenso riguardo tutto questo.

In questi giorni fra le scuole si sta elaborando un manifesto comune che porti avanti le nostre idee e possa riunire gli studenti in un fronte oppositivo unito. Non ci stiamo schierando contro il corpo docenti né la presidenza; il nostro dissenso è rivolto a chi governa.

Oggi il Virgilio occupa perché questo non è il nostro governo, non è il nostro cambiamento e non è l’Italia in cui vogliamo crescere!”

Categorie: Europa, Giovani, Politica
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