No alla fossa comune alla frontiera sud dell’Unione Europea

08.07.2018 - Convergencia de las Culturas

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No alla fossa comune alla frontiera sud dell’Unione Europea
(Foto di Irish Defence Forces)

Il 3 luglio a Madrid varie organizzazioni europee hanno diffuso una dichiarazione di denuncia sulla situazione catastrofica nel Mediterraneo, che assomiglia sempre di più a una fossa comune alla frontiera sud dellUnione Europea  e sullassoluta meschinità mostrata dai leaders politici nel modo di affrontare tale situazione, visti gli accordi patetici realizzati nel loro ultimo vertice.  Oltre a una lista di 12 misure urgenti da prendere, il testo afferma che lEuropa non può tradire il carattere umanista dei suoi principi fondativi per cedere all’estrema destra razzista e fascista con una politica che torna a criminalizzare lo straniero, il migrante, il diverso e chi è solidale con loro.”

La dichiarazione cerca adesioni di organizzazioni europee e i promotori, l’associazione umanista Convergenza delle Culture, stanno prendendo in considerazione insieme ai firmatari quale azioni di denuncia realizzare. Per  adesioni, scrivere a José Antonio Díaz jadiaz@humanistas.org.

Dichiarazione sul Vertice Europeo sull’immigrazione

In merito agli accordi in materia d’immigrazione e asilo stipulati nell’ultimo vertice dei leader europei del 28 e 29 giugno, le organizzazioni firmatarie di questo comunicato manifestano il loro più fermo rifiuto dei contenuti e delle motivazioni alla base delle risoluzioni prese in quest’incontro, dal quale ci si attendeva invece una risposta alle reali necessità di migliaia di essere umani, costretti ad abbandonare i loro paesi d’origine.

Nel vertice sono stati presi accordi che in realtà non decidono nulla, permettendo a ogni paese di fare ciò che vuole; accordi che reinterpretano il diritto di asilo, modificando norme per mascherare le continue violazioni del diritto internazionale ed europeo in tema di asilo e accoglienza; accordi presi nell’ottica di avere a che fare con “carne umana”, cedendo così alle posizioni più regressive e xenofobe che cominciano a emergere in vari paesi dell’Unione; accordi che non danno ascolto al clamore della maggioranza dei popoli, che solidarizza con i migranti,  né alla disponibilità di centinaia di comuni pronti ad accoglierli.

La cosa più vergognosa è che, mentre molti esseri umani muoiono nel tentativo di attraversare il Mediterraneo, i leader europei incentrano il loro dibattito sulla creazione di “piattaforme di sbarco” all’interno o fuori dei confini dell’Unione. Non un’autocritica, non una riflessione sulle responsabilità dei paesi europei, non un riconoscimento del saccheggio che l’Europa ha portato e sta portando avanti nei luoghi d’origine dei migranti, non una revisione della redditizia  politica estera di invasione (in quanto membri della NATO) e di vendita di armi ai paesi in conflitto, dai quali molti fuggono.

Hanno parlato soprattutto di dove collocare le “piattaforme di sbarco”, vale a dire carceri per stranieri o,  più correttamente, campi di concentramento, con l’obiettivo ultimo di riportare i migranti nei loro precari paesi d’origine. Un ulteriore passo atroce e disumanizzante nella direzione dei già contestati “Centri di  detenzione per stranieri”. L’Europa non può tradire così il carattere umanista dei suoi principi fondativi per cedere all’estrema destra razzista e fascista, realizzando una politica che torna a criminalizzare il migrante, lo straniero, il diverso e  chi solidarizza con loro.

La vita umana è sacra e,  nella convinzione che non ci sarà progresso se non di tutti e per tutti, le organizzazioni firmatarie esortano i governi europei a dare una risposta coerente e urgente, prendendo misure quali:

  • Smantellare tutti i centri di detenzione per stranieri e  abbandonare ogni tentativo di creare carceri per migranti, sotto qualunque forma.
  • Eliminare ogni  “muro”  nei paesi dell’
  • Avanzare verso l’eliminazione delle frontiere, che servono solo a tenere lontani i poveri,  mentre sono inesistenti per i capitali finanziari e per la minoranza sempre più scandalosamente ricca del pianeta.
  • Impedire che le imposte versate dai cittadini europei siano destinate al “controllo delle frontiere”, alla loro “esternalizzazione” e alla creazione di “piattaforme-prigione”. Proponiamo che tali fondi siano destinati all’accoglienza delle persone che arrivano in Europa.
  • Nessuna criminalizzazione dei migranti e dei rifugiati! Nessun essere umano è illegale!
  • Fermare la continua criminalizzazione delle ONG e dei cooperanti che si impegnano a salvare vite umane; penalizzare invece quei paesi che boicottano il loro lavoro (come nel caso dei continui ostacoli posti alle navi umanitarie Aquarius, Lifeline e Open Arms)
  • Indagare su queste politiche e considerarle veri e propri crimini di lesa umanità.
  • Realizzare vie di ingresso legali in Europa per una reale ed effettiva lotta contro le mafie che speculano sul traffico degli esseri umani. Non soltanto attraverso la creazione di “corridoi umanitari”, ma soprattutto con la concessione di documenti di  ingresso legale in Europa.
  • Avviare una politica di riparazione dei danni subiti dai popoli sfruttati e impoveriti da parte dei paesi europei in questi ultimi secoli.
  • Controllare in modo approfondito la vendita di armi a paesi in conflitto, effettuata direttamente o indirettamente attraverso paesi terzi.
  • Cessare di seguire i dettami degli Stati Uniti, sotto l’egida della NATO; smettere di occupare territori e di bombardare le popolazioni, che sono costrette a fuggire per salvare la propria vita e quella dei loro cari.
  • Rispettare in modo scrupoloso la Dichiarazione dei Diritti Umani, cosi come le leggi internazionali in materia di asilo e immigrazione.

Nel frattempo, incoraggiamo le popolazioni a mantenere vivo l’impulso solidale radicato nelle nostre migliori tradizioni umaniste europee. Dobbiamo continuare a dare questa lezione di dignità ai nostri indecenti  dirigenti politici, lavorando insieme alle decine di migliaia di cittadini che stanno offrendo le loro case o attivando reti di quartiere per prestare soccorso urgente ai migranti che arrivano nelle loro città, cosi come dobbiamo appoggiare i leader e dirigenti locali che si fanno carico nei loro Comuni delle responsabilità che i governi nazionali e le istituzioni europee sono incapaci di assumersi.

Convergenza delle Culture

Adesioni:

Redes Cristianas
Chiesa Evangelica spagnola
Energia per i Diritti Umani Onlus – Roma
Diritti al Cuore Onlus – Roma
Salute Migrante – Roma
Pressenza International Press Agency
Asociación Mujeres Humanistas por la Noviolencia
FICNOVA, Festival Internazionale di cinema della noviolenza attiva
Humanistas por la Renta Básica Universal
Coalición de Tendencias Clasista (CTC-VZLA)
Comunità del “Messaggio di Silo” di Villaverde, Vallecas, Alcalá de Henares, Leganés, Madrid (“Comunidad la Realidad Interna”, “Comunidad La mirada interna”); Comunidad de “El Mensaje de Silo” Llinars del Vallés (Barcelona), Comunidad de “El Mensaje de Silo” de Gracia (Barcelona)
Mondo senza guerre e senza Violenza, Grecia
Asociacion Cultural y Social “Puentes No Muros”
Convergencia de las Culturas, Cile
Partido Humanista, Spagna
Parti Humaniste, Belgio
Partito Umanista, Italia
Partito Umanista Internazionale
Eleonora Forenza, eurodeputata di Rifondazione Comunista-Potere al Popolo
Abarekà Nandree Onlus, Milano

Traduzione dallo spagnolo di Giovanna Vasciminno

Categorie: Comunicati Stampa, Diritti Umani, Europa
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