“Lo tempo è poco omai che n’é concesso”. una lettera aperta

23.12.2017 - Viterbo - Peppe Sini

“Lo tempo è poco omai che n’é concesso”. una lettera aperta

Al Presidente del Senato della Repubblica
alla Presidente della Camera dei Deputati

e per opportuna conoscenza:
a tutte e tutti i parlamentari italiani
a tutte e tutti i componenti del Consiglio dei Ministri

Oggetto: richiesta di impegno affinché il Parlamento prima del termine della legislatura deliberi ed impegni il Governo all’adesione e alla ratifica del Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari del 7 luglio 2017.

Gentile Presidente del Senato della Repubblica,
gentile Presidente della Camera dei Deputati,
la legislatura volge al suo termine, ma prima del suo scioglimento un atto di fondamentale importanza il Parlamento potrebbe e dovrebbe ancora compiere: deliberare ed impegnare il governo all’adesione e alla ratifica del Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari del 7 luglio 2017.
Dopo Hiroshima è a tutti finalmente evidente che non vale più l’antico e sciagurato motto secondo cui se vuoi la pace devi preparare la guerra; è a tutti finalmente evidente che non vale più la celebre e tristissima constatazione che la guerra è la prosecuzione della politica con altri mezzi.
Dopo Hiroshima l’umanità sa che se prepari la guerra non vuoi la pace, perché solo guerra e stragi e devastazioni otterrai; dopo Hiroshima l’umanità sa che la guerra è il contrario della politica e la catastrofe dell’umanità.
*
Gentile Presidente del Senato della Repubblica,
gentile Presidente della Camera dei Deputati,
é per il vostro ruolo istituzionale che ci rivolgiamo a voi, ed attraverso voi a tutte le persone che in Parlamento siedono.
Come legislatori e come esseri umani non ignorate che il primo dovere è salvare le vite.
Abolire le armi atomiche è il primo dovere che ogni essere umano ed ogni legittima istituzione ed ogni ordinamento giuridico ha nei confronti dell’umanità intera.
Abolire le armi atomiche ed avviare con ciò il necessario e urgente disarmo universale è il primo punto del programma comune della politica dell’umanità.
La repubblica italiana, che solennemente nella sua Costituzione “ripudia la guerra”, non può essere complice delle armi atomiche che in se stesse sono già dittatura e guerra, e che minacciano la civiltà umana e l’umanità stessa di estinzione.
Il Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari del 7 luglio 2017 adempie un voto dell’umanità intera, costituisce un passo decisivo nel cammino verso il bene comune, è un ineludibile appello che convoca ogni persona ed ogni stato alla politica prima: la politica che salva le vite.
*
Gentile Presidente del Senato della Repubblica,
gentile Presidente della Camera dei Deputati,
in questo poco tempo che resta prima della fine della legislatura, vogliate adoperarvi affinché il Parlamento italiano si esprima affinché l’Italia aderisca e ratifichi il Trattato Onu di proibizione delle armi atomiche del 7 luglio 2017.
*
Augurandovi ogni bene,

il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo

 

Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Pace e Disarmo
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