#FestedelDialogo, la risposta ai muri

08.09.2017 - Co-mai Comunità del Mondo Arabo in Italia

#FestedelDialogo, la risposta ai muri

Le #FestedelDialogo promosse dalle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), dal Movimento Internazionale “Uniti per Unire” e dalla Confederazione Internazionale laica interreligiosa #Cristianinmoschea si concluderanno il 10 e l’11 di settembre con una serie di incontri in Italia e in Terra Santa, a favore del dialogo e per la pace nel mondo.

L’iniziativa ha coinvolto milioni di musulmani, cristiani, ebrei, credenti appartenenti alle altre fedi e laici in tutta Italia e in Terra Santa, con la partecipazione alla preghiera comune per la Festa dell’Eid, il 1° settembre, in diverse piazze italiane e in numerose moschee, con dibattiti e incontri su  “Dialogo, Conoscenza, Informazione e Pace”, che hanno avuto luogo nel corso della settimana.

Si concluderà con un incontro a Roma per celebrare #Musulmaninchiesa domenica 10 settembre alle ore 17.00, presso l’Istituto delle Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù, in V. del Casaletto 128. Interverranno: il Fondatore di #Cristianinmoschea, Prof. Foad Aodi, il Vice Presidente, Vescovo Anglicano, Luis Miguel Perea Castrillon (che è di origine colombiana e ha organizzato questa manifestazione  per la pace e il dialogo anche in Colombia e nel mondo), Imam, rappresentanti di istituzioni, sindacati, comunità e associazioni religiose e d’origine straniera.

Nella stessa giornata, il Centro Islamico di Fabriano festeggia le #FestedelDialogo dalle 14.30 alle 17.00, alla presenza di autorità e rappresentanti di istituzioni religiose, tra cui l’Imam di Fermo, Ahmad Abd al-Aliyy Venanzi (Coreis), l’Ambasciatore di Algeria in Italia, S.E. Abdelhamid Senouci Bereksi,  il sindaco della città, Gabriele Santarelli, e il parroco della chiesa di Cerreto D’ Esi, Don Gino Pierosara.

L’11 settembre la moschea “Assalam” di Reggio Emilia organizza una giornata a favore della pace che ripropone il messaggio di #Cristianinmoschea, per concludere le #Festedeldialogo alla presenza di autorità e rappresentanti istituzionali. L’evento è organizzato dall’Imam Sufi Mustapha, Presidente del Congresso Islamico europeo di Imam predicatori e Coordinatore Regionale di #Cristianinmoschea.

Conclusione all’insegna della pace anche in Terra Santa: Shazarahel, Vice Presidente della Confederazione internazionale laica interreligiosa e Coordinatrice del Dipartimento donne di Uniti per Unire, insieme al Rabbino Rav Mordekhai Chriqui organizzerà nella stessa giornata, alle 18.00, una preghiera presso l’Istituto “Ramhal” di Gerusalemme, che sarà videoripresa e trasmessa in diretta su Facebook. In questa occasione sarà lanciato l’evento di portata storica, promosso da Foad Aodi,  #Musulmaninsinagoga,  la cui organizzazione è prevista nei prossimi mesi e che unirà elementi di tutte le religioni, sulla base del principio secondo cui tutti i luoghi sono sacri e aperti a tutti, senza muri.

“Siamo orgogliosi del 95% di adesioni che abbiamo riscontrato da parte delle comunità arabe e musulmane e di migliaia di associazioni e comunità italiane e di origine straniera, che hanno rafforzato e superato l’adesione alla prima edizione dell’11 e 12 Settembre 2016”, dichiara Aodi. “È nata un’onda di dialogo – prosegue – che parte dal basso e cresce con l’aiuto di tutti quanti, in forma spontanea, vogliono sostenere la libera informazione, la conoscenza e soprattutto, la pace nel mondo. Anche le donne del  Movimento Women Wage Peace, che ci hanno sostenuto in Terra Santa, ci trasmettono forza e speranza. Sono donne unite dalla sofferenza della guerra e unite anche nella gioia di condividere un cammino di pace. Rivolgo un appello a tutti i media, ai politici e ai rappresentanti delle Comunità e delle Associazioni religiose e laiche perché si uniscano andando oltre le loro differenze, per valorizzare le buone pratiche e promuovere il dialogo sostenendo il processo di pace senza esclusioni, senza sterili offese o contrasti mediatici. Questi purtroppo stanno contribuendo all’aumento delle discriminazioni religiose  e razziali nei confronti dei musulmani nelle scuole, nelle università, sui mezzi di trasporto e nei posti di lavoro. Lo riscontriamo dall’aumento del 45% di segnalazioni di discriminazioni arrivate negli ultimi mesi ai nostri sportelli Co-mai.

Uniamoci tutti, l’11 settembre,  ognuno nel suo luogo religioso con una preghiera contro il terrorismo e a favore della pace” continua Aodi .

“Inoltre”, conclude,  “in questo momento di terrore a livello internazionale per tutti le religioni, lanciamo un appello alle diplomazie mondiali e alla stampa per fermare il genocidio di bambini, donne e uomini musulmani arsi vivi  in Myanmar (Birmania), dove solo negli ultimi 2 giorni sono stati bruciati e fucilati più di 1.000 musulmani”.

 

Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Medio Oriente, Umanesimo e Spiritualità
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