Felix Corley di Forum 18 – per una vera libertà religiosa

11.08.2017 - Milena Rampoldi

Felix Corley di Forum 18 – per una vera libertà religiosa

Riportiamo l’intervista a Felix Corley, dell’organizzazione umanitaria Forum 18. Vorrei ringraziarlo per le sue parole a proposito degli obiettivi di Forum 18 e su quanto sia importante lottare contro la discriminazione religiosa per promuovere la libertà di credo.

 

Il nostro ruolo a Forum 18 è quello di fornire rilevazioni e analisi originali, attendibili e dettagliate delle minacce e degli atti contro la libertà di religione e credo di tutti, qualunque sia la loro religione o il loro credo (inclusi gli atei e gli agnostici), in modo obiettivo, veritiero e tempestivo. Crediamo fortemente nell’abilità insita in tutte le persone di esercitare questo diritto umano senza eccezioni.

 

Operativi dal 2003, abbiamo preso il nome dall’Articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani, e dal’analogo Articolo 18 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, un trattato fondamentale in materia di diritti umani.

 

Pubblichiamo resoconti sugli Stati dell’ex Unione Sovietica, che sono i principali violatori di questo diritto umano fondamentale, ma anche sulla Turchia. Sebbene nel mondo siano molti i Paesi che violano il diritto alla libertà religiosa o di credo – a volte in maniera più grave rispetto ai territori di cui ci occupiamo – queste sono le zone che conosciamo meglio e di cui possiamo occuparci in modo accurato.

 

L’obiettivo primario di chi governa queste regioni è quello di controllare la società. Ciò significa che, oltre a limitare il diritto al giornalismo libero e indipendente dai partiti politici, o quello di organizzarsi in un libero sindacato, viene limitato anche il diritto individuale alla libertà di religione o di credo.

 

In molti di questi Paesi è illegale: organizzare incontri religiosi non autorizzati; stampare, pubblicare, importare o distribuire documentazione religiosa senza sottoporla alla censura di Stato; parlare pubblicamente della propria fede; invitare persone straniere (ma a volte anche cittadini locali) a rivolgersi alla propria comunità religiosa senza l’autorizzazione del governo; ad alcune comunità religiose è stato arbitrariamente negato il permesso di svolgere le funzioni (i musulmani che non rientrano nel quadro del Consiglio Islamico, e in alcuni luoghi i cristiani protestanti o i testimoni di Geova). Spesso, l’abbigliamento conforme a requisiti religiosi viene proibito o disincentivato (ad esempio l’hijab in Tagikistan).

 

Chi viola questi divieti può incorrere in multe, arresto (il 10 luglio in Kazakistan è stata emessa la ventesima condanna penale per aver esercitato la libertà religiosa), confisca di testi o altre proprietà (compresi i luoghi di culto), minacce (anche di stupro) ed espulsione.

 

Tali divieti si applicano a tutti gli individui e comunità religiose nel territorio di uno Stato. Talvolta, alcuni governi hanno imposto ulteriori divieti ad una particolare fede (in Azerbaigian vi sono restrizioni per chi guida una comunità islamica, o in Russia, dove i testimoni di Geova sono stati messi al bando).

 

Forum 18 mira a garantire un monitoraggio e un’analisi diffusa e quanto più ampia ed efficace possibile. I nostri articoli sono pubblicati sul nostro sito http://www.forum18.org e siamo anche su Twitter (@Forum_18) e Facebook @Forum18NewsService.

 

Ci rivolgiamo a diplomatici, attivisti per i diritti umani, giornalisti, vittime di violazioni dei diritti umani, membri delle comunità religiose, studiosi e gente di tutto il mondo. Geograficamente, il nostro pubblico di riferimento sono coloro i quali hanno un forte interesse professionale o personale verso la libertà religiosa e di credo nei territori di cui ci occupiamo (quasi tutti gli Stati dell’ex Unione Sovietica e la Turchia).

 

Visto che generalmente il diritto alla libertà di religione e di credo è sempre meno rispettato dai governi di questi Stati, le popolazioni e le comunità che hanno subito questo tipo di violazioni sono spesso riluttanti a documentare pubblicamente la libertà religiosa e il relativo mancato rispetto di tale diritto. Oltre a rendere più difficoltoso e dispendioso in termini di tempo ricercare le violazioni rispetto ai primi anni, ciò evidenzia anche l’importanza del lavoro di Forum 18, dal momento che i governi non intendono rendere pubbliche le loro violazioni dei diritti umani. A tal proposito è significativo e non sorprende il fatto che i governi che violano gravemente il diritto alla libertà religiosa e di credo violino gravemente anche la libertà di espressione.

 

Ogni volta che a Forum 18 analizziamo una violazione, cerchiamo anche di interrogare i funzionari statali e le organizzazioni competenti. Sembra che, in ogni Paese che controlliamo, i funzionari che commettono violazioni del diritto alla libertà religiosa e di credo, conoscano e non apprezzino il lavoro di Forum 18. Lo deduciamo dalle risposte adirate o irritate che riceviamo nel momento in cui ci presentiamo, o dal rifiuto di rispondere alle nostre domande. Spesso mettono giù il telefono appena sentono il nome di Forum 18. Ciò avviene perché si rendono conto che le loro azioni repressive – sia contro gli individui che contro le comunità – sono sotto controllo.

Categorie: Diritti Umani, Europa, Interviste, Non discriminazione
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