Come umanizzare i disumanizzati: un giornalismo per la pace e la nonviolenza

20.03.2017 - Rédaction France

Quest'articolo è disponibile anche in: Francese

Come umanizzare i disumanizzati: un giornalismo per la pace e la nonviolenza

Tra il 19 e il 21 giugno 2017 si svolge a Bonn il Global Media Forum, organizzato da Deutsche Welle, sul tema: Identità e diversità.

Pressenza presenta il workshop Come umanizzare i disumanizzati: giornalismo per la pace e la nonviolenza.

Inoltre è stata confermata la presentazione del film “Más allá de la venganza” [NDR: Visualizzazione disponibile qui. Sottotitoli in italiano] di Luz Jahnen e Alvaro Orus, presenti a Bonn per una discussione con il pubblico a seguito della presentazione.

Ecco una breve descrizione delle principali idee del workshop di Pressenza così come delle persone che lo animano:

Come umanizzare i disumanizzati: giornalismo per la pace e la nonviolenza.

Un aumento globale delle tensioni tra gruppi che si identificano con una religione, una nazione, valori culturali o ideologia per distinguersi da altri percepiti come intrusi, avversari o nemici, con la tendenza ad apporre etichette discriminatorie a gruppi apparentemente omogenei, fanno accrescere una pericolosa disumanizzazione che si esprime attraverso diverse forme di violenza, andando dalle guerre ai muri sui confini, alle minacce, agli attacchi fisici. Tutto indica che siamo in uno scontro di culture a tutti i livelli, mentre in Europa viviamo in un’atmosfera sociale di nazionalismo senza precedenti dal 1930.

Politici e altri leader sembrano non avere alcun modo di invertire questa escalation. Al contrario, reagiscono spesso in modo arcaico, trasportati dalla convinzione che la violenza sia la soluzione definitiva alle tensioni. O usano queste tensioni per i propri scopi nel breve termine.

In questo contesto, i media trovano difficile definire un modo coerente di affrontare le espressioni di odio e di discriminazione e di informare in un modo che serva a risolvere conflitti e tensioni piuttosto che ad esacerbarli.

Conflitti complessi richiedono soluzioni complesse, ma è sempre più evidente che abbiamo bisogno di un cambiamento di paradigma.

Discuteremo con gli esperti nel corso di una discussione aperta con il pubblico ed esamineremo alcune di queste questioni:

Qual è il motore trainante della discriminazione e della disumanizzazione? Queste possono essere fermate o invertite? Cosa hanno imparato quanti studiano e lavorano su questi argomenti? Come possiamo reagire in quanto media? Quali sono le possibilità e le responsabilità di media e giornalisti? Di quali paradigmi abbiamo bisogno per una società non violenta?

Oratori:

Robi Damelin, portavoce del Forum dei genitori israele-palestinese, un progetto guidato da persone che hanno perso dei familiari nel conflitto.

Nelsy Lizarazo, esperta del processo di pace in Colombia, giornalista e attivista, potrà portare informazioni di prima mano. Discuterà inoltre del ruolo dei media e delle prospettive di un giornalismo di pace.

Luz Jahnen ha studiato i meccanismi della vendetta e della riconciliazione nella nostra cultura, Ne ha pubblicato i risultati in una monografia e in un film documentario. Le sue idee sulla situazione attuale e la necessità di una trasformazione nel modo in cui risolviamo i conflitti approfondiranno la discussione.

Traduzione dal francese di Giuseppina Vecchia per Pressenza

Categorie: Cultura e Media, Europa, Internazionale
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