L’Ue si dà norme più rigide contro il commercio di strumenti di tortura

04.10.2016 - Riccardo Noury

L’Ue si dà norme più rigide contro il commercio di strumenti di tortura

 

Con una maggioranza schiacciante, il 4 ottobre il parlamento europeo ha approvato una serie di modifiche al regolamento (EC) 1236/2005 riguardante la  vendita, l’intermediazione e la promozione di  strumenti realizzati appositamente per torturare o che, a seconda del destinatario, potrebbero essere usati per torturare.

La campagna promossa 10 anni fa da Amnesty International e Omega Research Foundation ha dunque raggiunto il suo obiettivo: chiudere le falle di un regolamento diventato presto vecchio e che in particolare disciplinava poco e male gli aspetti pubblicitari e quelli delle vendita online.

Finora, se era vietato l’import-export di strumenti di tortura, era risultato assai semplice per aziende con sede nell’Unione europea o che commerciano all’interno dell’Unione europea pubblicizzare on line strumenti atti a torturare e persino pubblicizzarli ed esporli in occasione di fiere ed esibizioni.

Per i produttori di manette da pollice, bastoni acuminati, manette elettrificate o strumenti di contenzione degli arti inferiori la pacchia dovrebbe essere finita.

Categorie: Diritti Umani, Europa, Politica
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