L’Egitto pronto a sacrificare un funzionario di polizia per il caso Regeni? Non è una vera svolta

18.09.2016 - Riccardo Noury

L’Egitto pronto a sacrificare un funzionario di polizia per il caso Regeni? Non è una vera svolta
(Foto di Dario Lo Scalzo)

La tesi riferita dalla stampa egiziana pare essere quella dell’iniziativa autonoma, magari di un funzionario molto zelante che ha agito in proprio. Se è la prima volta che dall’Egitto si ammette il possibile coinvolgimento di un appartenente alle istituzioni (e ci sono voluti sette mesi e cinque innocenti egiziani uccisi per arrivarci), è difficile credere all’ipotesi che un ‘alto’ funzionario di polizia abbia agito da solo. Anzi, se è ‘alto’ è da escludere che non abbia informato chi era ancora più in ‘alto’.

Nessuna svolta, secondo me. Caso mai la conferma che al Cairo si persegue l’obiettivo di scagionare il governo da ogni responsabilità per la sparizione, la tortura e l’omicidio di Giulio.

 

 

Categorie: Africa, Diritti Umani, Opinioni
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