Acqua, risorsa da rinazionalizzare: Napoli apripista in Italia

30.06.2016 - Redazione Italia

Acqua, risorsa da rinazionalizzare: Napoli apripista in Italia
(Foto di stefanopa via Foter.com / CC BY)

Il referendum del giugno 2011 ha stabilito che l’acqua restasse un bene pubblico. Per recepire l’esito referendario (attualmente disatteso e messo in pericolo dalle politiche di questo e dei precedenti governi), Napoli ha costituito l’ABC, braccio operativo del Comune di Napoli, Ente speciale che gestisce il servizio idrico cittadino. Con l’ ABC avviene il passaggio da una S.P. A. (Società per azioni) ad un ente pubblico. Napoli è la prima grande città d’Italia che ha scelto di riconoscere l’ acqua non come una merce, come un bene da cui trarre profitto, ma come un diritto fondamentale di ogni essere vivente, su cui non vanno fatte né speculazioni né tantomeno utili e dividendi. Martedì 28 giugno si è svolto l’ultimo incontro dei “Martedì della Missione”, dedicati alla Campagna “Dichiariamo Illegale la Povertà” (www.benningpoverty.org). L’avvocato Maurizio Montalto, presidente dell’ Ente Speciale Acqua Bene Comune, ha tenuto l’incontro “Economia dei Beni Comuni: gestione pubblica dell’ Acqua e delle fonti”, illustrando in che modo si concretizza questo principio, come viene tutelato e democraticamente protetto da ABC, un’azienda che mette in crisi i meccanismi che generano impoverimento. Un esempio su tutti: da Statuto dell’ Ente non è possibile lasciare le persone senz’ acqua, neppure nel caso n cui non vengano pagate le bollette. Dopo cinque anni, l’ABC è rimasta l’unica esperienza in Italia di acqua pubblica: diversamente da altre grandi aziende i cui debiti verranno pagati dalla regione, i conti di ABC sono in ordine e le tariffe sono le più basse. Altri comuni vorrebbero seguire l’esempio di Napoli, ma il decreto Madia del governo Renzi intende restituire l’acqua alla gestione dei privati. Secondo Montalto, i comuni che vogliono tornare all’acqua pubblica “Devono avere solo il coraggio di andare avanti. Un piccolo comune non può fare tutto da solo, si deve costituire un fronte di pressione sul governo perché il decreto Madia è illegittimo. Ci vuole una vera e propria resistenza, poi le soluzioni tecniche si troveranno in corso d’opera”.

Categorie: Diritti Umani, Economia, Europa, Politica
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