Brasile: chiamatelo “colpo di stato”

27.05.2016 - Pressenza London

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Brasile: chiamatelo “colpo di stato”
Noam Chomsky: La Presidente del Brasile Dilma Rousseff "incriminata da una banda di ladri" (Foto di Democracy Now!)

Una fuga di notizie illustra come l’élite abbia orchestrato la deposizione in Brasile

Le rivelazioni descrivono il ‘patto nazionale’ tra governo, militari e dirigenti di aziende petrolifere

Di McCauley, redattore per Common Dreams

 

Confermando i sospetti che la cacciata della presidente del Brasile Dilma Rousseff sia, in effetti, un colpo di stato progettato per sradicare una vasta indagine sulla corruzione, il più grande quotidiano del Brasile ha pubblicato lunedì prove schiaccianti di un “patto nazionale” tra alti funzionari del governo e dirigenti di aziende petrolifere.

Non è chiaro come Folha di San Paolo abbia ottenuto le trascrizioni della conversazione telefonica di 75 minuti tra il neo-installato Ministro per la Pianificazione Romero Jucá, al tempo senatore, e l’ex dirigente petrolifero Sergio Machado. A quanto si dice la discussione ha avuto luogo in marzo, poche settimane prima che la Camera bassa brasiliana votasse per incriminare la presidente democratica eletta, Rousseff.

Sia Jucá che Machado erano obiettivi di un’investigazione interna in corso, conosciuta come Operazione Car Wash, che cercava di svelare il riciclaggio di denaro e la corruzione presso la Petrobras, società petrolifera controllata dallo stato che sembra accettasse tangenti in cambio di contratti.

Le trascrizioni, in accordo alla relazione di Intercept, rivelano un “esplicito complotto” tra i due, che “concordano sul fatto che la rimozione di Dilma sia l’unico modo per porre fine all’indagine sulla corruzione”, così come la collusione con alcune delle “più potenti istituzioni nazionali” del Brasile, inclusi funzionari dell’esercito e della Corte suprema.

Riassumento il rapporto, i giornalisti di Intercept  Glenn Greenwald, Andrew Fishman e David Miranda, scrivono:

Il punto cruciale di questo complotto è quello che  Jucá chiama un “patto nazionale” – che coinvolge tutte le più potenti istituzioni brasiliane – per lasciare Michel Temer nel ruolo di Presidente (malgrado i suoi molteplici scandali sulla corruzione) e sopprimere l’indagine sulla corruzione una volta rimossa Dilma. Secondo quando detto su Folha, Jucá ha chiarito che l’incriminazione “porrà fine alla pressione dei media e di altri settori al fine di proseguire l’indagine Car Wash”.

Miranda, tra gli altri, aveva sospettato che dietro la cacciata ci fosse una tale motivazione. Lunedì lui e i suoi colleghi hanno dichiarato che le trascrizioni erano “la prova che questo non aveva niente a che vedere con la salvaguardia della democrazia brasiliana e tutto a che vedere con la sua distruzione”.

Mentre la crisi politica brasiliana è stata ampiamente riportata sulla stampa mainstream come “impeachment”, Greenwald, Fishman e Miranda sostengono che il reportage dia ampio credito alle agenzie di stampa per riferirsi ad esso come a un “colpo di stato”. Indicando alcuni degli aspetti più incriminanti delle trascrizioni, scrivono:

Le trascrizioni contengono due straordinarie rivelazioni che dovrebbero condurre tutte le agenzie di stampa a considerare seriamente se chiamare ciò che ha avuto luogo in Brasile un “colpo di stato”: un termine che Dilma e i suoi sostenitori hanno usato per mesi. Discutendo del piano per rimuovere Dilma come mezzo per porre fine all’investigazione Car Wash, Jucá ha affermato che l’esercito brasiliano appoggiava il complotto: “Sto parlando con I generali, con i comandanti militari. A loro questo sta bene, dicono che lo sosterranno”. Ha detto inoltre che i militari stanno “monitorando il Movimento dei Lavoratori senza terra (MST, Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra)”. Il movimento sociale dei lavoratori rurali che sostengono gli sforzi del PT sulla riforma della terra e la riduzione dell’ineguaglianza, e che ha guidato le proteste contro l’incriminazione.

La seconda rivelazione-bomba – forse ancora più significativa – è l’affermazione di Jucá per cui avrebbe parlato con, e si sarebbe assicurato il coinvolgimento di, numerosi giudici della Corte suprema, l’istituzione cui i difensori dell’incriminazione hanno ripetutamente fatto riferimento per conferire legittimazione e negare che la rimozione di Dilma fosse un colpo di stato.

Lunedì Jucá ha confermato l’autenticità delle trascrizioni ma ha detto che le sue osservazioni sono state decontestualizzate.

Nel frattempo, manifestanti si sono accampati fuori dalla casa del Presidente ad interim Temer dopo una protesta organizzata domenica dal Frente Povo Sem Medo, una coalizione di movimenti brasiliani di sinistra.

 

Traduzione dall’inglese di Matilde Mirabella

Categorie: Politica, Sud America
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