GIOVANI PADRI SCOPRONO LA MAGIA GENITORIALE

Laboratorio per soli uomini per ricominciare dal futuro

A cura di Annabella Coiro e Marco Giacomini del Centro di Nonviolenza Attiva, e Riccardo Pardini, pedagogista dello SpazioMeF

Sabato 5 marzo 2016

Ore 18.00-19.30

Casa delle donne di Milano

via Milazzo 8

Oggi stiamo cercando un nuovo modo, migliaia di nuovi modi per fare i genitori.  “La mente patriarcale, che ha retto la nascita e lo sviluppo delle cosiddette ‘grandi civiltà’, si è fatta pericolosamente obsoleta, fino a trasformarsi in un’aberrazione non più sostenibile”, afferma Claudio Naranjo, che da anni sostiene nuove proposte educative.

Come lui, filosofi, scrittori e pedagogisti di ogni nazionalità sostengono la necessità di questo cambiamento, e soprattutto una generazione di genitori ci sta provando, sta cercando nuovi modi di essere papà e mamma.

Donne e uomini vogliono vincere la contraddizione tra il ‘come mi sento’ e il ‘come dovrei comportarmi’ secondo regole sociali basate su pregiudizi e tradizioni machiste.

Per cambiare una società è necessario intervenire su radici profonde; noi, Centro di Nonviolenza attiva, e non solo noi, abbiamo individuato come strumento fondamentale l’educazione sia scolastica sia familiare. Siamo entrati in contatto con moltissimi giovani padri che concordano con la nostra visione del mondo, nella quale il genere non costituisce la differenza tra i diritti e la violenza non è giustificata e non ha ragione di esistere. Con questi uomini abbiamo riflettuto sul modello di padre, sulla crisi generata dall’assenza di nuovi riferimenti, sull’evidenza delle sofferenze provocate dal modello machista, su di sé e sugli altri, sui dubbi relativi a un padre troppo accondiscendente … C’è una generazione di padri che è figlia di padri già cresciuti nel dubbio e questo momento di crisi è decisamente interessante, perché può far nascere il nuovo.

È assodato però che il patriarcato è ancora imperante, seppure leggermente scalfito e non cede il passo ad altre opportunità. E’ dunque necessario constatare che il maschio eterosessuale è ancora un modello vincente  e come tale le sue azioni hanno molto più impatto di altre identità sessuali non ancora ugualmente riconosciute.

Allora oggi tocca principalmente agli uomini eterosessuali padri agire diversamente: l’educazione impartita ai propri figli e figlie contribuisce profondamente a modificare il futuro. E non basta che si mettano in discussione, devono essere consapevoli che le azioni quotidiane influenzano il mondo e queste influenzano loro, senza soluzione di continuità.

I giovani padri possono farlo, possono andare contro il modello che li predilige, che li rende ‘superiori’, lo possono fare se spinti dal riconoscimento del sentimento profondo che provano per i propri figli.

Il cambiamento è possibile se le azioni sono dettate dalla coerenza del pensare e sentire nella stessa direzione e non dalle ‘doverizzazioni’, come le definisce Ellis. Se superiamo i pregiudizi e le credenze e abbiamo fiducia nelle capacità dell’essere umano di saper rispondere alla violenza, potremo essere quel genitore che insegna ai figli fin dai primi giorni di vita l’amore per l’altro, l’agire nonviolento, il superamento della sofferenza, l’uguaglianza delle persone in quanto essere umani e non in quanto appartenenti a un genere. Devono essere contemporaneamente la madre e il padre, o chi ne compie le funzioni, a porre le basi di un futuro aperto alla non discriminazione e al superamento della violenza in ogni sua forma.

Infatti è grazie ai propri genitori, che hanno creduto e lottato per un mondo diverso, che oggi  questi giovani padri possono essere consapevoli dell’essere anche loro vittime del patriarcato; che possono immaginare un nuovo tipo di educazione, che non porta la sofferenza, ma la libertà di esprimere il piacere della genitorialità, di essere padre con tutta l’emotività e l’espressione dei propri sentimenti, senza sentirsi per questo meno padri, meno uomini.

Sono le riflessioni su questo nuovo tipo di educazione che cercheremo di portare anche nel laboratorio organizzato per il 5 marzo, non a caso proprio alla Casa delle donne.

È un Laboratorio ‘per ricominciare dal futuro’, come dice il sottotitolo. Pensiamo che sia arrivato il momento di superare il cliché dell’uomo ‘che non deve chiedere mai’, ma anche quello che ‘io aiuto la mamma!’… una babysitter speciale a tempo indeterminato o ‘il mammo’: una sorta di domestico alla pari con un occhio alla famiglia…

Il laboratorio si rivolge ai padri per contribuire a questo percorso di cambiamento.

Nel corso delle nostre esperienze abbiamo individuato alcuni elementi cardine, tra cui l’espressione affettiva attraverso il corpo. Questo incontro permette di sperimentare e rinnovare sensibilità tutte maschili e paterne, non certo in senso biologico, ma espressione di un modo d’essere.

È un’occasione di scambio e ricerca per costruire nuovi modi di compiere la funzione di padre, in linea con il piacere individuale e quello della genitorialità.

Il laboratorio vedrà una prima parte di riflessione sul modello vigente di padre, sui pregiudizi e le ragioni per cui la disparità è tramandata fin dai primi rapporti genitoriali con i figli; una seconda parte esperienziale sulla scoperta del corpo come espressione dell’affettività e un’ultima parte sull’emotività e l’empatia possibile tra padre e figlie/figli, scardinando il pregiudizio dell’appartenenza alle sole mamme. È rivolto principalmente a padri che hanno figlie/figli dell’età da 0 a 8 anni.

Ci auguriamo che sia il primo passo di un lungo percorso in questa direzione.

Annabella Coiro, Centro di Nonviolenza Attiva di Milano

*************************************

Il laboratorio si svolge all’interno dell’evento ‘Un SABBAto alla Casa delle donne di Milano’

Una festa ironica per festeggiare in anticipo l’8 marzo. Si parla di streghe – donne sapienti e anticonformiste, che conoscevano le leggi della natura, del corpo, le proprietà delle erbe, i poteri della mente. Donne “diverse” che facevano paura e che per questo erano da bruciare.

Dalle 15 alle 20, negli spazi della Casa delle Donne in via Marsala 8, ci saranno installazioni, proiezioni, racconti, performance teatrali. E tanti laboratori: danza, scrittura autobiografica, giochi di gruppo, yoga facciale, rimedi naturali, progettazione degli spazi domestici. Parleremo di grandi donne del passato come Trotula e Ipazia (cui sarà dedicato un reading teatrale sulla scienza alle 19.30), ma anche di cicli lunari e di autocoscienza.

Per le bambine e i bambini ci sarà uno spazio gioco. Per tutti, dalle 20, un brindisi.

Tutto il programma sul sito www.casadonnemilano.it