La violenza è il problema, non la soluzione

15.11.2015 - Mondo Senza Guerre e Senza Violenza

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Francese, Greco

La violenza è il problema, non la soluzione

L’attentato terroristico che ha avuto luogo il 13 novembre a Parigi è un altro atto di violenza contro la popolazione civile, un altro atto di violenza contro tutta l’umanità. Chiaramente si dimostra che chiunque, in qualsiasi parte del mondo può essere una vittima della violenza brutale, alimentata dall’odio, dall’intolleranza, dalla discriminazione, dal fanatismo e dalla vendetta.

Questo nuovo massacro non può essere visto in modo isolato rispetto ad altri simili avvenuti anni fa a New York, Londra e Madrid, né si può affermare che questi non abbiano nulla a che fare con le invasioni e le guerre in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, dove i morti si stanno contando a centinaia di migliaia. Oggi si sta dimostrando che le risposte a queste guerre, causate soprattutto dai paesi occidentali, non possono essere confinate alle aree di conflitto. Globalizzazione significa che le risposte possono sorgere in qualsiasi punto del pianeta. Non c’è un “luogo sicuro” nell’escalation di violenza.

Denunciamo con forza le azioni di intollerabile ipocrisia che alimentano la cultura della guerra e della violenza. Gli stessi che da un lato invadono paesi e vendono armi, poi sostengono le vittime di atti terroristici da loro finanziati, anche se in modo indiretto. Isoliamo coloro che prestano maggiore attenzione alle vittime del loro mondo e dimenticano quelli che causano in terre lontane …

La violenza non può mai essere la soluzione alla violenza. La violenza è il problema e c’è solo un modo per risolverlo: porre gli esseri umani e le loro necessità di base (istruzione, cultura, pari opportunità, un’equa distribuzione della ricchezza) al centro delle nostre azioni e della nostra politica. E’ evidente che l’umanità non può più sopportare la violenza e ha bisogno di una vera cultura della pace e della nonviolenza.

Come MGSV siamo vicini non solo alle famiglie e agli amici delle vittime degli attentati terroristici di Parigi, ma anche alle famiglie dei terroristi, giovani senza futuro che diventano burattini di interessi oscuri. Ci appelliamo a tutte le persone per imparare a resistere alla violenza in se stessi e nella società umana, praticando la nonviolenza attiva. Continueremo a stimolare l’organizzazione di forum, eventi, workshop di sensibilizzazione e di formazione in tutti i possibili punti del pianeta e in tutte le culture per aiutare la crescita di una coscienza nonviolenta.

Chiediamo ai governi di fermare l’escalation di violenza istituzionale, perché questa sia l’ultima volta. Chiediamo di denunciare appellandosi al diritto internazionale i governi dei paesi che causano, invadono, interferiscono e promuovono colpi di stato in altri paesi, assumono atteggiamenti cinici in difesa della “libertà” della, “democrazia” o dei “diritti umani”.

La tentazione di entrare in una spirale di azione / reazione alimenterà la strada verso il disastro. Da molte parti si sente già dire che la terza guerra mondiale è già cominciata.

Per l’essere umano è il momento di lasciare la preistoria e intraprendere la vera umanizzazione attraverso la nonviolenza.

Il nostro sostegno e la nostra solidarietà vanno a tutte le vittime innocenti di Parigi, della barbarie del terrorismo e delle guerre nel mondo.

Categorie: Comunicati Stampa, Nonviolenza, Opinioni, Pace e Disarmo
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