Narcotica. La natura geopolitica della droga

22.06.2015 - Damiano Mazzotti

Narcotica. La natura geopolitica della droga
(Foto di camera.it)

“Narcotica” è un ottimo libro di Alessandro Scotti e illustra il grande business globale e illegale degli stupefacenti (ISBN Edizioni, 2012, 416 pagine, euro 12).

 

Scotti è un giornalista e un fotografo e ha lavorato in più di trenta paesi. Grazie al suo grande impegno internazionale è stato nominato Goodwill Ambassador delle Nazioni Unite. Infatti ha collaborato con l’United Nations Office on Drugs and Crime e ha sviluppato il progetto De Narcoticis per disegnare una mappa delle vie della droga nel mondo (www.unodc.org). A quanto pare il fenomeno del consumo personale e sociale della droga nel corso della storia ha riguardato tutte le società umane con la sola eccezione della popolazione degli eschimesi (M. Gossop, 1982).

Attualmente in Colombia la droga è diventata il principale mezzo di finanziamento della guerriglia che ricatta e taglieggia i contadini: le entrate annuali delle Farc sono di due miliardi di dollari. Inoltre le operazioni di controllo chimico delle piante di coca provocano danni alla popolazione civile: “Gli studi condotti dal governo americano si riferiscono a concentrazioni di pesticida dell’uno per cento, così come viene usato negli Stati Uniti. Durante le operazioni di fumigazione in Colombia si impiegano concentrazioni di glifosato fino al diciotto per cento” (Elsa Nivia, Pesticide Action Network, p. 56).

La droga è anche il prodotto trainante dell’economia Afghana. Molti esperti consigliano di acquistare l’oppio tramite i governi per utilizzarlo a scopo medico (per le terapie palliative contro i dolori da cancro e per la gestione medicalizzata e istituzionalizzata dei tossicodipendenti). Il vero problema afgano è poi un altro: “Come può uno Stato come il Pakistan, che ancora reclama il Kashmir (in contesa con l’India), accettare di cedere metà del suo territorio? La soluzione che trovarono fu quello di formare afgani affamati che prendessero il controllo di Kabul, perché questi talebani allevati in Pakistan non avrebbero avanzato diritti sul Pashtoonestan (una regione Afghana). Non è dunque una sorpresa che i talebani siano comparsi allo scadere dei cent’anni dell’accordo della Durand Line” (Mohsen Makhmalbaf, 2001, regista iraniano, Viaggio a Kandahar).

Inoltre il più grande produttore di stimolanti anfetaminici è l’Olanda, seguita da Cina e Myanmar (la turistica Thailandia è invece il paese dove questo tipo di droghe sono più consumate e diffuse). Comunque i due paesi che combattano il traffico di droga in maniera più massiccia sono la Turchia e l’Iran: nel 2003, i sequestri iraniani sono stati il 73 per cento di tutto l’oppio sequestrato nel mondo… Quasi cinquecento volte quello sequestrato dagli Stati Uniti… la lotta è costata la vita a 3.300 militari, mentre altri 12.000 sono rimasti feriti. Un’ecatombe quasi sconosciuta, paragonabile alle perdite subite dagli Stati Uniti nell’ultima guerra in Iraq (Scotti, p. 198).

In queste terribili pagine di desolazione umana vengono anche descritti alcuni espedienti escogitati dai vari trafficanti di droga per incrementare i loro affari e per sfuggire ai controlli di polizia. Dunque si tratta di un ottimo libro da consigliare ai magistrati e alle forze dell’ordine. Tra le altre cose si può scoprire che i narcotrafficanti hanno modificato geneticamente le piante di Cannabis per produrre delle concentrazioni di principio attivo molto più alte per sviluppare maggior dipendenza nei giovani consumatori: oggi siamo a intorno al diciotto per cento di cannabinolo presente nell’haschish, rispetto al quattro-cinque per cento di qualche anno di qualche anno fa.

Per mia fortuna il fenomeno della droga non mi ha mai riguardato direttamente. Sono sempre stato ben conscio dei pericoli della droga: il piacere a breve termine, il rincoglionimento a medio termine e la dannazione a lungo termine, che ti può seguire fino alla morte (per i più sfortunati può bastare una singola assunzione per subire danni psicofisici immediati). D’altra parte la tossicodipendenza va considerata una malattia: solo una minoranza di tutti quelli che assumono droga sviluppano una dipendenza patologica a lungo termine (la percentuale varia a seconda del genere di droga consumata). Ma una droga attira l’altra e lo stato di dipendenza psicofisica e il disorientamento più brevi possono essere molto pericolosi e dolorosi: causano incidenti stradali e mettono in crisi le relazioni interpersonali.

 

Alessandro Scotti è un giornalista, un fotografo e uno scrittore. Ha lavorato in più di 30 paesi e ha collaborato con varie testate (Time, Le Monde, Der Spiegel, Wall Street Journal, ecc.). Nel 2002 ha iniziato a collaborare con l’ONU e nel 2013 ha pubblicato un progetto fotografico straordinario: “Chasing the dragon” (il ritratto di dieci anni di viaggi sulla via del dragone, con la prefazione di Roberto Saviano, ISBN Edizioni, edizione limitata e numerata). Come riconoscimento del suo lavoro di ricerca sul narcotraffico è stato nominato Goodwill Ambassador delle Nazioni Unite

Per approfondimenti: http://www.ibs.it/code/9788876383205/scotti-alessandro/narcotica.html.

Per approfondimenti fotografici: https://www.youtube.com/watch?v=ARjKUgM1wNw.

Nota letteraria – “Oh! Gentile, sottile e potente oppio! Tu che versi il balsamo sulla piaga ardente, la consolazione sulle pene che non finiranno mai; tu che, per una notte, rendi all’anima criminale le speranze della giovinezza” (Thomas De Quincey). “Provate a immaginare all’essere più miserabile, più disperato, più smarrito: avrete così un’immagine in qualche misura adeguata della condizione nella quale mi trovo” (Samuel Taylor Coleridge).

Categorie: Asia, Nord America, Politica, Salute, Sud America
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