Grecia, la Resistenza di un paese

08.04.2015 - Rédaction Paris

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Francese

Di Gabrielle Négrel

Un paese che preoccupa l’egemonia dei potenti dell’UE (Unione Europea) e il FMI (Fondo Monetario Internazionale)! La Grecia resiste e per ciò stesso apre una porta che i poteri economici e politici non desiderano si renda visibile.

Possibile che dei politici stiano effettivamente lavorando per il bene di tutti, la cosa per cui sono stati eletti? Possibile che i valori umanisti diventino più forti, più importanti, siano al centro delle decisioni rispetto al profitto? Sarà vero che c’è un’alternativa? La sola ipotesi fa tremare i politici e insieme a loro, di concerto, i finanzieri del mondo intero. Come può essere possibile… una popolazione che sceglie in coscienza i propri eletti e gli eletti che agiscono di conseguenza!

Il mondo sta forse per fare una capriola, per rimettersi con la testa in alto e i piedi sulla terra?

L’Unione Europea delle banche, del profitto, dei soldi come valore centrale giunge al termine. Siamo alla fine di un processo iniziato dopo la seconda guerra mondiale. Come fare per non rivivere più la guerra, garantire la pace? Qual è stata la risposta della politica? Nel 1950, il ministro francese degli affari esteri ha proposto la messa in comune della produzione di acciaio e carbone di Francia e Germania. Un anno dopo nasce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca), con una durata prevista di 50 anni, e ratificata da sei paesi: Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e la Repubblica federale di Germania. Ed ecco fatto, il cerchio si chiude, l’Unione Europea degli interessi finanziari è nata ed ha poi continuato a crescere nello stesso senso. Sessantaquattro anni dopo, che ne è dell’Unione Europea, per chi è stata costruita e da chi? La risposta sembra ovvia. La guerra è stata usata come giustificazione di un sistema commerciale nel quale attecchisce profondamente la supremazia del denaro a beneficio di pochi impoverendo gli altri. La Francia è oggi uno dei cinque paesi al mondo che vende più armi. Questo per mantenere la Pace?

La Grecia resiste. I deputati greci hanno votato la creazione di una commissione d’inchiesta sulle origini dei piani di austerità. Le condizioni per la concessione del prestito sarebbero state abusive e/o in disaccordo con i diritti fondamentali della Grecia? Questa commissione prenderà in esame tutte le condizioni che hanno portato la Grecia ad accettare due piani di aiuti internazionali per un importo totale di 240 miliardi di euro. L’altra sera Il primo ministro A. Tsipras ha difeso la creazione di questa commissione (proposta inserita nel suo manifesto elettorale) davanti al Parlamento greco. Dopo anni di opacità politica, il popolo greco ha bisogno non solo di trasparenza, ma anche di capire. Rimborsare “sì”, ma non qualsiasi tipo di debito.

La Grecia, essa stessa vittima di un mancato rimborso! Come annunciato dal vice-ministro greco delle finanze, Dimitris Mardas, la Corte dei conti ha calcolato l’ammontare del debito tedesco in 278,7 miliardi di euro, corrispondenti alle riparazioni di guerra dopo l’occupazione del paese da parte dell’esercito tedesco. Nel 1946, la Germania era stata condannata a pagare alla Grecia 7,1 miliardi di dollari. A parte una somma pari a 115 milioni di marchi (cioè 60 milioni di euro) pagata nel 1961, nessun altro importo è stato poi versato. Per la Germania, la questione del rimborso del suo debito verso la Grecia è chiusa; martedì il ministro tedesco dell’economia Sigmar Gabriel avrebbe definito questa stima “stupida”.

S’impone un po’ di storia. A seguito delle due guerre mondiali, la Germania era pesantemente indebitata. Nel 1953, sotto la spinta di Stati Uniti, Regno Unito e Francia, il 62,6% del suo debito post guerra è stata cancellato e sono state accordate alla Germania misure senza precedenti. Molto denaro è stato dato, sì, proprio dato, alla Germania dagli Stati Uniti nel 1948, 1952, tra il 1954 e il 1961. L’obiettivo era, tra l’altro, quello di evitare che la Germania si “avvicinasse” troppo al blocco orientale. Se la Germania ha potuto tirare la “testa fuori dall’acqua” e non sprofondare, lo deve a un’azione collettiva, per quanto motivata solo dagli interessi politici ed economici del tempo.

La cancellazione del debito di un paese in difficoltà estreme è possibile, così come sono possibili misure per sostenerlo realmente. Allora perché la Grecia non beneficia di un tale aiuto, un aiuto simile a quello ottenuto dalla Germania alla fine della guerra? Non è solo questione di debito, il problema è anche politico. Si direbbe che la BCE e l’FMI cerchino di sottomettere la sovranità della Grecia. Uno Stato, un paese, un popolo non possono destabilizzare né opporsi al potere del “denaro”!

È chiaro che il pericolo non proviene dalla Grecia, ma piuttosto da un sistema che preferisce strangolare il futuro di un paese e impoverire un popolo per decenni. Un sistema che sceglie il denaro a scapito dell’umano!

Vedi anche: http://cadtm.org/Allemagne-Grece-deux-poids-deux

Traduzione dal francese di Giuseppina Vecchia per Pressenza

Categorie: Diritti Umani, Economia, Europa, Opinioni
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