Rivelazioni di WikiLeaks sul trattato TTP, fratello del TTIP

28.03.2015 - Redazione Italia

Rivelazioni di WikiLeaks sul trattato TTP, fratello del TTIP
(Foto di http://stop-ttip-italia.net/)

Grazie a WikiLeaks è di dominio pubblico il capitolo sugli investimenti del TPP, l’accordo transpacifico di libero scambio fratello del TTIP ( accordo transatlantico). Contiene clausole che mettono in pericolo il processo democratico e la vita dei cittadini e saranno inserite anche nell’accordo transatlantico.

E’ di pochi giorni fa la diffusione di un nuovo testo sugli investimenti da parte di WikiLeaks, che riguarda i negoziati segreti dell’accordo commerciale transpacifico, un vero e proprio negoziato fratello del più conosciuto TTIP.

Il documento è stato redatto il 20 gennaio 2015, ma chissà quando ne saremmo venuti a conoscenza se non fosse stato per la fuga di notizie. Infatti, come si può leggere nella prima pagina, il testo doveva restare segreto per quattro anni dopo l’entrata in vigore dell’accordo TPP e se questo non fosse andato a buon fine, per quattro anni dalla chiusura dei negoziati.

Da quanto risulta dall’esame del capitolo, il TPP contiene la clausola ISDS che Commissione Europea e Stati Uniti vogliono inserire nel TTIP, il suo “gemello” transatlantico. Grazie a questo meccanismo, le imprese straniere possono denunciare uno Stato che con i suoi provvedimenti intacca i loro profitti, anche quelli non ancora realizzati, ma semplicemente attesi. L’ISDS salta a pie’ pari la giurisdizione nazionale, trascinando i governi dinanzi a corti di arbitrato internazionali dal funzionamento opaco e marcatamente a vantaggio dell’investitore privato. Sottomettendosi a questo giogo, gli Stati sperano che le multinazionali siano più invogliate a fare business sui loro territori, ma si tratta di un sistema malato, che ha l’effetto di calmierare la legislazione su materie altamente sensibili come l’ambiente, la sanità, il mercato del lavoro. La Germania è tutt’ora vittima di una causa legale intentata dal gigante energetico svedese Vattenfall, che ha chiesto 3.7 miliardi di euro di indennizzo dopo la decisione governativa di uscire dal nucleare nel 2022.

Rispetto alla clausola ISDS inserita nel NAFTA (North American Free Trade Agreement) vengono introdotte alcune lievi modifiche, come alcune concessioni sulle operazioni di ristrutturazione del debito pubblico, fino ad oggi utilizzate a mani basse dagli investitori per arricchirsi ai danni degli Stati e dei cittadini durante i periodi di crisi economica.

Per gli Stati Uniti l’inserimento dell’ISDS nell’accordo TTIP è una condizione sine qua non per la chiusura del negoziato. La Commissione Europea, come ribadito dalla Commissaria al commercio Malmström, è intenzionata a fare lo stesso, con poche modifiche di facciata e promesse di una maggiore trasparenza su queste controversie tra investitori e Stati. Impegni assolutamente insufficienti, che svenderebbero lo Stato di diritto ai profitti degli investitori americani.

Con questi dati in mano, la campagna Stop TTIP Italia non può che ribadire l’inaccettabilità di un accordo che include una simile bomba ad orologeria per le democrazie europee, compresa quella italiana.

Il testo si aggiunge alle precedenti pubblicazioni del team di Assange sui testi legali relativi a proprietà intellettuale (novembre 2013) e ambiente (Gennaio 2014).  Il documento relativo agli investimenti è scaricabile dal sito http://stop-ttip-italia.net/documenti/ al paragrafo “TPP. Il cugino transpacifico del TTIP”.

Campagna Stop TTIP Italia

Categorie: Comunicati Stampa, Economia, Internazionale
Tags: , , ,

Notizie giornaliere

Inserisci la tua email qui sotto per ricevere la newsletter giornaliera.


video 10 anni Pressenza

Eventi 10 anni di Pressenza

App Pressenza

App Pressenza

Milagro Sala

Canale di youtube

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

Archivi

Except where otherwise note, content on this site is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International license.